È da un po’ di tempo che l’industria della fiction lancia appelli alle dirigenze Rai e Mediaset per riportare indietro le lancette del palinsesto, dato che l’espressione “prima serata” è ormai usata per parlare di programmi che iniziano alle 22
Li chiamano “first world problem”, trascurabili ma insidiosi inconvenienti del cosiddetto primo mondo. Il Wi-Fi che sul treno non va, le telefonate pubblicitarie moleste, la prima serata che comincia troppo tardi, costringendo il pubblico televisivo a combattere con gli sbadigli per arrivare alla fine di un documentario di Alberto Angela. Piccoli problemi, grandi fastidi.
È da un po’ di tempo che l’industria della fiction lancia appelli alle dirigenze Rai e Mediaset per riportare indietro le lancette del palinsesto, una sorta di movimento Make Prima Serata Great Again che sottolinea, giustamente, l’ossimoro di un’espressione ormai usata per parlare di programmi che iniziano alle 22.
Persino Nino Frassica, noto per la sua verve surreale, si fa più realista degli amministratori delegati, lanciando un suo piano di austerity: «I Cinque minuti di Vespa se li fa a Porta a porta», meno pacchi, più puntualità.
La questione degli orari ci consente inoltre di ragionare su due argomenti.
Il primo, quello che riguarda il modo in cui oggi si fruisce dell’offerta televisiva, che sia questa una replica di Montalbano o una serie su una delle ormai infinite piattaforme a disposizione: passata la sbornia di binge, la shrinkflation si applica anche agli schermi. Siamo infatti al punto della storia dei media in cui sia I Cesaroni su Canale 5, sia Roberta Valente su Rai 1 che Euphoria su Hbo trasmettono una sola puntata per volta, con buoni risultati; insomma, non c’era bisogno di abbuffarsi.
Se alla sgrammatura seriale si aggiungesse anche un orario di inizio compatibile con i ritmi di vita contemporanei non propriamente rilassati, magari le cose andrebbero ancora meglio, ed è qua che arriva il secondo punto. Visto che i problemi veri non sembrano in procinto di essere risolti, che si intervenga almeno su quei modesti disagi da primo mondo, tipo: lasciateci dormire.
LE ULTIME PUNTATE DI “NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE”
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