Chi sono i nuovi volti che portano avanti le idee e le politiche Maga in Europa e in Italia? Come si muovono sui social e che rapporti hanno con stampa e politica? “Maga di casa nostra” è la rubrica di Domani, a cura di Giunio Panarelli, che racconta la strategia di propaganda dei volti vicini al mondo trumpiano nel vecchio continente.


Per sostenerlo alcuni di loro sono arrivati a cambiare lingua. In Italia i nuovi content creator legati al movimento Maga sono in prima linea per sostenere il “Sì” al referendum del 22-23 marzo.

A suonare la carica è stato a inizio febbraio Massimiliano Zossolo. In una nota sul suo profilo Substack il creatore di Welcome to Favelas ha messo in chiaro: «Al momento il mio unico impegno politico è quello per il Sì al referendum sulla giustizia. Eventuali altre valutazioni verranno fatte in seguito. Prego i giornalisti di evitare fantasiosi accostamenti basati sul nulla più assoluto. Per eventuali dubbi possono contattarmi direttamente, invece che inventare».

Non è dato sapere a cosa si riferisse esattamente Zossolo. Anche perché contattato da Domani ha declinato una richiesta di intervista. Quel che è certo è che Welcome to Favelas e il suo fondatore sono in prima linea per far trionfare il Sì al referendum.

La “campagna” per il Sì

Sulla pagina accanto ai tradizionali video che raccontano scene di degrado, sono apparsi diversi contenuti che invitano esplicitamente a votare “Sì” e ridicolizzano chi non è d’accordo. Il tutto direttamente in collaborazione con il profilo social del comitato del “Sì”.

È il destino toccato ad esempio al premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, reo di avere paragonato il sorteggio dei magistrati per il Csm a un ipotetico sorteggio tra gli scienziati per il Nobel. Una dichiarazione, secondo la pagina social, che «mina la credibilità» di Parisi. In un commento rilasciato alla newsletter In Camera di Will Media, Welcome to Favelas ha detto di pubblicare questi contenuti non perché retribuita, ma per semplice interesse politico a supportare il Sì al referendum sulla giustizia.

Che Zossolo e Welcome to Favelas siano ormai sempre più organici alla destra italiana e al movimento MAGA americano è abbastanza evidente. Da quando a gennaio 2025 la pagina fece sapere di un incontro con emissari di Elon Musk i suoi post hanno avuto un netto spostamento a destra.

Lo stesso Zossolo ha anticipato a fine dicembre che quest’anno «parleremo molto di remigrazione» e a settembre 2025 ha intervistato per il canale YouTube Joey Mannarino, il content creator e stratega di comunicazione politica italoamericano emissario dei Maga in Europa e in Italia.

A settembre il fondatore di Welcome to Favelas ha anche partecipato a Fenix, l’evento organizzato dalla giovanile di Fratelli d’Italia. La campagna per il “Sì” sembra aggiungere un ulteriore tassello alla “simpatia” tra la pagina social e il centrodestra italiano.

Sponde a destra

A dare manforte a Welcome to Favelas è sbucata anche una nuova realtà social: Dillo a Noi Roma. La pagina, gestita dal content creator Marco Mastro, ricalca molto lo stile di Welcome to Favelas. Racconta il disagio nella Capitale e invita i cittadini a segnalare scene e situazioni di degrado.

Sulla pagina ci sono però anche alcuni contenuti poco legati all’obiettivo dichiarato da Dillo a Noi Roma. Diversi post contengono infatti foto di personaggi invisi alla destra come l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, l’attore Elio Germano o il magistrato Nicola Gratteri.

Tutte le immagini sono accompagnate dalla stessa didascalia: «Lui voterà NO. E tu cosa farai?». Welcome to Favelas e Dillo a noi Roma pubblicano spesso contenuti insieme. Non è dato sapere come e in che modo siano legate. E se Dillo a Noi Roma possa essere una delle realtà papabili per il «network di realtà indipendenti» che Zossolo dice da tempo di voler costruire. Contattata da Domani la pagina ha fatto sapere di non essere interessata a rilasciare dichiarazioni.

Un’altra pagina molto attiva sui social per il “Sì” è “Esperia”. La pagina social, finita al centro di un’inchiesta di Wired e Irpi Media e di un servizio di Report per le opacità legate alla sua fondazione, è da tempo in prima linea per sostenere le posizioni del centrodestra sul referendum.

Sulla sua pagina ci sono diversi video in cui per esempio si attacca il magistrato Gratteri. Curioso poi notare come una pagina presentata dalla destra come fatta dai giovani per i giovani ospiti anche l’esperto giornalista del Tempo Gaetano Mineo che nei suoi video sostiene spesso il "Sì". Il direttore editoriale di Esperia Gino Zavalani è anche impegnato nella tournée dello spettacolo teatrale di Alessandro Sallusti proprio sul tema della giustizia.

Zavalani non è l’unico a essere sceso in campo anche fisicamente per il “Sì”. Anche il content creator italiano legato al movimento Maga Lorenzo Caccialupi ha partecipato a un evento per il “Sì” organizzato dall’Unione Italiana Forense.

Per sostenere la sua posizione referendaria Caccialupi ha addirittura abbandonato l’inglese, la lingua in cui solitamente comunica sul suo profilo. In una storia ha infatti detto: «Non sopporto le menzogne, per questo motivo ho deciso di fare il mio primo video in italiano sul referendum».

Nel video con in mano una bandiera italiana appallottolata Caccialupi dice di voler votare Sì perché vuole «che lo scippatore sia arrestato e il clandestino che commette reati arrestato e rimpatriato». Avanti il prossimo.

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