Il meloniano era stato condannato in primo grado a otto mesi per rivelazione di segreto. La Corte d’Appello capitolina ha confermato la decisione. Il politico di Fdi, non indagato, è coinvolto nel caso Caroccia: verrà sentito in commissione antimafia il 26 maggio. Il legale: «Delusi, andremo fino in Cassazione»
Il meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove è stato condannato dalla Corte d’appello di Roma nell’ambito del processo di secondo grado sulla vicenda Cospito. I giudici della terza sezione hanno confermato il verdetto del tribunale capitolino che aveva condannato l’ex sottosegretario alla Giustizia per rivelazione di segreto a otto mesi di reclusione. Delmastro, presente in tribunale, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Alla domanda se il verdetto lo avesse stupito, ha risposto solo «buon lavoro».
Il caso è quello che riguarda conversazioni avvenute nell’ora d’aria nel carcere di Sassari tra l’anarchico Alfredo Cospito e detenuti di camorra e ‘ndrangheta al 41bis, il cui contenuto era stato riferito da Delmastro al compagno di partito Giovanni Donzelli. Quest’ultimo aveva in seguito utilizzato quelle informazioni in aula contro alcuni membri dell’opposizione, costituitesi parti civili nel procedimento.
Circondato dagli uomini della scorta, l’ex sottosegretario è arrivato puntuale davanti all’aula della Corte d’appello e ha ascoltato il verdetto: non indagato, Delmastro è coinvolto anche in un’altra vicenda. Si tratta di quella sui suoi affari con la figlia del prestanome dei Senese, Miriam Caroccia, oggi indagata insieme al padre Mauro per riciclaggio e intestazione fittizia di beni.
Il 26 maggio, proprio a proposito di questa storia, il politico di Fratelli d’Italia verrà sentito in commissione Antimafia. Nelle scorse settimane sono stati invece sentiti i pm della Dda titolari del fascicolo sui Caroccia. In base a quanto si apprende sulle loro scrivanie sono arrivati gli stralci dei verbali di Gioacchino Amico, pentito di Hydra, il processo sulle mafie che si celebra a Milano, che riguarderebbero questioni prettamente romane.
«È un caso per cui sono disposto ad andare fino in fondo. Attendiamo le motivazioni della sentenza.
Andremo sicuramente in Cassazione. Siamo delusi e stupiti della sentenza di oggi pomeriggio. Alla luce delle parole della procura generale e della ricostruzione non c'era alcun dubbio.
Le presunte notizie rivelate non erano segrete», ha commentato il Lo ha detto il difensore di Andrea Delmastro, l'avvocato Andrea Milani, dopo la decisione dei giudici di appello di Roma che hanno confermato per il suo assistito la condanna a 8 mesi.
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