L’ultimo via libera sulla quarta legge di bilancio del governo Meloni è arrivata a ora di pranzo, come da programma. Conclusa l’approvazione degli ordini del giorno durante la seduta fiume della notte
La manovra economica è legge. La Camera ha approvato il testo con 216 voti favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti. La legge di Bilancio 2026 vale 22 miliardi di euro, una cifra cresciuta nel tempo: dopo il via libera in consiglio dei ministri era di poco sopra i 18 miliardi di euro. Alla fine delle votazioni i deputati del Pd hanno esposto un cartello con la scritta “Disastro Meloni” per denunciare il contenuto del provvedimento.
«È una manovra che prevede la crescita zero mentre la Commissione europea certifica che siamo fanalino di coda, penultimi in Europa quanto riguarda le prospettive di crescita per il prossimo anno. Questo nonostante il Pnrr, lo straordinario contributo che ha dato, nonostante il partito di Giorgia Meloni non l'abbia nemmeno voluto», ha attaccato la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenuta nelle dichiarazioni di voto a Montecitorio, davanti al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha presenziato ai lavori d’aula.
Le opposizioni hanno protestato con veemenza sui tempi dell’esame: alla Camera il dibattito è stato compresso, lasciando ai deputati poco spazio per il confronto. «Ho proposto in Aula di affiggere il cartello 'Vendesi' davanti al portone di Montecitorio. La democrazia parlamentare è stata svenduta, è finita. Così come Trump ha demolito un'area della Casa Bianca per costruire una sala da ballo, qui ci potrà venire una bella pista da pattinaggio stile Atreju», ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
La fiducia di ieri
Ieri sera c’era stato il via libera alla fiducia: hanno votato sì 219 deputati, mentre i no sono stati 125. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana ha quindi sospeso la seduta, poi ripresa alle 22 con l'esame degli ordini del giorno: 239 in totale, presentati da maggioranza e opposizioni.
Le votazioni sono andate avanti per tutta la notte: tra gli odg approvati ci sono per esempio quello a firma Lega sull’età pensionabile, in cui si impegna il governo ad «adottare le opportune iniziative normative volte a sospendere, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, l'aumento» dei requisiti pensionistici previsti nel 2027 e nel 2028.
Ha incassato l'ok del governo, seppur con una piccola riformulazione, anche l'odg leghista per il ripristino della flat tax incrementale per l'anno d'imposta 2026 e quello sull'introduzione di una flat tax per i giovani al fine di contrastare il fenomeno della fuga all'estero.
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