Un giallo iniziato nel 2007 che mescola salotti televisivi, canali YouTube da milioni di view, forum di seduzione, modellini di villette, Fabrizio Corona e perché no, anche la politica
Parafrasando un meme che parla delle Kardashian: tutto quello che so su Garlasco l’ho imparato contro la mia volontà, il vero trionfo della transmedialità si chiama “crime”.
Definirla “cronaca nera” non basta più, e quella sensazione di pervasività di cui sopra è esattamente ciò che appassiona il suo pubblico. Un giallo iniziato nel 2007 che mescola salotti televisivi, canali YouTube da milioni di view – Francesca Fagnani, per la nuova stagione di Belve Crime, coinvolge la famosissima youtuber Elisa True Crime: quante volte si può dire “crime” prima che diventi uno scioglilingua? –, forum di seduzione, modellini di villette, Fabrizio Corona e perché no, anche la politica. All’indomani del referendum in molti facevano notare, non senza un velo di scherno o apprensione, che nel comune di Garlasco aveva stravinto il Sì.
Andrea Sempio in versione toffaninizzata parla del suo rapporto complicato con l’amore a Verissimo, le gemelle Cappa, tra le varie intercettazioni, fantasticano di cachet degni di Chiara Ferragni, Francesca Buganelli, in arte “Bugalalla Crime”, brucia le vecchie gerarchie della notizia e riceve foto in esclusiva prima ancora dei quotidiani, mentre Massimo Giletti, Milo Infante, Gianluigi Nuzzi e chi più ne ha più ne trasmetta centellinano ogni goccia di informazione ricavabile da una storia lunga quasi vent’anni e che, proprio in queste ore, nel frastuono generale, si aggiorna con nuovi elementi; o cliffhanger, chissà se i diritti se li accaparra prima Netflix o Disney.
Vestendo i panni di avvocato di un diavolo chiamato morbosità, si potrebbe obiettare contro chi si indigna per tanto spietato clamore grottesco che, con tutti questi personaggi, dettagli e risvolti, più che una tragedia è una commedia all’italiana, panem et Garlasco. E che se proprio non piace, si possono sempre chiudere gli occhi. Così si ascolta meglio il podcast.
LE PUNTATE PRECEDENTI DI “NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE”
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