L’obiettivo viene fissato da Gianni Alemanno: «Vannacci sarà presidente del consiglio in 10 anni» e la confusione è tale che Chicco Costini, quando chiama il generale sul palco, lo chiama presidente del consiglio invece che presidente del partito.

Roberto Vannacci conquista così la platea di Orvieto del “Forum dell’Indipendenza”, l’evento organizzato da Futuro Nazionale. Il generale non ha lesinato metafore militari, confermando di volere un partito «autoritario e organizzato come una caserma», ma guidato dal principio del «mission command»: ognuno in base alle condizioni e al territorio decide la strada per arrivare all’obiettivo fissato dal capo, ovvero Vannacci.

Poi, tra battute e mezze frasi, ha risposto alle critiche di questi giorni. Ai manifestanti fuori dalla sala ha chiesto cosa volessero: «Se chiedono che io non ci sia, possono manifestare all’infinito. I difensori della democrazia a parole sono quelli che vogliono vietare un convegno e ci mettono a testa in giù». Poi è passato ai temi più spinosi: libri comprati dai russi? «Nessuna prova. Quando venite con la pistola fumate, allora qualche risposta ve la darò». E Vannacci è filorusso? «Sono cavaliere della repubblica italiana e non del Cremlino. Ho ricevuto la massima onorificenza americana, quindi il mio servizio lo ho prestato per l’occidente e non per la Russia». Ha difeso anche il ritorno alla politica di Alemanno, dopo aver scontato la pena in carcere: alemanno: siamo un ricettacolo di galeotti. la sporca dozzina, «siamo fieri di esserlo», impensabile secondo i benpensanti che alemanno continui a fare politica perchè è stato in carcere. «E' impensabile per i benpensanti che Gianni dopo essere stato in carcere faccia politica. Se uno ha fatto politica per 40 anni quando esce che fa l'agricoltore? La logica è messa al contrario».

Il programma

Poi il generale ha snocciolato tutti i punti cardine del suo prossimo programma alle prossime elezioni. Si è soffermato soprattutto su un punto chiave: il «patriarcato mediterraneo», che per Vannacci è «rispetto, dovere, sacrificio, determinazione, fedeltà» e sarebbe «il modello di famiglia che ci ha permesso di prevalere su tutto il pianeta negli ultimi 2000 anni, perché se siamo arrivati dove siamo è grazie al patriarcato mediterraneo che è il concetto di pater famila che si assume la responsabilità».

E ancora, «è un crimine demonizzare il maschio in quanto tale, il modello di uomo sono Ulisse ed Enea», è la spiegazione del generale.

Da qui è tornato a contestare il reato di femminicidio: «Non neghiamo la violenza nei confronti della donna, ma proprio perchè crediamo nella famiglia crediamo nell’uguaglianza». Lo stesso vale per la legge sull’antisemitismo. «Noi voteremo contro, non perchè ce l’abbiamo con gli ebrei, ma non possiamo far passare il principio che offendere un ebreo sia più grave che offendere altri credenti».

Il futuro elettorale

La conclusione è stata tutta sul futuro. Partendo da zero, ogni risultato è una vittoria e Vannacci ha avuto gioco facile a tirarsi fuori dai ragionamenti strategici: «Noi non facciamo la tombola elettorale, la strategia ce l’ha qualcun altro», ha detto riferendosi a Meloni, che ha accusato di voler consegnare il paese alla sinistra. Mostrando uno stralcio di Otto e mezzo, ha riassunto: «Meglio perdere che vincere con Vannacci, questa è la strategia di questo centrodestra annacquato. Nessuno mi dica che se non mi vado a prostrare a Meloni lascio il paese alla sinistra, è lei che ha già pianificato di lasciare il paese in mano alla sinistra».

E ha concluso con un appello, tra gli applausi della platea: «L’unico voto utile è quello per Futuro Nazionale».

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