Nel luglio del 2020 il mondo e l’Italia erano alle prese con la pandemia da Covid-19 quando il governo Conte II decise di regolarizzare parte dei lavoratori migranti irregolari presenti sul territorio. Una misura riservata a colf, badanti e a chi lavorava nei campi agricoli.

Il bilancio finale è di quasi 132mila permessi di soggiorno rilasciati su oltre 220mila domande, ma per chiudere le pratiche ci sono voluti più di cinque anni. Sono questi i risultati del report elaborato e presentato oggi da Ero Straniero, che ha monitorato la messa a terra della sanatoria.

I risultati

Secondo il report, la regolarizzazione straordinaria del 2020 ha prodotto risultati rilevanti, ma con tempi molto lunghi e forti limiti amministrativi. In totale sono state raccolte 220.528 domande e al 31 dicembre 2025 sono stati rilasciati 131.764 permessi di soggiorno, cioè il 59,75 per cento delle domande presentate.

Di questi, 122.031 derivano dal primo canale, quello attivato dal datore di lavoro, e 9.733 dal secondo canale, attivato direttamente dalla singola persona. Uno dei dati più rilevanti è quello che riguarda il settore di lavoro di chi ha partecipato alla sanatoria. Benché fosse aperta anche ai dipendenti agricoli, solo il 14,79 per cento di questi è riuscito a ottenere il permesso di soggiorno. 

Con la sanatoria del 2020 era stato previsto anche un secondo canale per la regolarizzazione. Questo permetteva a chi avesse il permesso di soggiorno scaduto di chiedere un titolo di sei mesi e cercare un lavoro. Su 12.986 domande, sono stati rilasciati 9.733 permessi temporanei pari al 74.95 per cento. Di questi, 8.318 sono stati successivamente convertiti in un permesso di lavoro, cioè circa l’85,5 per cento dei titoli temporanei.

Delle domande presentate attraverso il primo canale, l’85,21 per cento riguardava il lavoro domestico e di assistenza alla persona, mentre il 14,79 per cento si riferiva agli altri settori di lavoro subordinato ammessi dalla misura, tra cui l’agricoltura. Un dato significativo: la sanatoria è andata a rafforzare il welfare famigliare.

Criticità del decreto flussi

Il report si focalizza anche sull’analisi dei decreti flussi approvati dal governo Meloni. Per il 2024 risultavano 24.858 permessi di soggiorno a fronte di 146.850 quote programmate, pari al 16,9 per cento. Per il 2025 il dato provvisorio, aggiornato a dicembre 2025, era di 14.349 permessi su 181.450 quote, pari al 7,9 per cento.

Ero Straniero stima inoltre che, nel 2024, 1.836 persone entrate regolarmente attraverso il decreto flussi non abbiano poi ottenuto un permesso di soggiorno. Per il 2025 la stima sale a 11.686 persone a rischio di irregolarità. Numeri che di fatto aumentano la presenza irregolare di stranieri nel territorio.

Conclusioni

Uno dei risultati più importanti con la sanatoria è stato quello di incidere sulla presenza di immigrati considerati irregolari in Italia. Nel 2020 erano 517mila, mentre a fine 2025 il numero è sceso a 339mila.

Anche per questo motivo Ero Straniero propone di sostituire il ricorso periodico alle sanatorie con un meccanismo permanente e individuale di regolarizzazione. Due sono le strade alternative: regolarizzazione per lavoro per chi è già in Italia da almeno sei mesi e dispone di un contratto e di un reddito minimo; regolarizzazione per radicamento sociale, valutando durata della permanenza, legami familiari, conoscenza dell'italiano e inserimento sociale e lavorativo. Il permesso proposto durerebbe due anni e sarebbe rinnovabile e convertibile in lavoro.

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