Secondo il Rapporto annuale Istat, nella fotografia scoraggiante dell’Italia, il campione più in svantaggio è quello delle donne, in particolare millennial e meridionali. In quanto perfetta rappresentante di categoria non posso che accogliere a braccia aperte questo momento di agnizione flaubertiana: Madame Bovary, c’est moi!
L’esperienza personale non è un dato. Ma quando il Rapporto annuale Istat, nella fotografia scoraggiante dell’Italia che restituisce con la delicatezza di una sberla, parla del campione più in svantaggio, cioè quello che riguarda donne, in particolare millennial e meridionali, in quanto perfetta rappresentante di categoria non posso che accogliere a braccia aperte questo momento di agnizione flaubertiana: Madame Bovary, c’est moi!
Mi perdonino dunque i lettori se ne faccio una questione personale, ma la situazione mi appare molto chiara. L’ascensore sociale si è rotto, e io ci sono rimasta dentro, con le luci spente, il telefono che non prende e la sirena di emergenza che rimbomba nella tromba delle scale di un condominio vuoto (ci avranno fatto troppi Airbnb). Non che servisse l’Istat per capirlo, basta guardarsi intorno, piccoli sondaggi esistenziali condotti tra coetanei sparsi in giro per il paese – o per il globo: loro, di solito, sono i più svegli della cucciolata.
Noi nati tra il 1980 e il 1994 facciamo pochissimi figli, non compriamo casa e non superiamo i nostri genitori in fatto di guadagni, piuttosto retrocediamo. Guardiamo il lato positivo, siamo anche quelli che possono approfittare di questo appuntamento annuale per fare ciò che ci viene meglio, ossia lamentarci, visto quanto emerge dal documento: un tripudio di disparità di genere, determinismo verghiano, inadeguatezza salariale e fughe strategiche.
Qualcuno però dovrebbe anche chiedersi se i nostri non sono solo piagnistei da semi-giovani choosy e bamboccioni, ma reazioni comprensibili di fronte a uno sfacelo generazionale. Poi chiaro, non parlo a nome di nessuno, «a malapena rappresento me stesso», diceva un trentenne degli anni Ottanta. Ma da donna, meridionale e millennial, per rivisitare il ritornello meloniano, la realtà di quel rapporto eccome se la conosco.
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