«Solo nei paesi guidati dalla destra la democrazia funziona», dice a Domani l’ex reporter di El Mundo e ora volto del canale Eda Tv. È uno dei volti preferiti dal presidente argentino Javier Milei e da Donald Trump per diffondere la loro propaganda: dagli attacchi ai migranti alla Groenlandia, passando per gli interventi in Sudamerica del tycoon
Chi sono i nuovi volti che portano avanti le idee e le politiche Maga in Europa e in Italia? Come si muovono sui social e che rapporti hanno con stampa e politica? “Maga di casa nostra” è la rubrica di Domani, a cura di Giunio Panarelli, che racconta la strategia di propaganda dei volti vicini al mondo trumpiano nel vecchio continente.
«Tutti coloro che sostengono Sanchez subiranno un calvario. Farò in modo che i loro volti rimangano impressi nella memoria degli spagnoli come traditori della patria». A parlare dagli Stati Uniti è il giornalista spagnolo Javier Negre.
Nell’arco di pochissimi anni Negre è diventato il volto di punta dell’informazione pro-MAGA nel paese iberico e non solo. Il suo network è ormai ricchissimo. Colleziona come figurine foto e video con i principali esponenti dell’amministrazione Trump, come il segretario di Stato Marco Rubio. Lo stesso presidente americano lo ha più volte ospitato nella sua residenza a Mar-a-Lago.
Dall’Ue a El Mundo
L’ascesa di Negre è stata tutt’altro che lineare. Dopo un inizio come stagista presso la radio Onda Cero di Marbella, ha lavorato come assistente alla comunicazione presso la rappresentanza spagnola della Commissione Europea a Madrid. Un impiego curioso per un futuro trumpiano.
«Oggi credo che l’Unione europea non funzioni più. L’euro è stato un traguardo importante, ma oggi questa istituzione è un costo per i cittadini europei ed è controllata dall’establishment globalista», spiega a Domani.
La sua carriera lo ha poi portato a lavorare in diverse redazioni. La più importante è stata sicuramente quella di El Mundo, uno dei quotidiani più diffusi in Spagna. Negre ci ha lavorato per più di dieci anni occupandosi di inchieste giudiziarie. Proprio seguendo uno di questi casi il giornalista è finito, suo malgrado, sotto i riflettori mediatici.
Nel 2019 infatti una sentenza giudiziaria ha condannato Negre e il suo giornale a pagare 30mila euro per aver pubblicato nel 2016 un articolo su una vittima di abusi con passaggi inventati e senza il suo consenso.
La sentenza riconosce che la donna in questione non aveva mai “concesso l’intervista” né dato l’autorizzazione a pubblicare sul giornale una sua foto presente sul suo profilo Facebook.
Sentito sul tema dal media argentino Clarín, Negre ha dichiarato che il procedimento giudiziario «è stato causato dall’aver pubblicato una foto di una vittima senza il suo consenso. Un atto sbagliato e per cui accettiamo la condanna». Il giornalista spagnolo non ha ritenuto di aggiungere altro sull’argomento nel suo colloquio con Domani.
L’inciampo di Negre ha suscitato clamore nel mondo mediatico spagnolo. I rapporti tra El Mundo e il suo giornalista sono diventati più tesi. Anche perché nel frattempo Negre aveva lanciato un proprio canale YouTube: Estado de Alarma (Eda Tv).
Secondo El Mundo, le attività private di Negre erano in conflitto con quelle del quotidiano. Alla fine nel 2020 le due parti si sono separate.
Da Milei a Trump
Il giornalista spagnolo si è potuto così dedicare totalmente alla sua nuova creatura. Dai microfoni di Eda Tv si è scagliato contro la gestione sanitaria decisa dal governo Sanchez e in particolare contro il lockdown. Nel suo mirino sono finite anche le politiche migratorie socialiste. Tanto che pur di contrastarle è arrivato a diffondere notizie false.
Per esempio nel 2021 Eda Tv ha contribuito a diffondere la fake news secondo cui 17 immigrati clandestini avrebbero appiccato un incendio in una scuola della città di Ceuta. In realtà sia i vigili del fuoco sia gli istituti scolastici locali hanno fatto sapere di non avere notizia di un evento simile.
Le disavventure di Negre con le fake news, non gli hanno comunque alienato le simpatie della destra spagnola. Secondo diversi quotidiani, sono molti i governi locali legati al Partito popolare che hanno deciso di firmare accordi con il gruppo mediatico di Negre che intanto ha inglobato anche una radio.
