La delegazione ucraina va a Ginevra per i colloqui di martedì con Usa e Russia. Gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, dovrebbero partecipare dopo aver preso parte ai colloqui con l’Iran. La portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova: «Kiev è cellula terroristica internazionale»
«Un compromesso con la Russia esiste già, il dittatore russo Vladimir Putin e il suo entourage non sono in prigione». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky risponde così a Politico, in un’intervista ripresa da Ukrainska Pravda. Da parte del presidente Usa Donald Trump i segnali, continua Zelensky, «indicano che è giunto il momento dei compromessi», sottolineando come Kiev ne abbia fatti «molti».
L’Ucraina aveva «accettato un cessate il fuoco incondizionato, ma Putin ha rifiutato», ha aggiunto. Una situazione che, per il presidente ucraino, durerà finché non verrà esercitata una vera pressione sul leader del Cremlino. L’unico modo per fermare «questa guerra» è «una pressione reale».
Il trilaterale
In un video diffuso su Telegram, il presidente ha fatto sapere che il paese ha definito il suo quadro negoziale per i colloqui trilaterali con Usa e Russia previsti a Ginevra il 17-18 gennaio, come annunciato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. La «priorità chiave», sottolinea il presidente ucraino, sono «le garanzie di sicurezza», mentre l’Ucraina si avvicina al quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa su larga scala, il 24 febbraio 2022.
La delegazione ucraina, guidata dal capo di gabinetto di Zelensky Kyrylo Budanov, è già partita per Ginevra, mentre gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero partecipare dopo aver preso parte ai colloqui con l’Iran a Mascate. La delegazione russa, aveva annunciato Peskov venerdì, sarà guidata dal consigliere presidenziale Vladimir Medinsky.
Nuovi aiuti
Intanto, alla conferenza di Monaco, Zelensky ha assicurato l’arrivo di «nuovi pacchetti di sostegno» per il paese: «Principalmente» arriveranno «i missili per la difesa aerea, per la protezione balistica», che ha rappresentato «il problema numero uno per tutto l'inverno». Un’emergenza di cui il presidente ha parlato a Monaco anche con il segretario di stato Usa Marco Rubio.
Di nuovo, infatti, circa cinquecento edifici a Kiev sono rimasti senza riscaldamento a seguito del raid russi lanciati il 12 febbraio. 2.600 abitazioni erano rimaste senza riscaldamento dopo il raid e gli operatori dei servizi pubblici hanno ripristinato il servizio in 2.100 di esse, ha fatto sapere il sindaco della capitale, Vitaly Klitschko.
Nella notte tra il 14 e il 15 febbraio, poi, su mandato dell’Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) e della procura per l’anticorruzione (Sapo) è stato arrestato l’ex ministro dell’Energia ucraino Herman Galushchenko, mentre cercava di attraversare il confine. Una procedura che si attiva quando la persona che cerca di lasciare l’Ucraina è coinvolta in procedimenti penali.
Accuse di terrorismo
Proprio alla conferenza di Monaco sono rivolte le accuse della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: «Perché, ad esempio, non c'è stata una tavola rotonda o una sessione di panel sul tema di come il regime di Kiev, da regime fantoccio che fingeva di essere democratico, si sia trasformato in una cellula terroristica internazionale con una sua caratteristica unica: una vena neonazista?», ha dichiarato in un’intervista alla tv russa Channel One, ripresa dall’agenzia Ria Novosti.
Il rapporto
Secondo il rapporto di Action on Armed Violence (AOAV), nel 2025 le vittime civili in Ucraina sono aumentate del 26 per cento. In particolare sono 2.248 le vittime e 12.493 i feriti a seguito degli attacchi russi nel paese. "Abbiamo assistito a questa erosione nel corso degli anni, da Homs ad Aleppo, a Mariupol e poi a Gaza. Ciò che ora sembra diverso è la sensazione che non esista più un ordine internazionale funzionante basato su regole in grado di chiamare i responsabili a rispondere delle loro azioni", ha dichiarato Iain Overton, direttore esecutivo dell'AOAV.
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