Le stelle non emettono una luce continua; brillano perché si accendono e si spengono in un’alternanza necessaria tra il bagliore e il buio. Anche la memoria culturale ha bisogno di questo ritmo per rimanere viva e non diventare monumento statico e freddo. A dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco, abbiamo sentito il bisogno di riaccendere quella luce, non con una celebrazione istituzionale (tante e bellissime ce ne saranno), ma con un puro atto di “diletto”, per il gusto di giocare ancora una volta con il Professore, così come lui stesso ha fatto per tutta la vita.

Da Taveuni

La maratona web Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto sarà un’opera collettiva di 24 ore in diretta streaming, con inizio alle ore 12:00 del 18 febbraio (ora italiana): partiremo simbolicamente dall’Isola di Taveuni, nelle Fiji, lì dove il 180° meridiano segna il cambio di data e dove Eco lavorò a L’isola del giorno prima. In quel momento, allo scoccare della mezzanotte, il 19 febbraio sorgerà per la prima volta sul pianeta e noi inizieremo a seguire la luce del sole attraverso ogni paese toccato dalla sua influenza: dalle università asiatiche alle Americhe, attraversando tutti i fusi orari fino a tornare al punto di partenza per concludere (alle ore 12:00 italiane del 19 febbraio).

L’idea è stata lanciata da Roberto Grandi, a lungo collega e caro amico di Eco, nonché socio fondatore insieme a me (e tanti altri, tra i quali anche il Comune di Bologna) di Fondazione Bottega Finzioni. In quanto direttore della Fondazione, ho accolto questa suggestione con immenso entusiasmo, non solo per il valore del progetto, ma per un debito di gratitudine personale: sono stato allievo di Umberto Eco e di Paolo Fabbri, alla cui memoria viva la nostra struttura è dedicata, e con il quale ho avuto la fortuna di condividere tante cose, tra le quali anche la divertente scrittura della Fenomenologia di Umberto Eco, con la complicità discreta di Umberto.

Questa iniziativa, sviluppata insieme alla Fondazione Umberto Eco, è quindi un atto non dovuto, ma fortemente voluto, sviluppato con Riccardo Fedriga (direttore scientifico della Fondazione Umberto Eco) e Francesca Tancini (project manager per le operazioni di riallestimento della Biblioteca Eco presso l’Università di Bologna), Maria Chiara Galbiati (project manager della Fondazione Umberto Eco), oltre ai figli di Umberto, Stefano e Carlotta Eco.

La diretta streaming si potrà vedere sui canali YouTube di Fondazione Umberto Eco e Fondazione Bottega Finzioni dalle 12 del 18 febbraio alle 12 del 19 febbraio. Il palinsesto riflette la trasversalità enciclopedica di Eco. Accanto a grandi nomi come Roberto Saviano, Maziar Bahari, Beppe Severgnini, Michele Serra, Luciano Canfora e l’accademico dei Lincei Carlo Ossola, ci saranno contributi imprevedibili. Tullio Pericoli, Milo Manara, Igort e Vittorio Giardino testimonieranno l’interesse per il fumetto e le arti visive, Alessandro Bergonzoni porterà il suo linguaggio surreale, mentre Moni Ovadia lo ricorderà con una barzelletta.

Ci sarà spazio per la musica di Paolo Fresu e Gianni Coscia (grande amico di Eco fin dall’infanzia) e per esperimenti di frontiera: Jeffrey Schnapp del metaLAB di Harvard dialogherà con un simulacro di Eco generato dall’intelligenza artificiale; non poteva mancare naturalmente la partecipazione di Fahrenheit, la trasmissione di libri di Radio3, con interventi dei due conduttori Susanna Tartaro e Tommaso Giartosio.

Testimoniare 

Insomma, un’iniziativa corale resa possibile anche grazie alla rete degli Istituti Italiani di Cultura (grazie al ministero degli Esteri), al sostegno di realtà guidate da ex studenti del Dams che si sono formati proprio con lui, e a tante volontarie e tanti volontari che hanno gestito la redazione, l’organizzazione e gli aspetti tecnici, tra i quali è doveroso citare: Vanja Baltic, Bianca De Peppo Cocco, Chiara Di Rocco, Stella Isakaj, Nicoletta Lupia, Eugenio Fallarino e Silvia Pelati. Invitiamo chiunque abbia amato o incontrato Umberto Eco e la sua opera a unirsi a questo mosaico inviando un proprio video-messaggio. Tutte le istruzioni per partecipare sono disponibili sul sito fondazioneumbertoeco.org.

Qualcuno potrebbe criticare l’iniziativa ricordando l’invettiva di Umberto contro la “legione di imbecilli” dei social e accusandoci di populismo mediatico. Ma questa Maratona è l’esatto opposto: non chiediamo di pontificare su ciò che non si sa, ma di testimoniare un legame con un’opera o un pensiero di Eco. È un atto di umiltà che trasforma il rumore in un’Opera Aperta.

In un’epoca di eventi preconfezionati, questa maratona vuole restare un atto di diletto gratuito. È il nostro modo per dire che la cultura non è un dovere, ma una scintilla che brilla ogni volta che qualcuno decide di non smettere di giocare con le storie e con le idee. Vi aspettiamo.

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