«I presunti finanziamenti diretti dalla politica sono ricostruzioni che arrivano da quotidiani globalisti», liquida Negre a Domani.
Il suo impero mediatico ormai guarda anche oltre la Spagna. I rapporti con la destra argentina sono molto stretti. Nel 2023 dopo l’elezione di Javier Milei si è presentato alla Casa Rosada (la sede del presidente argentino) per partecipare alla conferenza stampa del portavoce presidenziale Manuel Adorni.
Le sue domande erano in realtà rivolte ai colleghi argentini accusati di non occuparsi degli scandali che colpiscono l’opposizione. Il suo intervento si è poi rivelato un modo indiretto per pubblicizzare un nuovo ingresso in casa Negre: il giornalista aveva appena acquisito il 50 per cento di La Derecha Diario, un portale di estrema destra fondato nel 2019 dall'attuale direttore della comunicazione digitale dello stesso Milei, Juan Carreira.
Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca la scalata di Negre ha conosciuto una nuova accelerata. A dicembre 2025 il suo nuovo media Real American Voices è entrato nel pool della stampa accreditata presso la Casa Bianca.
Non è chiaro come Negre sia diventato così vicino al governo trumpiano. «Ho dei rapporti molto stretti con molti governi e politici di destra e sono felice di essere il loro megafono. Le amministrazioni Trump e Milei mi trattano bene perché le sostengo e perché i miei media sono molto influenti nel mondo social», spiega Negre a Domani.
Ed effettivamente quella tra il mondo Maga e il giornalista spagnolo sembra un’intesa totale. Secondo lui, «solo nei paesi guidati dalla destra la democrazia funziona». I suoi commenti ricalcano, e se possibile estremizzano, le posizioni del movimento fondato da Trump.
Sia che si tratti di bastonare nemici come la presidente messicana Claudia Sheinbaum (definita “narcotrafficante”) o il presidente colombiano Gustavo Petro (“drogato”), sia che invece ci sia bisogno di difendere posizioni impopolari in Europa come quella sulla Groenlandia. «Trump fa bene a volerla. Solo gli Stati Uniti possono difenderla dalla Cina», assicura il giornalista a Domani.
Il suo lavoro sembra piacere molto all’establishment Maga. Negre è stato ospite a Natale nella residenza trumpiana di Mar-a-Lago in Florida. Nel frattempo le sue interviste ai membri dell’amministrazione trumpiana sono sempre più frequenti. Dai suoi microfoni è passata per esempio la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. «Un traguardo mai raggiunto in così poco tempo da nessun altro media».
Il suo sogno è un’Europa trumpizzata. «Spero che i partiti di destra possano prendere il controllo dell’Europa per lottare contro l’islamificazione e le politiche woke. Se non agiamo i musulmani prenderanno il potere in Europa come stanno già facendo. Serve la deportazione di tutti i migranti illegali come accade ora negli Stati Uniti. Spero l’Europa del futuro segua il percorso tracciato da Trump», dice a Domani.
Gran parte della sua comunicazione resta comunque dedicata alla Spagna. I suoi media ospitano dichiarazioni di altri content creator iberici legati al mondo MAGA. Per esempio pubblicano un virgolettato dell’attivista Ada Lluch secondo cui «i governi europei stanno commettendo un genocidio bianco».
Si sprecano poi gli attacchi al socialismo «che uccide» e all’ex premier socialista José Zapatero («farò tutto quello che posso per farlo finire in prigione», scrive Negre).
Sanchez nel mirino
Anche le posizioni pacifiste di Sanchez finiscono nel mirino. Ricondividendo un intervento in cui il premier spagnolo chiede il ritorno al «diritto internazionale», Negre descrive il politico socialista come «la più grande vergogna del mondo occidentale che sta cercando di far sì che gli Stati Uniti ritirino il visto agli spagnoli». Secondo Negre, nonostante la guerra in Iran, Trump resta «un uomo di pace».
Per lui contrastare le politiche della sinistra non è semplicemente una battaglia politica. Come altri esponenti MAGA in Europa (ad esempio l’olandese Eva Vlaardingerbroek e l’italiano Lorenzo Caccialupi), Negre collega le sue idee politiche ai valori cattolici. «Quella in atto con la sinistra non è semplicemente una battaglia culturale o politica. Siamo di fronte a uno scontro spirituale e con l’aiuto di Dio vinceremo».
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