Sei poliziotti sono indagati per la morte di Igor Squeo. Il ragazzo di 33 anni era deceduto il 12 giugno 2022 a seguito di un intervento di polizia del commissariato Mecenate, lo stesso del caso Cinturrino, nella sua abitazione di Milano. Il corpo di Igor, come mostrato da Domani, era ricoperto di lesioni e fratture. Il pm incaricato del fascicolo aveva ricondotto il decesso a un’overdose di cocaina ma la relazione indipendente fatta fare dalla famiglia ha smentito questa versione parlando di una morte violenta.

Ora la svolta. La procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha avocato a sé l’inchiesta e ha smentito la tesi del pm incaricato, mettendo sotto indagine per omicidio preterintenzionale e falso sei poliziotti, oltre a un medico. «Un passo avanti verso la verità», le parole a Domani di Franca Pisano, madre di Igor Squeo.

La morte di Igor Squeo

La notte tra l’11 e il 12 giugno 2022 Igor Squeo, 33 anni, si trovava nel suo appartamento milanese con un’altra persona, un ragazzo ivoriano conosciuto per strada qualche ora prima. Secondo le ricostruzioni avevano fatto uso di cocaina, poi tra i due era scoppiata una lite che aveva indotto i coinquilini in un’altra stanza a chiedere l’intervento della polizia. Alle 2.45 era arrivata la volante Mecenate bis del Commissariato di via Mecenate, lo stesso coinvolto nella morte di Michele Ferrulli nel 2011 e in quella di Abderrahim Mansouri dello scorso gennaio per mano di Carmelo Cinturrino. Poi ne erano arrivate altre, insieme al 118. Igor Squeo è morto dopo tre arresti cardiocircolatori alle 6.45.

Nelle deposizioni gli agenti hanno detto che Igor Squeo dava in escandescenze, si lanciava contro i muri e si infliggeva ferite da solo. Gli agenti hanno anche detto che per calmare Squeo avevano tirato fuori un taser, attivando solo l’arco di avvertimento da cui non è stato poi possibile estrarre la scheda di memoria perché è stato rottamato. E che avevano immobilizzato il ragazzo in posizione laterale di sicurezza.

Richieste di archiviazione

La procura di Milano aveva chiesto due volte, l’ultima lo scorso settembre, l’archiviazione del caso. Igor Squeo secondo quella versione era morto per intossicazione acuta da cocaina, come ricostruito dai consulenti nominati dal pm.

Molte cose però nella relazione non tornavano: l’assunzione letale di cocaina era stata indicata a 60-90 minuti prima del decesso, quando in realtà Igor Squeo era già in arresto cardiocircolatorio e sotto custodia della polizia. I sanitari hanno poi smentito la versione della polizia del ragazzo tenuto in posizione laterale di sicurezza, parlando piuttosto di posizione prona. Secondo una consulenza indipendente fatta realizzare successivamente dalla famiglia, il decesso di Squeo è avvenuto per insufficienza respiratoria causata dalla contenzione messa in atto dagli agenti di polizia e dall’uso del calmante Propofol in una situazione di già profondo stress respiratorio.

La svolta

Ora è arrivata una svolta in questo caso. Nei mesi scorsi la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha avocato a sé l’inchiesta cambiando avviso rispetto a quello della doppia archiviazione chiesta dal Pm Francesco De Tommasi. E ha messo sotto indagine sei agenti di polizia per la morte di Igor Squeo: quattro per omicidio preterintenzionale e due per falso ideologico. Indagato per omicidio colposo e falso ideologico anche il medico intervenuto col Propofol. La tesi avanzata dalla procuratrice ricalca quella della relazione indipendente della famiglia, con Igor Squeo che sarebbe deceduto per "‘asfissia posizionale determinata dall'impropria contenzione fisica da parte della polizia” a cui si sarebbe aggiunto l’effetto del calmante. E ha disposto una nuova perizia medico-legale.

«Sono soddisfatta che la procura generale abbia accolto la mia richiesta per fare luce sulle cause della morte di Igor Squeo secondo me attribuite pregiudizialmente ad intossicazione acuta da cocaina quando la difesa aveva dimostrato l'esistenza di gravi segni di morte da insufficienza respiratoria», spiega a Domani Ilaria Urzini, legale della famiglia. «Sono contenta che qualcuno mi abbia ascoltato. Finalmente posso sperare di sapere cosa è successo realmente quella notte», il commento di Franca Pisano, madre di Igor Squeo.

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