La presidente della Commissione europea è volata nella capitale groenlandese. Lì ha annunciato un nuovo accordo che riguarda la connessione satellitare, oltre a promettere finanziamenti multimilionari. Segnali sia concreti sia simbolici, mentre le minacce di Trump continuano
Dall’aeroporto di Nuuk partono di fatto due strade: una che va verso la città, vicinissima allo scalo, e che in pochi minuti ti porta nel centro della capitale; l’altra che va verso nord e che porta prima al carcere – l’unico di tutta la Groenlandia – e poi a poca distanza (anche se non raggiungibile dal pubblico) al centro di EutelSat OneWeb. I “palloni” satellitari del sito sono le poche cose, oltre agli iceberg, che si possono osservare dalle celle della prigione.
Nella sua visita groenlandese di due giorni, Ursula von der Leyen una tappa l’ha fatta proprio lì, accompagnata dalla prima ministra danese Mette Frederiksen e dal premier dell’isola, Jens-Frederik Nielsen. E ha mandato segnali precisi, anche agli Stati Uniti di Donald Trump.
Rete satellitare
Ancor prima della conferenza stampa congiunta, è proprio dal sito satellitare che la presidente della Commissione Ue ha annunciato una partnership con l’isola riguardo la «connettività satellitare». «Nei prossimi giorni, la Groenlandia settentrionale vedrà notevoli miglioramenti nell’accesso a Internet. Entro ottobre, anche le comunità remote della Groenlandia orientale avranno una connessione internet migliore e più veloce», ha affermato von der Leyen.
La connessione è una questione centrale per i groenlandesi, specie quelli che non abitano a Nuuk ma nei piccoli centri, che quasi mai hanno reti davvero stabili e sono isolati. Non è un caso che da circa due anni in molti sull’isola si siano affidati a Starlink di Elon Musk, nonostante sia illegale. Ora l’Unione europea prova la contromossa.
Ricchi finanziamenti
Von der Leyen ha poi reso noto l’intero pacchetto di fondi che l’Ue destinerà per nuovi investimenti a Nuuk e dintorni: 200 milioni di euro, da distribuire in due anni per lo più tramite il Global Gateway. «Perché la Groenlandia è un alleato strategico e un amico fidato» ha detto la leader europea, a cui ha subito risposto Nielsen: «La Groenlandia ha bisogno dell’Ue e l’Ue ha bisogno della Groenlandia».
Il premier dell’isola ha sottolineato l’importanza dei finanziamenti europei – «avranno un impatto sulla nostra vita quotidiana» – che per le ridotte casse groenlandesi sono di proporzione enorme. Basti pensare che il Pil dell’isola si attesta a poco più di 3 miliardi annui, quindi l’intero pacchetto ne vale circa il 7 per cento. E comprenderà vari settori: dall’istruzione alla pesca, passando per le materie prime e l’energia.
Elettricità e miniere
Nel comunicato della Commissione viene affermato che l’Ue e la Groenlandia «promuoveranno progetti minerari sostenibili, in collegamento con l’industria europea». E ancora: «L’Ue sosterrà un programma guidato da Nukissiofiit, la società energetica nazionale della Groenlandia, per modernizzare e decarbonizzare l’approvvigionamento energetico negli insediamenti remoti».
Un altro fronte, su cui Bruxelles e Nuuk stanno valutando di operare insieme è l’ampliamento della centrale idroelettrica di Buksefjord, il principale impianto groenlandese, per affrontare la crescente domanda di elettricità della capitale dell’isola. Nuuk, in effetti, sta attraversando una profonda trasformazione urbanistica: nuove costruzioni ovunque, interi quartieri che nascono in poco tempo, un allargamento che oggi è in pieno sviluppo.
Intenti politici
In mezzo ad annunci concreti si sono susseguiti anche messaggi più politici. «L’Unione europea è pienamente solidale con il Regno di Danimarca e con il popolo della Groenlandia. Continueremo a esserlo e vogliamo essere molto chiari e ribadire ancora una volta qui che il futuro della Groenlandia spetta al popolo della Groenlandia e alla Danimarca, e a nessun altro, deciderlo» ha dichiarato von der Leyen. Sottinteso il riferimento alle minacce di Trump che nell’ultimo anno e mezzo ha costantemente preso di mira Nuuk. E proprio il presidente statunitense, mentre von der Leyen era impegnata nella visita, ha nuovamente provocato, postando sui social una mappa che comprendeva la Groenlandia (e l’Islanda) all’interno dei confini degli Usa.
«Noi siamo un membro dell’Ue e della Nato, siamo molto grati della solidarietà ricevuta non solo in Europa ma a livello globale. Una partnership forte con l’Ue è importante anche per mostrare alle persone che la politica può fare la differenza, che può apportare dei cambiamenti concreti» ha invece commentato Frederiksen. In questi mesi, la premier danese ha cercato in tutti i modi di riallacciare il rapporto tra Copenaghen e il territorio semiautonomo, che per decenni si è sentito sfruttato e abbandonato.
Strategie (in)certe
Se i piani di Trump sulla Groenlandia sono chiari, l’Ue sta cercando di mettere in piedi i propri, partendo dai tentativi di mostrarsi solidali con la Danimarca e aperti a stringere relazioni economiche e politiche con la Groenlandia. «Sappiamo che l’Artico è diventato uno dei luoghi in cui le placche tettoniche della geopolitica si scontrano. Pertanto, abbiamo un interesse diretto in ciò che accade qui. Ecco perché stiamo preparando una nuova strategia dell’Ue per l’Artico, che sarà presentata questo autunno» ha preannunciato von der Leyen.
Un Artico che, dopo il no dell’Islanda nel referendum sui negoziati con l’Ue, per Bruxelles e per la presidente della Commissione europea si è allontanato. Al netto delle mappe di Trump e delle strade percorse da von der Leyen dall’aeroporto di Nuuk.
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