Il presidente Usa ha chiesto al segretario di Stato «di guidare il processo di attuazione delle riforme economiche e politiche in Venezuela». Per il tycoon la priorità è «sistemare il paese, non si possono fare elezioni». Panico a Caracas con raffiche di fuoco nei pressi del Palazzo presidenziale dopo l’avvistamento di alcuni droni sopra lo spazio aereo
Il presidente degli Stati Uniti è tornato a parlare del futuro politico del Venezuela. In un’intervista esclusiva rilasciata a Nbc News ha detto che non ci saranno nuove elezioni nei prossimi 30 giorni, la priorità ora è «sistemare il paese, non si possono fare elezioni».
Diversa la posizione del presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, il repubblicano Mike Johnson, il quale ha affermato che il Venezuela dovrebbe andare presto al voto.
La posizione di Washington contrasta con quanto previsto dalla Costituzione venezuelana, che impone la convocazione di nuove elezioni entro un mese in caso di assenza permanente del presidente.
Il presidente Trump ha chiesto al segretario di Stato americano Marco Rubio «di guidare il processo di attuazione delle riforme economiche e politiche in Venezuela», ha spiegato Stephen Miller, consigliere di Trump, sottolineando che gli Stati Uniti ritengono di avere la piena, completa e totale cooperazione dal governo di Caracas. Il tycoon ha chiesto a Rubio, «sotto la stretta guida e direzione del presidente, di guidare questo processo».
Nuove nomine
Intanto la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez ha nominato il generale Gustavo Enrique Gonzalez Lopez nuovo comandante della Guardia d'onore presidenziale. Ex ministro dell'Interno e già a capo dell'esercito venezuelano sotto il governo Maduro, Gonzalez Lopez è stato anche direttore del servizio di intelligence nazionale. Su di lui ci sono pesanti accuse di tortura ed è anche finito nel mirino delle sanzioni degli Stati Uniti.
Delcy Rodriguez ha giurato nella serata del 5 gennaio come nuovo presidente ad interim, in sostituzione di Nicolas Maduro, che dopo la cattura da parte delle forze speciali statunitensi si trova nel carcere di Brooklyn ed è comparso per la prima volta in tribunale. Rodriguez ha prestato giuramento nelle mani del neo eletto presidente del Parlamento, il fratello Jorge Rodriguez.
Tra i primi provvedimenti adottati dalle autorità venezuelane c’è un decreto che dichiara lo stato di emergenza nel paese e ordina a tutte le forze di polizia di individuare le persone che che avrebbero sostenuto l’operazione militare delle forze speciali statunitensi.
Intanto la leader dell’opposizione Machado ha ribadito di voler tornare nel paese e si propone per governarlo nonostante sia già stata scaricata dal presidente Trump pubblicamente.
Gli spari a Caracas
Scene di panico nella notte a Caracas con intense raffiche di fuoco nei pressi del Palazzo presidenziale di Miraflores, dopo l’avvistamento di alcuni droni sopra lo spazio aereo dell’area governativa. Le autorità venezuelane hanno precisato che i colpi, sparati dalle forze di sicurezza - Guardia Presidenziale, Polizia Nazionale Bolivariana e unità delle Fanb - erano di avvertimento e dissuasione, e che la situazione è stata rapidamente riportata sotto controllo senza vittime ufficiali.
L'allarme ha provocato l'evacuazione precauzionale di edifici governativi e ministeri centrali, mentre sono state chiuse temporaneamente alcune attività commerciali. Tuttavia secondo alcuni media venezuelano l’episodio si sarebbe trattato di un “fuoco amico” dovuto a una incomprensione tra le forze di sicurezza.
Il petrolio
Nella sua intervista alla Nbc News, il presidente Trump ha detto di essere convinto di poter risollevare l’industria petrolifera venezuelana e farla lavorare «a regime» in circa 18 mesi. «Penso che possiamo farlo in meno tempo, ma saranno molti soldi. Bisognerà spendere un'enorme quantità di denaro, e le compagnie petrolifere lo faranno, e poi saranno rimborsate da noi o attraverso le entrate» ha detto Trump.
Le proteste della Cina
La Cina ha accusato gli Stati Uniti di «imporre le proprie regole al di sopra del diritto internazionale» e ha chiesto la «liberazione immediata» del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, detenuti negli Stati Uniti dopo l'operazione militare a Caracas.
La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha condannato quella che ha definito una «grave violazione della sovranità del Venezuela e della stabilità internazionale». Mao ha ribadito il sostegno della Cina al popolo venezuelano «nella difesa della sovranità, della sicurezza e dei diritti, auspicando una America Latina e un Caraibi come zone di pace».
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