Nel settembre 2022 la coalizione di centrodestra ottenne circa il 44% delle preferenze, portando Giorgia Meloni alla presidenza del Consiglio. Lo scorso 4 settembre, il governo Meloni ha battuto il record di longevità raggiungendo i 1.413 giorni, superando così il precedente record del Berlusconi II, che rimase in carica per 1.412 giorni dall’11 giugno 2023 al 23 aprile 2025.

A Bari Fratelli d’Italia, per festeggiare il traguardo, ha organizzato una celebrazione alla presenza della premier, che si è detta soddisfatta del risultato: «Il governo più stabile non è per forza anche il più capace. Il governo più stabile è semplicemente quello che ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato, e quel giudizio siete voi con questa presenza e questo entusiasmo. Di questo dobbiamo andare fieri», ha dichiarato dal palco. Nel frattempo, Fratelli d’Italia diffondeva nella piazza un volantino dal titolo "II Governo + stabile, l'Italia + forte. Record e risultati" al cui interno si trovava un bilancio delle azioni intraprese dall’esecutivo in questi anni.

Il Partito democratico ha invece lanciato sui social la campagna “Meloni festeggia, l’Italia no” in cui ha fatto l’elenco di tutti i “fallimenti” del governo di centro-destra. La segretaria Elly Schlein ha parlato di «quattro anni buttati», mentre il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha duramente attaccato i risultati di questo governo: «Hanno avuto quattro anni e fatto zero riforme e al di là dei record che raccontano gli italiani hanno buste paga leggerissime, difficoltà a fare la spesa, difficoltà a fare il pieno. Questa è la realtà di un paese che ha poco di cui festeggiare».

Nello spazio della newsletter Oggi è Domani abbiamo chiesto alle nostre lettrici e ai nostri lettori quale provvedimento, riforma o cambiamento strutturale del paese, a opera dell’esecutivo di Meloni, ricorderanno particolarmente quando ripenseranno a questa legislatura. Ecco cosa ci avete risposto.

Tutti i fallimenti del governo più longevo: i nostri approfondimenti

«Un governo liberticida»

Il bilancio che hanno fatto le nostre lettrici e i nostri lettori del governo Meloni non è affatto positivo. Buona parte delle opinioni si concentrano sui provvedimenti più stringenti, dal decreto Sicurezza, che ha inasprito le sanzioni per diversi reati come il blocco stradale, alla legge “anti-rave”, che ha introdotto l’articolo 633-bis del Codice penale che punisce con una multa fino a diecimila euro chiunque organizza «l'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui al fine di realizzare un raduno musicale».

«Ci hanno portato dalla democrazia allo stato di polizia», scrivono. «Meloni ha ristretto ulteriormente gli spazi di protesta», aggiunge un altro. E ancora: «Hanno smontato elementi sostanziali dello stato di diritto».

Le accuse si rivolgono anche alla postura presa dal governo, definita «aggressiva e insolente», nei confronti delle istituzioni della Repubblica. «Meloni verrà ricordata per aver limitato i poteri della Corte dei conti», scrive un lettore. Il riferimento è alla riforma approvata ad agosto dal Consiglio dei ministri che ha modificato l’organizzazione della magistratura contabile, un provvedimento contestato dalle opposizioni e dal presidente dell’Associazione della Corte dei conti che l’ha definito «un decreto segnato da un'evidente e marcata incostituzionalità».

Diversi lettori e lettrici hanno poi criticato il referendum sulla giustizia dello scorso marzo, liquidato come «un tentativo di stravolgere la Costituzione italiana in direzione antidemocratica».

C’è, infine, chi pensa che l’esecutivo di Giorgia Meloni sia destinato a continuare a governare: «Credo che sarà ricordato perché sarà il Meloni I, un punto di partenza delle deportazioni di massa di migranti verso paesi meno forti economicamente, l'inizio delle grandi discriminazioni, di nuovo», scrivono. «L'esecutivo è impalpabile sulle necessità italiane, inutile nelle relazioni internazionali, ma nonostante questo sarà solo il primo».

Gli altri sondaggi

Nell’ultimo sondaggio abbiamo chiesto alle nostre lettrici e ai nostri lettori se fossero d’accordo con la scelta della Rai di spostare Rai Scuola sulla piattaforma online e di sostituirla con “Italiana”, un canale che punterà a «raccontare l’Italia», come fa sapere l’emittente con un comunicato. Il novanta percento del nostro pubblico pensa che il portale debba rimanere accessibile anche sul digitale terrestre, ma ha anche criticato la Rai per la sua gestione del canale, accusandola di averlo svuotato di contenuti negli anni.

La settimana precedente abbiamo chiesto dei consigli di lettura per l’estate, e i nostri lettori si sono sbizzarriti tra classici della letteratura contemporanea come “1Q84” di Haruki Murakami e illuminanti saggi come “La danza di Natasha. Storia della cultura russa (XVIII-XX secolo)” di Orlando Figes.

In quello precedente avevamo invece parlato della crisi migratoria a Ceuta, e i nostri lettori pensano che chiudere i porti sia una politica fallimentare, mentre bisognerebbe puntare a delle politiche comunitarie di gestione degli ingressi.

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