Chi sono i nuovi volti che portano avanti le idee e le politiche Maga in Europa e in Italia? Come si muovono sui social e che rapporti hanno con stampa e politica? “Maga di casa nostra” è la rubrica di Domani, a cura di Giunio Panarelli, che racconta la strategia di propaganda dei volti vicini al mondo trumpiano nel vecchio continente.


Il presidente americano Donald Trump ha ripostato a febbraio un suo intervento. Il proprietario di X Elon Musk la ritwitta. Gli organizzatori del Remigration Summit l'hanno già annunciata come una degli ospiti di punta della prossima edizione a Porto (con tanto di “Amour Toujours” di Gigi D’Agostino come colonna sonora). I Patriots for Europe (il gruppo del Parlamento europeo di cui fa parte anche la Lega) la invita ai suoi eventi. Eva Vlaardingerbroek è oggi una delle figure chiave dell'ideologia Maga in Europa. Tanto che già nel 2024 un articolo su Jacobin l’ha soprannominata «la corrispondente europea dei Maga».

E la scalata per diventarlo è stata brevissima. Nata in Olanda nel 1996, Vlaardingerbroek studia giurisprudenza nel suo paese d’origine. Già durante gli studi le sue idee ultraconservatrici la portano a scontrarsi con chi non la pensa come lei. L’occasione è un dibattito durante una lezione sulla storia di un bidello musulmano che sosteneva di essere stato respinto da una scuola perché la sua fede gli proibiva di stringere la mano alle donne. Secondo la docente si tratta di un chiaro caso di discriminazione religiosa, ma Vlaardingerbroek non è d'accordo: sostiene che se stringere la mano era un requisito lavorativo, allora la scuola in questione non avrebbe fatto nulla di sbagliato.

Dalla parte degli agricoltori

Convinta delle sue idee, Vlaardingerbroek si avvicina inizialmente al FvD, partito di estrema destra che spinge per l’uscita dell’Olanda dall’Unione europea e dagli accordi sul clima di Parigi. La giovane decide però di non prendere parte alla vita del partito e di divulgare sui social le sue idee antieuropeiste, contro la lotta al cambiamento climatico e contro l’immigrazione. Proprio in quel periodo una protesta aiuta la giovane content creator ad accrescere i suoi follower.

In Olanda scoppiano infatti le proteste contro le politiche green del governo di Mark Rutte. L’esecutivo vuole costringere agricoltori e allevatori a tagliare le emissioni. La reazione dei diretti interessati è però radicale: per anni si susseguono proteste in cui i lavoratori del settore agricolo bloccano le città con i trattori e accusano il governo di voler cancellare l’agricoltura dal Paese. Le manifestazioni hanno una vasta eco anche all’estero. Vlaardingerbroek le cavalca. Si schiera senza se e senza ma con gli agricoltori. Per giustificare il suo impegno racconta che anche suo nonno era un lavoratore del settore (i suoi genitori sono invece impegnati nel mondo della musica, mentre lei nel frattempo è diventata avvocata). Motivazioni genealogiche a parte, per Vlaardingerbroek la situazione è chiara: le politiche green del governo fanno parte di un disegno più ampio. «La strategia dei globalisti è quella di creare una crisi e poi la loro soluzione è che tu rinunci ai tuoi diritti».

Ascesa social

Le sue idee che identificano il cambiamento climatico come parte di una strategia globalista piacciono molto al mondo Maga. Così molti attivisti, politici e commentatori politici americani iniziano a invitarla a parlare. Tra loro c’è ad esempio Tucker Carlson, uno dei giornalisti più popolari dell’area Maga, che invita Vlaardingerbroek nella sua trasmissione su Fox News. Qui l’attivista attacca: «Il governo olandese vuole togliere la terra ai contadini. E vuole farlo per far arrivare più migranti e perché le élite globali non vogliono persone autosufficienti e timorate di Dio come i contadini. L’unico termine che oggi si può usare per Rutte oggi è “comunista” (Rutte è stato leader di governi di centrodestra ed è oggi segretario della Nato, ndr)».

Oggi Vlaardingerbroek può vantare dei numeri davvero impressionanti. Su Instagram è seguita da oltre 1 milione di persone mentre su X da oltre 1,2 milioni. Non è dato sapere se anche lei come altri content creator Maga come Joey Mannarino prenda contributi dal social di Musk. La sua attività attira le attenzioni di politici sovranisti e di estrema destra. Anche perché Vlaardingerbroek, come altri content creator europei Maga (ad esempio Lorenzo Caccialupi in Italia), pur definendosi patriota, sceglie come lingua più usata dei suoi interventi l’inglese. Una decisione che le permette di allargare il suo pubblico.

