Anche António Costa, presidente del Consiglio europeo, impegnato in questi giorni in un tour delle capitali in vista del summit di metà ottobre, è intervenuto a Cernobbio, e si è rivolto anzitutto a Mario Monti, ospite con lui di questa giornata, facendo poi riferimento ai due rapporti firmati da due italiani, Mario Draghi ed Enrico Letta.

Ma è soprattutto l’agenda von der Leyen – presidente della Commissione con la quale il socialista lavora in un affiatato tandem – che Costa ha spinto, inclusa l’idea di un’adozione massiccia dell’Ia nella filiera produttiva, passando per il fiore all’occhiello della Commissione (competente in ambito commerciale): i nuovi accordi commerciali. Anche le trattative sul futuro bilancio pluriennale dell’Ue entrano nel vivo, come si vede dal discorso del presidente Costa a Cernobbio.

«L’Ue non è in declino»

«L'Unione europea è un partner affidabile e prevedibile»: Costa ripete il mantra usato da Ursula von der Leyen durante la tempesta dei dazi e della guerra commerciale innescata da Donald Trump. Come lei, timida nella risposta a quell’attacco, anche il presidente usa come argomento di vanto dell’Ue nuovi accordi commerciali. «L'Ue ha costruito la rete di accordi commerciali più estesa al mondo, che copre 84 paesi in tutto il mondo. Quest'anno abbiamo chiuso i negoziati con l'India, con l'Australia e firmato accordi con il Mercosur e il Messico, siamo ulteriormente espandendo la rete di accordi. Instead of tariffs, Europe offers win-win outcomes».

Costa ammette poi di fatto che le regole Ue sono oggetto di trattative con partner terzi (Trump da tempo lancia attacchi alle regolamentazioni europee, tech e non solo) quando dice che «c’è potenziale per cooperare anche oltre il commercio, su tecnologia e regolamentazione dell’Ia; lo abbiamo visto». La Commissione von der Leyen ha lanciato svariati pacchetti di deregolamentazione (“omnibus”), con l’effetto di annacquare le regole già approvate, incluse quelle sull’Ia. 

«Siamo pronti ad allargarci a nuovi membri Ue, Ucraina, Repubblica di Moldova e Balcani occidentali: l’Ue è tutt’altro che in declino», dice Costa, che volutamente non nomina il recente no degli islandesi a negoziare l’adesione all’Ue. 

Messaggi al comparto economico

«Siamo consapevoli delle sfide identificate da due illustri italiani, Draghi e Letta, e stiamo intraprendendo un’azione decisa», dice Costa, facendo riferimento al monitoraggio costante delle azioni previste nell’agenda “One Europe, One Market”. Sono misure che dichiarano di approfondire il progetto del mercato comune e promuovere competitività ma di fatto portano l’Europa verso una ulteriore finanziarizzazione, che tocca anche pensioni e welfare.

Ad ogni modo il socialista Costa rivendica tutto questo piano, dal «ridurre l’inutile burocrazia» (le deregolamentazioni degli omnibus) al «mobilitare investimenti». Dice esplicitamente che «i risparmi devono contribuire a finanziare la crescita: dobbiamo integrare di più il mercato dei capitali»; dietro la «Unione dei risparmi» c’è la finanziarizzazione loro e del welfare (pensioni integrative entro il 2026: c’è anche questo in One Europe One Market).

«Ora la priorità è realizzare quell’agenda che già Consiglio, Commissione ed Europarlamento hanno approvato». Ma entro il 2027 «realizzeremo tutte le 42 misure previste», ricorda Costa a quella fetta di mondo del business e della finanza che accusa von der Leyen & co di andare persino troppo piano. «Per tenere i leader focalizzati su questa strategia, iniziamo ogni Consiglio europeo con una presentazione dei progressi fatti, così da non perdere neppure un giorno». 

L’Unione di risparmi e investimenti «sarà pronta entro il 2027», il controverso 28mo regime (non esente da critiche da parte del mondo del lavoro) «entro il 2028».

«The Brussels effect must not become a burden». Il Brussels effect è la capacità dell’Ue di proiettare i suoi standard su scala globale, mentre l’agenda attuale di Bruxelles smantella le regole intendendole come «fardello». «La via più semplice sono regole comuni: meno direttive, più regolamenti», sostiene Costa.

E sull’intelligenza artificiale, sintonia con l’approccio di von der Leyen: adozione massiccia dell’Ia. «L’Europa non deve perdere la corsa, aziende come Mistral e Domyn, che ha sede a Milano, mostrano che l’Europa ha il talento per svilupparla».

Last but not least, i negoziati in corso sul venturo bilancio settennale dell’Ue: «Ci serve un accordo prima della fine di quest’anno».

Quando dice che «il nuovo bilancio deve continuare a supportare le politiche di coesione e agricole», Costa parla espressamente alle preoccupazioni del settore produttivo nostrano.

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