L’esercito israeliano ha disposto un’inchiesta sull’uccisione della bambina di cinque anni, di sei suoi familiari e di due soccorritori nel gennaio 2024. Aperto un fascicolo anche sulla morte di 15 paramedici a Rafah nel 2025. Archiviati invece gli attacchi al convoglio di World Central Kitchen, quello a una struttura di Medici senza frontiere a Khan Yunis nel quale morirono due membri dello staff, e quello a un altro convoglio di Msf dove furono uccisi altri due dipendenti dell’organizzazione
Le Forze di difesa israeliane hanno ordinato l’apertura di un’indagine penale sulla morte di Hind Rajab, la bambina palestinese di cinque anni uccisa a Gaza City nel gennaio 2024 dalle truppe dello stato ebraico insieme a sei membri della sua famiglia. Il caso divenne uno degli episodi simbolo delle vittime civili della guerra nella Striscia di Gaza, soprattutto dopo la diffusione della drammatica telefonata tra Hind e la Mezzaluna Rossa Palestinese. La storia è stata conosciuta in tutto il mondo grazie al film The Voice of Hind Rajab (La voce di Hind Rajab), diretto dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, che ha vinto numerosi premi internazionali.
L’ammissione
L’esercito israeliano ha riconosciuto, per la prima volta, che i propri soldati hanno aperto il fuoco contro l’auto sulla quale viaggiavano la bambina e i suoi familiari mentre cercavano di fuggire da una nuova offensiva nella città.
Il 29 gennaio 2024, rimasta intrappolata nell’automobile dopo l’attacco, la bambina, unica sopravvissuta, chiese aiuto per ore. La Mezzaluna Rossa – dopo diversi ritardi causati dalla mancata autorizzazione da parte delle autorità israeliane – inviò un’ambulanza per soccorrerla, ma anche il mezzo venne colpito (nonostante fosse ben segnalato) e i due paramedici a bordo furono uccisi. I corpi della bambina, dei suoi familiari e dei soccorritori vennero recuperati soltanto dodici giorni dopo, in seguito al ritiro delle forze israeliane dalla zona.
Per mesi le Idf avevano negato che proprie unità fossero presenti nei pressi del luogo dell’attacco. Successive indagini giornalistiche e indipendenti avevano però raccolto elementi che indicavano la presenza di mezzi militari israeliani nell’area. Ora l’esercito ha ammesso che i soldati spararono contro l’auto della famiglia e contro l’ambulanza, annunciando l’apertura di un’indagine da parte della divisione investigativa criminale della polizia militare.
L’inchiesta sul caso Rajab rientra in una revisione più ampia della condotta delle truppe israeliane durante la guerra a Gaza. Il Meccanismo di accertamento dei fatti dello Stato maggiore generale ha finora completato circa 150 verifiche su episodi considerati eccezionali, trasmettendo i risultati al procuratore generale militare.
Un’altra indagine penale è stata aperta sulla morte di 15 paramedici e operatori umanitari palestinesi a Rafah nel marzo 2025. Secondo le ricostruzioni disponibili, le forze israeliane aprirono il fuoco prima contro un’ambulanza impegnata nel recupero di feriti e successivamente contro altri veicoli di emergenza inviati a cercare il primo mezzo. I corpi delle vittime furono poi sepolti in una fossa comune dopo il passaggio di mezzi militari.
Indagini archiviate
Le Idf hanno invece deciso di non aprire procedimenti penali in altri tre casi di alto profilo: l’attacco dell’aprile 2024 che uccise operatori della World Central Kitchen, il bombardamento di una struttura utilizzata da Medici senza frontiere a Khan Yunis nel febbraio 2024, nel quale morirono due membri dello staff, e la morte di altri due dipendenti di Msf in un convoglio a Gaza City nel novembre 2023.
L’apertura delle nuove indagini rappresenta un passaggio significativo perché riguarda episodi che hanno provocato una forte reazione internazionale e alimentato per mesi richieste di accertamento delle responsabilità. Resta però da vedere se le inchieste militari porteranno a incriminazioni: i procedimenti per presunte condotte criminali delle forze israeliane nei confronti di civili palestinesi hanno storicamente portato solo raramente a delle condanne.
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