Ue e Starmer nel mirino

Tra le realtà più interessate alle sue idee c’è la Conservative Political Action Conference, il più importante raduno del mondo conservatore americano e internazionale. L’organizzazione invita Vlaardingerbroek sul palco in occasione del suo evento spin-off in Ungheria nel 2024. Qui l’attivista tiene un discorso durissimo in cui asserisce che l’Unione europea è «un’organizzazione totalitaria che non può essere riformata, ma va distrutta». Sostiene inoltre che la “great replacement theory” – la teoria complottista del mondo di estrema destra che sostiene la volontà delle élite globali di far sparire l’uomo bianco – è già “realtà”.

Proprio questo suo passaggio è ripostato a febbraio 2026 da Trump sul suo social Truth. In risposta Vlaardingerbroek ringrazia pubblicamente il presidente americano per «difendere il continente europeo». Molto meno lusinghiere sono invece le parole per alcuni leader europei. Il premier britannico Keir Starmer è per esempio definito come «un uomo diabolico».

Vlaardingerbroek è infatti molto critica verso le politiche del leader laburista. Nel settembre 2025 partecipa a Londra alla manifestazione “United the Kingdom”. L’evento è un raduno dell’estrema destra filo-Maga che vede tra i suoi partecipanti la spagnola Ada Lluch. A organizzarlo è l’attivista di estrema destra e pregiudicato Tommy Robinson che più avanti incontrerà anche il vicepremier Matteo Salvini.

Dal palco Vlaardingerbroek descrive il Regno Unito come uno Stato «tirannico» e accusa le sue autorità: «Ogni giorno a Londra accadono stupri commessi da migranti e chi dovrebbe proteggere le vittime si schiera dalla parte dei criminali». Le sue parole sembrano allertare l’amministrazione britannica. A gennaio Vlaardingerbroek rende noto che il Regno Unito le ha ritirato il visto di libera entrata. La motivazione non è chiara e potrebbe essere legata alle nuove politiche britanniche che pongono dei vincoli a chi è ritenuto responsabile di incitamento all’odio (per esempio un religioso islamico è stato espulso per aver difeso le azioni di Hamas durante il 7 Ottobre).

Per Vlaardingerbroek la decisione delle autorità britanniche è però la dimostrazione che in Europa e nel Regno la libertà di parola è a rischio. A sostenerla intervengono molti politici e attivisti Maga. Il premier ungherese Viktor Orbán le scrive: «Sarai sempre la benvenuta in Ungheria».

Il fan Salvini

Anche in Italia qualcuno prende a cuore la disavventura di Vlaardingerbroek. Salvini ricondivide sui suoi profili social il video dell’attivista scrivendo: «Solidarietà all’amica @eva.vlaar, voce libera e controcorrente. E per questo, evidentemente, sgradita a qualcuno. Da noi in Italia sarai sempre la benvenuta. Viva la libertà!». In un certo senso il leader leghista restituisce semplicemente il favore.

A dicembre 2025 Vlaardingerbroek si era infatti detta molto felice dell’assoluzione del vicepremier nel processo Open Arms. La content creator non si era però fermata alla gioia per la notizia, ma aveva invitato il governo italiano ad attuare un «blocco navale» e si era augurata che «Matteo» potesse tornare presto ministro dell’Interno perché «ci fidiamo di lui».

Quello su Salvini non è però l’unico momento che vede Vlaardingerbroek interessarsi del nostro Paese. A gennaio Francesco Borgonovo la intervista per Galt, un new media sovranista. Qui, imbeccata dal giornalista de La Verità, l’olandese si lancia in un attacco alla giustizia italiana per il caso della “Famiglia nel bosco”. Vlaardingerbroek accusa la magistratura italiana, Starmer e più in generale la sinistra di lavorare per una società come «la Germania comunista in cui i figli tradiscono i genitori». Per fermare questo trend la content creator ha solo una soluzione: «La destra deve essere più forte e avere la maggioranza assoluta come in Ungheria. Il problema finale però è l’Unione europea».

La sua battaglia contro l’Ue la porta a sbarcare anche nel mondo della finanza. Il Lugano Finance Forum la chiama infatti a fare un discorso sul «perché il modello svizzero di democrazia, libertà e indipendenza economica è in netto contrasto con l'Unione Europea e perché l'UE è ben lungi dall'essere un modello degno di essere imitato». Prima dell’evento, organizzato dall’azienda Finlantern, Vlaardingerbroek spiega al Corriere del Ticino di non essere un’esperta di finanza, ma di vedere il rischio che l’Unione europea utilizzi l’euro digitale per «controllare il denaro dei cittadini».

Meglio quindi il Bitcoin «decentralizzato». Anche qui, pur da non esperta del settore, Vlaardingerbroek riesce a essere d’accordo con Trump: a maggio 2025 il presidente americano ha annunciato la creazione di una «riserva strategica» di Bitcoin.





 

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