A Torino è guerriglia urbana dopo duri scontri avvenuti tra un gruppo di antagonisti e le forze dell’ordine durante il corteo nazionale indetto in segno di protesta contro lo sgombero del centro sociale di Askatasuna dello scorso dicembre.

Secondo quanto riportano le agenzie stampa sono stati lanciati lacrimogeni e bombe carta dopo che un gruppo è entrato in corso Regina Margherita, dove al civico 47 c’era la sede del centro sociale, deviando con violenza dal percorso previsto.

Le forze dell’ordine hanno anche utilizzato gli idranti per disperdere il gruppo. Alcune vie della città sono state messe a ferro e fuoco, con cassonetti incendiati e lancio di sassi e bottiglie. Incendiata anche una camionetta della Polizia. In un video choc si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni. Nel video, la cui autenticità sembrerebbe confermata, si vede un agente del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente anche a martellate mentre si trova a terra. In base a quanto si apprende non è in gravi condizioni. 

Gli scontri sono durati oltre un’ora. Si registrano undici feriti, anche l’aggressione a una troupe Rai. E ci sarebbero anche i primi dieci arrestati. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato Piantedosi: «Solidarietà – ha detto – agli agenti e a tutte le forze dell’ordine».

La reazione di Meloni

«Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all'impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile», è il commento della premier Giorgia Meloni che poi ha colto l’occasione per criticare la magistratura, nel giorno in cui è stato inaugurato l’anno giudiziario.

«Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende», aggiunge la premier. «Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l'obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni». A intervenire anche la segretaria del Pd Elly Schlein: «Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle Forze dell'Ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un'aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto».

Salvini e Piantedosi

«Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c'è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell'Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza», afferma il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini commentando gli scontri di Torino. 

Dura anche la reazione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: «Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili».

«Anche in questa occasione – aggiunge – ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta». Lo dichiara il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Immediata la reazione politica di alcuni esponenti della maggioranza che hanno espresso solidarietà alle forze dell’ordine. «Quanto accaduto oggi con l'ennesimo, pesantissimo, assalto alla Polizia da parte dei violenti di Askatasuna è intollerabile e deve essere chiamato col suo nome: terrorismo rosso», si legge in una nota di Silvia Sardone, vicesegretaria della Lega che ha attaccato alcuni membri delle opposizioni di Avs che erano presenti al corteo. «È gravissimo che esponenti di sinistra, tra cui rappresentanti di Alleanza Verdi Sinistra abbiano partecipato al corteo, prestando di fatto copertura politica a chi aggredisce le forze dell'ordine. La sinistra ha coccolato per anni gli antagonisti, li ha legittimati, voleva regalargli persino un immobile».

«Il copione era già scritto, e la violenza si conferma anche oggi il dato costante nelle manifestazioni che vedono sfilare insieme antagonisti e centri sociali, Askatasuna in testa a tutti. Particolarmente grave trovo la presenza di esponenti della sinistra, segnatamente di Avs, che diventano così gli sponsor politici delle violenze di queste ore», dice invece Osvaldo Napoli, della segreteria nazionale di Azione.

Il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha condannato con fermezza le violenze. 

La manifestazione

ANSA
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Per tutto il pomeriggio il corteo, al quale secondo gli organizzatori hanno partecipato almeno 50mila persone, è sfilato pacificamente per le vie della città.

«Una giornata importante che segna non la fine ma l'inizio di un'iniziativa volta a costruire un'opposizione reale al governo Meloni - hanno detto gli organizzatori a margine del concentramento di Palazzo Nuovo -. Da ore le forze dell'ordine hanno intensificato i controlli fermando le persone come se Torino fosse invasa da violenti. Vogliamo rispedire al mittente questa violenza perché violenza è militarizzare un quartiere intero».

«Askatasuna vuol dire libertà. Torino è partigiana. Contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali», recita invece lo striscione che riprende il manifesto disegnato da Zerocalcare che apre il corteo di Palazzo Nuovo, uno dei tre che hanno attraversato il capoluogo piemontese per ritrovarsi in piazza Vittorio e proseguire insieme nelle strade del quartiere Vanchiglia.

«Oggi Torino ha un aspetto più bello di sempre, oggi Torino porta in alto un valore importante quello della resistenza perché oggi siamo tutti partigiani», hanno sottolineato dal microfono alla partenza da Palazzo Nuovo.

Presenti anche i rappresentanti del comitato Vanchiglia, dove si trova lo stabile sgomberato, che spiegano: «Non potevamo non esserci. Nel momento in cui vengono cancellati degli spazi di socialità fondamentali per un quartiere, il quartiere viene militarizzato, i ragazzini entrano nelle scuole scortati dalle forze dell'ordine non possiamo voltare la faccia dall'altra parte mentre i bisogni e le necessità delle persone normali sono l'istruzione, una sanità che funzioni, il lavoro, un ambiente tutelato, la crisi climatica che avanza senza delle risposte da questo governo».

La risposta securitaria

Ieri, intanto, al termine del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico, prefetto di Torino, ha adottato, per le zone cittadine interessate dalla manifestazione, due provvedimenti urgenti.

Con il primo si vieta la somministrazione da asporto e la detenzione di bevande in contenitori di vetro, alluminio o comunque atti all'offesa, con la seconda ordinanza, invece, è stato disposto il divieto di detenere oggetti e materiali idonei all'occultamento del viso, nonché fumogeni e materiale esplodente di qualunque natura.

Il Comune, infine, è stato incaricato dei provvedimenti di viabilità, divieti di sosta, rimozione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti e della comunicazione a operatori economici e cittadinanza.

Nel dettaglio, oltre i divieti di sosta in vigore da questa mattina, sono state previste limitazioni viabili lungo il percorso dei tre cortei, alcune linee del trasporto pubblico subiranno deviazioni nell'area interessata dal passaggio dei manifestanti e la metropolitana svolgerà regolare servizio ma saranno chiuse le stazioni metro Porta Susa e Porta Nuova.

Schedature preventive

Nei giorni precedenti la Questura di Torino ha predisposto servizi di osservazione e di vigilanza connessi all'arrivo nel capoluogo torinese dei manifestanti, nonché vigilanze fisse e dinamiche nei confronti di obiettivi sensibili. Sono state identificate dalla polizia 747 persone, e controllati 236 veicoli e quattro voli aerei. In totale sono stati 24 i fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel comune di Torino, per un periodo variabile da uno a tre anni.

Tra questi anche due cittadini francesi e un cittadino russo. Sono dieci gli avvisi orali che sono stati emessi dal Questore di Torino a mezzo della locale divisione polizia anticrimine, nei confronti di manifestanti, provenienti anche da altre province d'Italia e dall'estero.

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