Ora c’è l'ufficialità: il risarcimento milionario svelato dall'inchiesta di Domani a favore del gruppo San Raffaele S.p.A. è stato formalizzato nella Deliberazione di giunta n. 37328 del 1° ottobre 2026, della regione Lazio, firmata dall'Assessore al Bilancio Giancarlo Righini. Il provvedimento siglato dalla giunta Rocca certifica non solo il via libera alla maxi-somma per il colosso sanitario privato, ma anche un drastico ridimensionamento delle risorse destinate alla transizione ecologica.

I numeri dell'atto contabile mostrano il peso dell'operazione: la regione Lazio riconosce 83,07 milioni di euro di debiti fuori bilancio per il solo 2026. Una cifra assorbita quasi interamente — per ben 82,14 milioni — dalla sentenza di ottemperanza del Consiglio di Stato (n. 5822/2026) a favore del San Raffaele, il gruppo fondato dal deputato leghista Antonio Angelucci ed ex datore di lavoro dello stesso presidente della regione, Francesco Rocca.

L'inchiesta di Domani ha fatto luce su una vicenda giudiziaria complessa: nel 2019 il Tar del Lazio e nel 2022 la Corte d'appello di Roma avevano respinto le pretese risarcitorie della clinica privata relative ai tagli dei decreti commissariali dell’era Polverini. Il quadro si è tuttavia ribaltato al Consiglio di stato sotto la presidenza di Michele Corradino. Dopo un'offerta di ristoro di soli 3,07 milioni avanzata dalla regione nel 2025 e giudicata insufficiente dal gruppo, il giudice amministrativo ha disposto una consulenza tecnica d'Ufficio affidata ad Elbano De Nuccio. Il presidente dell'Ordine nazionale dei commercialisti — noto alle cronache come il «commercialista del governo» — ha ricalcolato la somma portandola alla cifra record di quasi 80 milioni di euro, poi saliti a 82,14 con la quantificazione finale del provvedimento. Per coprire questo prelievo senza precedenti, la giunta Rocca attingerà dal fondo rischi della Gestione sanitaria accentrata (GSA) per 82,27 milioni di euro, sottraendo risorse fondamentali alla sanità pubblica regionale.

L'impatto sulle politiche ambientali

Mentre la regione trova la copertura contabile per risarcire la sanità privata, a fare le spese della manovra sono le politiche ambientali. L'articolo 3 della medesima deliberazione ridimensiona infatti il "Fondo regionale per le piazze climatiche", lo strumento nato per riqualificare gli spazi urbani contro le isole di calore. Derubricato nel testo della delibera a mero «errore materiale di quantificazione contabile», il programma subisce un taglio di 12,5 milioni di euro nel triennio 2026-2028 (4,5 milioni sfilati subito nel 2026 e 4 milioni all'anno per il 2027 e il 2028), con il dirottamento delle somme nella riserva dei Fondi Speciali.

Il cortocircuito tra il maxi-risarcimento e la nuova procedura di accreditamento della clinica San Raffaele di Velletri ha trasformato la vicenda in un caso politico nazionale. Il Movimento 5 Stelle, attraverso una nota firmata dalla capogruppo in Commissione Affari Sociali alla Camera Marianna Ricciardi e dai deputati Ilaria Fontana e Alfonso Colucci, ha annunciato un'interrogazione parlamentare urgente al Ministro della Salute Orazio Schillaci, chiedendo di far luce sui fatti.

L’interrogazione al ministro Schillaci

«Secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, la struttura sanitaria di Velletri, riconducibile al gruppo San Raffaele, è da tempo al centro di una complessa vicenda legale e amministrativa. La Asl Roma 6 avrebbe a più riprese evidenziato abusi, determinando così il blocco dell'iter autorizzativo all'accreditamento, ma la Direzione regionale Salute del Lazio avrebbe ugualmente proceduto all'avvio di una nuova procedura, rilasciando pareri favorevoli di compatibilità per la riattivazione di posti letto di Rsa, riabilitazione e lungodegenza. Il Consiglio di Stato, con sentenze definitive, avrebbe invece confermato la chiusura della clinica a causa della presenza di gravi e insanabili abusi edilizi e urbanistici. Esiste, poi, anche un gravoso contenzioso economico da quasi 80 milioni di euro promosso dallo stesso gruppo privato contro la Regione Lazio, sul quale la Giunta sembrerebbe pronta a sborsare ingenti risarcimenti. Si tratta di due esempi della palese disparità di trattamento da parte della Regione, a discapito del rispetto della legalità e dell'efficiente allocazione delle risorse pubbliche destinate alla tutela della salute», ricostruisce in una nota Marianna Ricciardi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali alla Camera, che ha annunciato di aver presentato un’interrogazione al ministro Schillaci.

«Insieme ai colleghi laziali Ilaria Fontana e Alfonso Colucci chiediamo al ministro di verificare i fatti, di garantire che la programmazione della rete ospedaliera e territoriale del Lazio avvenga nel pieno rispetto delle sentenze della magistratura e della tutela delle risorse pubbliche destinate ai Livelli Essenziali di Assistenza e, più in generale, di garantire il rispetto della legalità, la trasparenza amministrativa e l'imparzialità dei procedimenti autorizzativi delle strutture sanitarie private. L'accreditamento non è una via preferenziale per gli amici del governo». 

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