Nelle scorse settimane gli inquirenti avevano sequestrato il telefono del prestanome dei Senese. All’interno conversazioni con il parlamentare di FdI, non indagato
Adesso è ufficiale. La procura di Roma, come scritto nei giorni scorsi, ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni della Camera di poter acquisire tutte le conversazioni avvenute fra il prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia, e l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
La richiesta è dunque arrivata alla Giunta, ha anticipato il sito del Corriere della Sera. I pm capitolini nelle scorse settimane avevano sequestrato il telefonino di Caroccia, all’interno della quale ci sarebbe una chat relativa a Bisteccheria d’Italia: nella chat oltre a Mauro Caroccia (indagato con la figlia Miriam per riciclaggio e intestazione fittizia di beni) ci sarebbe anche il parlamentare di Fratelli d’Italia, non indagato e condannato in secondo grado dalla Corte d’appello capitolina per rivelazione di segreto nell’ambito del caso Cospito.
I magistrati stanno valutando inoltre se inserire negli atti l'audizione di ieri dell'ex sottosegretario in Commissione Antimafia. Che ai parlamentari ha detto di aver compiuto una mera «leggerezza».
«In base agli elementi a mia conoscenza in quelle chat sono presenti discorsi e frasi inopportune per il ruolo che all'epoca rivestiva Delmastro ma che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata», afferma Fabrizio Gallo, difensore di Mauro Caroccia, commentando la richiesta avanzata dalla Procura alla giunta per le autorizzazioni della Camera nell'ambito dell'indagine su Bisteccheria.
«Credo che il Parlamento non abbia alcun problema a dare il via libera all'utilizzo delle chat - aggiunge il penalista -. In quei dialoghi, sempre in base a quanto è a mia conoscenza, non ci sono riferimenti ad attività illecite, al riciclaggio o a soldi del clan. Anzi quei dialoghi possono essere utili ad escludere che ci sia anche una minima somma relativa all'ipotesi accusatoria della Procura».
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