Mancano poche ore al termine della presentazione delle candidature per il voto di novembre e manca all’appello il candidato di Futuro nazionale. Il movimento del generale potrebbe sostenere Colantonio, primo passo per un avvicinamento alla destra. Il centrosinistra in formato extralarge punta su Luciano D’Amico, il professore universitario già candidato alla regione nel 2024
Scorrono le ultime ore verso il termine per la presentazione delle candidature per le suppletive di Chieti, che si terranno il 15 e il 16 novembre e che si sono rese necessarie dopo le dimissioni del deputato leghista Alberto Bagnai, nominato componente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il gong suonerà domenica.
Il termine è vicino, e ormai sembra chiaro che la destra avrà un solo candidato. La scelta è caduta su Mario Colantonio, consigliere comunale leghista, già candidato sindaco al primo turno alle ultime comunali, sconfitto da Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ex senatore ed ex commissario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017.
Il generale alla rovescia di Reggio Calabria
Ma la notizia non è tanto il candidato della destra. La notizia, che appunto deve aspettare domenica per essere confermata, è che Futuro nazionale non ha intenzione di presentare il suo candidato.
Una scelta clamorosamente opposta a quella compiuta meno di un mese fa alle suppletive di Reggio Calabria. Roberto Vannacci deve averci ripensato, e anche repentinamente: qui avrebbe deciso di non sfidare la destra - non era andata benissimo del resto la prima prova calabrese - e anzi di fare una sorta di “desistenza” a favore del candidato di Matteo Salvini. Da sostenere alle urne al voto, ma come primo passo per un successivo avvicinamento fra la coalizione di governo e Futuro nazionale.
Artefice dell’accordo sarebbe Gianni Alemanno, ex Msi, ex sindaco di Roma e oggi capataz di Futuro nazionale in Abruzzo, dove da tempo è al lavoro per consolidare la presenza del generale nella regione.
La profezia di Ziello
Se finisse davvero così, si capirebbero meglio le parole del deputato Edoardo Ziello di due giorni fa, mentre alla Camera annunciava il suo rammaricato no alla legge elettorale: «Noi siamo pronti a un dialogo perché per noi la priorità è non far tornare a guidare la nazione i vari Bonelli, Fratoianni, Conte». Un appello in piena regola alla destra: «È arrivato il momento di un'interlocuzione seria per capire se ci sono le condizioni per questa alleanza perché la priorità deve essere mandare a casa questi signori», all’indirizzo del centrosinistra.
Questa mano tesa, quel giorno, è stata rispedita al mittente dai colleghi di Forza Italia e da quelli di Fratelli d’Italia. Ma evidentemente c’è una parte della Lega che non porta rancore al fuoriuscito Vannacci. E che prova ad avvicinare l’ex transfuga. Chieti così diventa laboratorio di un esperimento di avvicinamento, proprio come Reggio Calabria è stato il laboratorio fallito dell’esperimento di segno opposto. Chissà se i forzisti e i Fratelli d’Italia chietini come la prenderanno. E soprattutto quelli di Roma.
Campo extralarge per D’Amico
Dalla parte opposta invece i giochi sono fatti. Il campo largo versione maxi ha trovato l’accordo su Luciano D’Amico, il professore universitario già candidato di un’alleanza larga alle regionali del 2024 (prese il 46,50 per cento, una sconfitta più che onorevole inflittagli da Marco Marsilio, di Fdi).
Anche da questa parte si tratta di un laboratorio nazionale. Sostengono D’Amico infatti Pd, M5s, Avs, Iv, ma anche i centristi di Progetto Civico, Piu Uno, +Europa e Socialisti. C’è persino Rifondazione comunista. Anche Azione lo sosterrà, anche se non formalmente.
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