«Very beautiful childhood» è l’inaspettata definizione che Melania Trump dà della sua infanzia quando le chiedono come fosse vivere sotto il comunismo di Tito. Dopo il documentario, una grande idea narrativa per la moglie di colui che vede il pericolo rosso ovunque
Dio è morto, la letteratura pure, e anche gli scrittori non si sentono molto bene. Lo si dice da tempo, pure con cognizione di causa, che il romanzo come forma privilegiata di racconto è un ricordo tardo ottocentesco.
Ma non facciamoci buttare giù dalle crisi editoriali, che già c’è la soglia dell’attenzione a essere bassa. Niente si distrugge, tutto si trasforma: il grande romanzo popolare del presente potrebbe essere negli occhi di chi guarda le interviste su Fox News Business.
«Very beautiful childhood» è infatti l’inaspettata definizione che Melania Trump dà della sua infanzia quando le chiedono come fosse vivere sotto il comunismo di Tito. «Non mi mancava niente», dice la moglie di quello che non perde occasione per ricordare ai suoi elettori che la minaccia rossa è viva e lotta insieme agli altri, i cattivi delle tasse ai ricchi e della sanità pubblica.
Razionalmente, le dichiarazioni della first lady non possono che essere inquadrate in qualche perversa prospettiva di calcolo Maga, con tutta probabilità funzionali alla visita di Xi Jinping negli Usa.
Letterariamente, l’immagine di Melanija Knavs, cresciuta tra Sevnica e Ljubljana, arrivata a New York nel 1996 per fare la modella e per diventare prima Melania Knauss e poi Melania Trump, covando per tutti questi anni fedeltà incondizionata al comunismo, pur sposando la quintessenza del capitalismo statunitense, è lo spunto per un libro niente male.
Anzi, è un riadattamento di I married a communist, di Philip Roth, che al posto del trumpismo ha il maccartismo, e invece di una modella slovena con tanti nomi sposata a un tycoon newyorkese ha un sindacalista del New Jersey star dei radiodrammi con altrettanti pseudonimi sposato a un’attrice di Hollywood. Se dopo il film di propaganda (spacciato per documentario) Melania Bezos volesse tentare con la narrativa, l’idea c’è: Ho sposato una comunista.
Le puntate precedenti di “Nel paese delle meraviglie”
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