Il ministero guidato da Guido Crosetto ha instaurato un rapporto con Palantir la controversa società di software e analisi dei dati di proprietà del tecnoguru, simbolo del trumpismo più spietato. A certificarlo una «procedura negoziata» e «secretata» del 2024. In realtà è solo l’ultimo tassello, di certo il più importante, di una relazione iniziata alcuni anni fa
Ci sono informazioni che lo Stato può nascondere ai cittadini per garantirne l’incolumità. Altre invece che, sebbene siano riservate, dovrebbero essere al centro del dibattito parlamentare proprio per le implicazioni che possono avere sulla sicurezza nazionale. Tra queste ultime ci sono i legami d’affari, scoperti da Domani, che il ministero della Difesa italiano ha instaurato con la controversa società di software e analisi dei dati Palantir, di proprietà del tecnoguru Peter Thiel, diventata simbolo del trumpismo più spietato.
A certificare questi rapporti con il ministero guidato da Guido Crosetto, c’è una «procedura negoziata» e «secretata» del 2024. In realtà è solo l’ultimo tassello, di certo il più importante, di una relazione iniziata alcuni anni fa.
La procedura è stata avviata dalla Direzione informatica, telematica e tecnologie avanzate del ministero della Difesa (Teledife): un procedimento per la «fornitura licenza Palantir Gotham», dal valore di un milione di euro. Non sono specificati la durata e l’aggiudicatario. Ma i riferimenti lasciano poco spazio ai dubbi. Difficile che Gotham possa essere smerciato da qualche intermediario. Si tratta di uno dei programmi più conosciuti dell’azienda statunitense Palantir Technologies Inc, che dal 2012 ha una filiale in Italia: Palantir Italia S.r.l., che dichiara anche ricavi da contratti con la pubblica amministrazione.
La filiale italiana
II fatturato del 2024 è pari a 1,2 milioni di euro, leggermente in calo rispetto al 2023. Gli utili sono di oltre 45mila euro. Ma i dati si fermano a quasi due anni fa e riguardano solo la filiale italiana. Perché in realtà anche la holding statunitense può siglare contratti direttamente con i governi: le entrate dichiarate da Palantir Technologies sono pari, nel 2025, a 4,5 miliardi di dollari.
Impossibile conoscere di più su questo contratto tra la Difesa e Palantir. «Si tratta di un contratto secretato di cui non possiamo dire nulla perché riguarda alcuni aspetti delicati del Paese», fa sapere l’ufficio stampa del ministero che non spiega perché, tra le varie società che forniscono software per l’analisi dei dati, sia stata scelta proprio Palantir. E dice di non poter dare neppure informazioni sulla durata dell’accordo che Teledife avrebbe stipulato per la fornitura di Gotham. In un report ufficiale, però, l’azienda scrive che generalmente offre ai clienti contratti da uno a cinque anni.
«Il procedimento è secretato. Posso solo aggiungere che è stato controllato e verificato dalla Corte dei conti», ribadiscono dal dicastero di Crosetto. Abbiamo chiesto anche alla filiale italiana del colosso Usa, co-fondato da Thiel e dall’attuale ceo Alex Karp, molto vicini all’amministrazione di Donald Trump. Tuttavia non abbiamo ricevuto alcuna risposta alla richiesta di commento.
Gotham
La gara del 2024 ha un valore diverso rispetto ad altre perché per la prima volta appare il riferimento specifico al software Gotham, utilizzato soprattutto da forze armate, intelligence, polizia e agenzie di sicurezza per integrare e analizzare grandi quantità di dati provenienti da fonti diverse. Serve a unire le informazioni per ricostruire relazioni tra persone, eventi, luoghi o transazioni, visualizzare le connessioni e individuare pattern o anomalie, per supportare operazioni investigative o militari.
Gotham è il software più discusso. Anche perché sarebbe stato utilizzato dall’Ice, l’agenzia federale americana per l’immigrazione, per contribuire all’identificazione, la localizzazione e il targeting di persone migranti da fermare e deportare. Ma non soltanto. I software di Palantir sarebbero stati usati anche dall’esercito israeliano a Gaza, per catturare il presidente Nicolás Maduro in Venezuela e individuare la guida suprema Ali Khamenei in Iran.
