Viene naturale parlare di nazional popolare per uno che non si fa scrupoli nel commentare la sua partecipazione al Festival con un video di Fantozzi – «con prudenza, ma ci andremo» –, che si ciba di cinepanettoni e film di Carlo Verdone, che parla di calcio, del podcast di Stefano Nazzi, di Vasco
«Però sei molto italiano, perdonami! Te lo posso dire? Sei molto italiano». Le parole di Stanis la Rochelle, in senso positivo, quindi al contrario di quanto si vede in Boris, sono utili per definire Tommaso Paradiso, ma anche il Festival di Sanremo. Per questo possono essere usate anche per parlare di Tommaso Paradiso che va a Sanremo. Tommaso Paradiso è il nazional popolare fatto cantautore. Non tanto – o non solo, quello dipende dai gusti – a livello musicale. Il suo è un pop italiano quando canta, certo, ma lo è anche al di fuori da note e spartiti.
Viene naturale parlare di nazional popolare per uno che non si fa scrupoli nel commentare la sua partecipazione a Sanremo con un video di Fantozzi – «con prudenza, ma ci andremo» –, che si ciba di cinepanettoni e film di Carlo Verdone, che sul palco più importante d’Italia nella serata duetti porterà L’ultima luna di Dalla insieme agli Stadio, che nelle sue canzoni cita il calcio, la Serie A, Carboni, il podcast crime di Stefano Nazzi, la Nazionale del 2006 e Vasco Rossi.
La prima volta di Tommaso Paradiso a Sanremo
Paradiso è questo. È tremendamente, magistralmente e semplicemente italiano. E quindi sorprende il fatto che finora non avesse ancora mai ricevuto i fiori sanremesi, mai presenziato alla kermesse nazional popolare per eccellenza. Lui che, pur essendo al debutto e ancor prima di impugnare quel microfono, sembra già fatto per Sanremo. Non per il carrozzone che c’è dietro, oggi come ieri, ma per quello che Sanremo rappresenta per l’Italia.
A 42 anni sarà la prima volta. In gara porterà una ballata, I romantici, una canzone scritta per la figlia, la prima, nata pochi mesi fa. Una serie di prime volte, visto che – se vogliamo buttarci a capofitto nelle pagine di gossip – dopo Sanremo lo aspetta anche il matrimonio con la sua compagna Carolina Sansoni. È il tempo delle scelte, della maturità, della Felicità. Non puttana, o forse sì.
Tutto ha un tempo
In fondo tutto ha un tempo. E quello di Paradiso sarà un Sanremo sudato. Non solo per la foga, l’adrenalina e la natura che lo porteranno, come detto da lui stesso, a grondare sul palco, ma perché è arrivato in un momento preciso della sua carriera. Dopo una lunga gavetta dei primi anni, dopo l’esplosione con i TheGiornalisti tra palazzetti e un coraggioso e prematuro Circo Massimo, dopo un consolidamento come solista, forse frenato dalla pandemia del Covid considerando che l’addio dal gruppo è datato settembre 2019 e il primo album in solitaria arriva tre anni più tardi, nel 2022.
Tommaso allora ha saputo attendere. Anche a costo di vedere altri suoi colleghi italiani indie pop, magari partiti dopo, più giovani, con meno esperienza, superarlo ai botteghini con concerti negli stadi, in festival più grandi, o appunto con dei successi a Sanremo. Paradiso non ha avuto paura, né frenesia di riempire uno stadio, cosa che non ha ancora mai fatto, né tantomeno invidia. Basta vedere come tra serate insieme, attestati di stima e comparsate nel suo tour, negli ultimi mesi abbia fatto da “padrino” a uno dei cantanti più in voga – e che ormai emergente non è più – Olly.
Ha aspettato e ha deciso che, sì, ora era il momento giusto. Con meno sfrontatezza giovanile, più serenità, più consapevolezza di come vivere al meglio il palcoscenico del Festival, di sfruttarne la portata. Perché poi un salto in avanti lo vuole compiere, gli stadi li vuole riempire pure lui e quella di Sanremo è una vetrina da non lasciarsi sfuggire.
Almeno a sentire i grandi esperti, i bookmakers e quelli di FantaSanremo, Tommaso Paradiso si presenta pure come uno dei favoriti. Ma la vittoria finale non è importante. Quando uno è fatto per Sanremo non serve vincere.
© Riproduzione riservata


