Il sovranismo via telecomando si trova al canale 57. Dalle otto del 1° ottobre la Rai prende in mano il racconto dell’identità nazionale, «la cosa più inclusiva che c’è», parola di Angelo Mellone, direttore intrattenimento e day time e ideatore del canale. Anche perché, spiegano dal palco de L’Aquila, dove si sta svolgendo il Prix Italia organizzato dall’azienda, in fondo l’Italia è un paese «provinciale». E allora, quali migliori interpreti degli eroi del Day time, da Peppone Calabrese, ex oste lucano grande protagonista dei programmi melloniani (con due l) sulla Rai, a Federico Quaranta, Provinciale che calca le vie del Belpaese affiancato da un compagno a quattro zampe (di razza non italica, però). 

Il primo giorno di palinsesto del canale “powered by Rai” prevede repliche di programmi già andati in onda sulle reti generaliste, da Camper a Linea Blu, passando per il Provinciale e Generazione bellezza. Più avanti, anche materiale d’archivio.

Una programmazione che illustri la pluralità e la maggiore biodiversità che si possono trovare in Italia. Gli elementi del racconto: i borghi, il made in Italy, i sentieri e i monasteri, «il femminile accogliente» (d’altra parte è Italian-a) inclusivo. E financo il provolone che, come dice Mellone, «in fondo che male ci ha fatto, non è anche lui presidio d’italianità?».

Insomma, il canale in cui far precipitare la definizione di Ernesto Galli della Loggia di «una nazione fondata sulla bellezza», che nelle aspirazioni dei dirigenti Rai vale lo 0,5 per cento di share sull’intera giornata, quindi qualcosa come 50mila telespettatori: un target ambizioso, che può costruire sul fattore low cost, visto che tutte le trasmissioni provengono da altre direzioni o dalle teche Rai. 

Nessuno spazio per l’inchiesta – «quella si fa in altri programmi» – né per l’approfondimento delle contraddizioni di territorio e provincia. Qui c’è un altro obiettivo, spiega sempre Mellone, «non turistico ma divulgativo». Due esempi su tutti: le vacche di Guareschi e le pecore di D’Annunzio, due simboli delle origini mai dimenticate dei due intellettuali. 

Prospettiva

Se a dicembre le cose andranno come atteso sul canale sovranista, ma solo in senso «narrativo, cioè il servizio pubblico che racconta l'identità nazionale», secondo Mellone, quelli che vengono presentati come «programmi esperienziali» – che propongono cioè cammini, viaggi, sentieri e così via – al «più ampio target possibile» (qui parla Marcello Ciannamea, direttore della distribuzione), il 57 andrà a regime. E, a quel punto, saranno previste anche delle produzioni ad hoc, visto che non sempre un prodotto pensato per le generaliste è adatto a un canale specializzato.

Certo, saranno trasmissioni commissionate sempre nell’ambito delle singole direzioni (approfondimento, day time, cultura, documentari eccetera), ma con la spesa di budget destinato esplicitamente a Italiana. Soldi destinati al nuovo canale, spesi sotto il coordinamento editoriale di Mellone&Ciannamea. All’orizzonte, poi, l’obiettivo dichiarato di aprire collaborazioni con le istituzioni, «inglobare offerte non Rai», o addirittura offrire spazi in diretta a eventi Made in Italy: da Telemeloni a Telecaciocavallo è un attimo. 

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