Nonostante i massicci attacchi russi lanciati su tutto il paese, il presidente Usa avverte l’Ucraina che «ora è meglio che stia al tavolo delle trattative». Anche l’Italia, oltre a Germania, Francia e Regno Unito, starebbe seguendo i lavori. A Odessa due feriti nei raid di Mosca
«L’Ucraina deve sedersi al tavolo dei negoziati al più presto», ha detto Donald Trump, rispondendo a una domanda dei giornalisti sui negoziati di Ginevra a bordo dell’Air Force One. Di fronte a una nuova pioggia di missili russi, il presidente statunitense ha comunque richiamato Kiev: «Ora è meglio che si sieda presto al tavolo delle trattative», ha continuato, alla vigilia del terzo round di negoziati in formato trilaterale – Russia, Usa e Ucraina – previsti oggi a Ginevra.
Lunedì sera Kiev ha fatto sapere che la delegazione guidata dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e Difesa ucraino, Rustem Umerov, è arrivata a Ginevra, mentre la delegazione russa, rappresentata da Vladimir Medinsky, ha raggiunto la Svizzera martedì mattina.
Anche gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati in città: oltre al nuovo round di trattative con Mosca e Kiev per una situazione diplomatica della guerra in Ucraina, Ginevra ospita anche il secondo round di negoziati indiretti con l’Iran sul programma nucleare di Teheran, mediato dall’Oman.
Il terzo round
Mentre si avvicina l’anniversario del quarto anno di invasione russa dell’Ucraina, le delegazioni di Usa, Ucraina e Russia si incontrano martedì e mercoledì in un trilaterale a porte chiuse. Anche l’Italia, oltre a Germania, Francia e Regno Unito, sarebbe presente a Ginevra per seguire i lavori.
Dal primo giorno però il Cremlino non si aspetta novità, ha fatto sapere il portavoce Dmitry Peskov. Militari, politici e umanitari sono i tre parametri chiave dell’accordo.
Si tratta del terzo round, dopo i primi due ad Abu Dhabi, tra fine gennaio e inizio febbraio, descritti come produttivi sia da parte di Kiev che di Mosca, ma che nei fatti non hanno portato a risultati concreti, se non a scambi di prigionieri di guerra. I nodi principali rimangono le garanzie di sicurezza e i territori. Quest’ultimo punto era stato al centro del bilaterale tra Kiev e Washington a Ginevra alla fine di novembre dove si è parlato della cosiddetta “proposta di pace” Usa.
Sanzioni Ue
Entro il 24 febbraio, data appunto dell’anniversario, l’Unione europea dovrebbe adottare il ventesimo pacchetto di sanzioni. Lo ha fatto sapere il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa: «Continuiamo a lavorare su misure per privare la Russia dei fondi, dei beni e delle tecnologie che sostengono la sua guerra contro l’Ucraina».
Secondo il portavoce l’analisi economica dell’Unione «è piuttosto chiara» e rileva come le sanzioni stiano «colpendo gravemente l’economia russa. Ad esempio, il tasso di interesse di riferimento rimane molto alto, al 16 per cento». E ha aggiunto: «Il fatto che la Russia insista affinché l’Ue revochi le sanzioni dimostra che stanno danneggiando l’economia, e quindi dobbiamo continuare a fare pressione».
Attacchi russi
A Odessa due persone sono rimaste ferite e una struttura infrastrutturale e un edificio residenziale sono stati danneggiati a seguito di un attacco con un drone russo, riporta Ukrinform, riprendendo le parole del direttore dell’amministrazione della città, Serhiy Lysak, su Telegram. «A seguito dell'attacco, infrastrutture ed edifici civili sono stati danneggiati. In una zona, è scoppiato un incendio ai piani superiori di un edificio residenziale. In un’altra, sono stati danneggiati un negozio e una stazione di servizio», ha scritto.
Una donna di 68 anni è stata uccisa a causa di un attacco di droni russi nella regione frontaliera di Sumy, secondo quanto riferiscono le autorità ucraine citate dai media locali. I droni hanno centrato un edificio residenziale. Sei i feriti, tutti parenti della donna uccisa, inclusi due ragazzi di 7 e 15 anni.
Le truppe russe, anche durante i negoziati, stanno continuando a lanciare attacchi massicci sul paese, che ha dichiarato l’allerta aerea in diverse regioni. Tanto da obbligare la Polonia a chiudere temporaneamente gli aeroporti di Rzeszow e Lublino. Lo ha riferito l’Agenzia polacca per i servizi di navigazione aerea (Pansa) in un tweet, precisando che gli scali hanno ripreso le attività circa un’ora dopo.
Secondo Rbc-Ukraine, i droni ucraini riceveranno radar Sar da ricognizione dalla società francese Harmattan Ai, che consentiranno loro di effettuare ricognizioni indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato dell’azienda in un’intervista a Le Grand Continent.
Uno dei principali problemi della ricognizione aerea è infatti la dipendenza dalla visibilità e dai fattori meteorologici.
La posizione ucraina
Il presidente ucraino Zelensky ha parlato su X di «attacco combinato» calcolato «per causare il maggior danno possibile al nostro settore energetico».
«Sono stati utilizzati quasi 400 droni e 29 missili di vario tipo, compresi quelli balistici – ha continuato il leader ucraino – Un numero significativo è stato abbattuto, ma purtroppo ci sono stati anche dei colpi. A Odessa, decine di migliaia di persone sono rimaste senza riscaldamento e acqua dopo l'attacco dei droni. Tutti i servizi necessari stanno lavorando per aiutare. In totale, 12 regioni sono state prese di mira e, purtroppo, 9 persone sono rimaste ferite, tra cui bambini. Più di dieci edifici residenziali e infrastrutture ferroviarie sono stati danneggiati. I partner devono rispondere a tutti questi attacchi contro la vita».
Poi il riferimento alla politica di aggressione del Cremlino anche durante i negoziati: «La Russia deve essere ritenuta responsabile della sua aggressione. La nostra diplomazia sarà più efficace se ci saranno giustizia e forza. Forza della pressione sulla Federazione Russa: pressione sulle sanzioni e supporto costante e rapido all'esercito ucraino e alla nostra difesa aerea. Perché la pace sia reale e giusta, l'azione deve colpire l'unica fonte di questa aggressione: perché è Mosca che continua le uccisioni, gli attacchi massicci e gli assalti», conclude Zelensky.
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