A essere controverso, però, non è solo l’uso che si può fare di Gotham, ma anche la mancanza di chiarezza sul tipo di dati che è in grado di integrare, da cui potrebbero conseguire violazioni della privacy e il rischio che alcuni individui possano essere presi di mira involontariamente, sulla base di correlazioni statistiche. A questo si aggiunge anche il pericolo che i dati gestiti da Palantir potrebbero finire nelle mani degli Stati Uniti. Come ha svelato il sito d’informazione Republik, l’esercito svizzero avrebbe rifiutato di comprare i programmi dell’azienda per timore di passaggi di informazioni alla Cia, perché l’uso del software di Thiel e Karp aumenterebbe il rischio di perdere la sovranità sui dati, con forti implicazioni per la sovranità nazionale.
ThielThiel il romano
Da oggi a mercoledì 18 Thiel è a Roma, ufficialmente per tenere seminari sull’Anticristo e altri temi che tengono insieme religione e Intelligenza artificiale. Parlerà a una platea selezionata, in un luogo segreto e blindatissimo. L’opposizione ha chiesto al governo Meloni, che non ha ancora risposto, di riferire su eventuali incontri o accordi con la sua società. Ecco che una prima risposta è nei documenti sulle forniture alla Difesa pubblicati da questo giornale.
Tra Palantir e le istituzioni italiane, però, esiste già da anni un rapporto continuativo e strutturato, che Domani ha ricostruito incrociando dati e documenti relativi a pagamenti e appalti. La società americana è arrivata nel paese in maniera graduale e ha consolidato la sua presenza nei circuiti ministeriali.
La filiale italiana, costituita nel 2012, resta quiescente fino al 2018. Mentre nel 2013 la capogruppo americana vince una commessa da 49.168,50 euro con Sogei Spa – società del ministero dell’Economia e delle finanze - per «componenti per la sperimentazione del prodotto Palantir».
Con il tempo le cifre lievitano. In un documento del ministero della Difesa si legge di un contratto tra Teledife e il colosso Usa: oltre un milione di euro per «l’acquisizione e l’ampliamento» di sistemi informatici, da completare entro agosto 2015.
Tra il 2018 e il 2020 Teledife bandisce due gare d’appalto a oggetto «programma Palantir» da 1,3 milioni e 950mila euro. Ma nella banca dati dei contratti pubblici, gestita dall’Autorità nazionale anticorruzione, mancano le informazioni relative all’esito. Probabile che rientrino ancora una volta in qualche tipo di classificazione che impone la segretezza.
Di certo nella relazione che la Difesa ha presentato al Parlamento nel 2019 sullo stato di «mezzi, impianti e sistemi» si legge di «software Palantir» e di spese per il governo di 1.200.000 di euro (tra il 2017 e il 2020) e 290mila euro (nel 2018). Oltre che di un «nuovo contratto» legato alla fornitura del software, anche se non è specificato con quale azienda.
In altri documenti ministeriali compare Palantir Italia Srl, che nel 2021 ha ricevuto tre pagamenti da Teledife: 148.498 euro per «fornitura nuove funzionalità programma Palantir» e un altro di 534.996 euro, diviso in due tranche, per «programma Palantir».
Nel 2023 Crosetto ha presentato alle Camere un’altra relazione, a copertura dell’anno precedente: in totale, si rendiconta una spesa di 600mila euro per la «fornitura di servizi relativi al software Palantir».
Sempre nello stesso anno il Mef invita la filiale italiana a partecipare a una gara d’appalto. In parallelo Teledife indice una procedura di tre milioni per «programma Palantir». Anche in questo caso, nessun informazione sull’aggiudicazione. Il segreto è uno dei pilastri sui quali si fonda il potere dell’azienda più oscura del trumpismo, che ora ha trovato un florido mercato anche in Italia.
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