«Un attacco a uno è un attacco a tutti», scrivono i capi di stato e di governo nel testo che chiude il 36esimo meeting dell’Alleanza. Dall’Ucraina all’Iran: «Unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento tra nazioni libere e democratiche». Il presidente Usa torna ad attaccare Italia, Spagna e Groenlandia
«Noi, Capi di Stato e di Governo dell'Alleanza Nord Atlantica, ci siamo riuniti ad Ankara per riaffermare il nostro incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico», si legge nella dichiarazione conclusiva del 36esimo vertice Nato di Ankara, in Turchia, che si chiude anche con l'annuncio di «oltre 50 miliardi di dollari» per rafforzare la capacità di difesa, a cui si aggiungono «70 miliardi di euro in equipaggiamento militare all'Ucraina». Oltre che l'auspicio di «un’Europa più forte in una Nato più forte».
«Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa», si legge ancora nel testo che fa il punto della due giorni di meeting.
Per contrastare la minaccia a lungo termine che la Russia rappresenta per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica e la persistente minaccia del terrorismo, gli Alleati hanno ribadito che continuano a rispettare l'impegno di difesa assunto all'Aia, ricordando che nel 2025 «gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato i loro investimenti nella difesa di oltre 139 miliardi di dollari». «Continueremo a lavorare per eliminare le barriere commerciali nel settore della difesa tra gli Alleati», scrivono i capi di Stato e di governo che chiudono la dichiarazione in Medio Oriente: «Gli Alleati ribadiscono che l'Iran non deve mai possedere un'arma nucleare e invitano il Paese a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz»
Il prossimo vertice della Nato «sarà in Albania», ma «dobbiamo ancora decidere la data esatta», aggiunge il segretario generale dell’Alleanza Atlantica durante la conferenza stampa conclusiva dopo aver chiarito, a proposito dei contrasti tra gli alleati: le famiglie «in cui si litiga un poco sono più forti. Mi piace quando tra amici si può litigare un po’. E il presidente Donald Trump non è una persona che tiene le sue idee per sé».
La guerra russo-ucraina
La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha incontrato mercoledì 8 luglio il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a margine del vertice Nato ad Ankara: «Nel corso del colloquio è stato ribadito il fermo impegno dell’Italia al fianco dell’Ucraina e a favore di un percorso che conduca a una pace giusta e duratura», si legge in una nota di Palazzo Chigi.
La premier, poco dopo il suo arrivo al complesso presidenziale Bestepe di Ankara dove si tengono gli incontri del secondo giorno del summit Nato, accompagnata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dall’ambasciatore italiano presso la Nato, Alessandro Azzoni, ha anche confermato la prosecuzione dell’assistenza italiana alla popolazione ucraina, «con particolare attenzione agli interventi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche, duramente colpite dagli attacchi russi».
Questo «non è il momento giusto per negoziare con la Russia» che è «pronta a continuare la guerra» in Ucraina, dice il presidente della Lituania Gitanas Nauseda, a margine del summit: «Forse Vladimir Putin ha una percezione distorta della realtà perché pensa di conquistare tutto il Donbass entro quest’anno. Forse alcuni colleghi solleveranno la questione, ma non è il momento giusto per farlo, ora», conclude.
Anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte ha inviato il suo messaggio al presidente russo Vladimir Putin: «Questa Alleanza, che comprende un miliardo di persone in Europa, in Nord America e negli Stati Uniti, difenderà ogni centimetro del nostro territorio. E per proteggerci non attaccheremo mai nessuno, difenderemo solo i nostri alleati, le nostre democrazie, il nostro territorio. Quindi non prendeteci in giro, non provateci», ha detto prima di sottolineare l’impegno degli Usa nell’Alleanza e che «i bombardamenti statunitensi in Iran della scorsa notte fossero assolutamente necessari. Avevamo un cessate il fuoco e l’Iran lo ha sostanzialmente violato, lo abbiamo visto ieri con l’attacco alle navi. Ritengo sia assolutamente cruciale che gli Stati Uniti reagiscano con forza».
Tensione Trump-Ue
«L'Italia ha fatto molto male nelle scelte sulle sue basi», ha commentato a proposito del conflitto con l’Iran, invece, Donald Trump. Durante l’incontro con il segretario Nato Rutte, il presidente Usa ha anche parlato della Spagna - «un pessimo alleato, non voglio avere rapporti con loro, i rapporti commerciali sono finiti, sono un caso senza speranza» – e della Groenlandia: «È un grosso problema per me. È molto importante per gli Stati Uniti e non è importante per la Danimarca. Noi avevamo preso la Groenlandia e, stupidamente, l'abbiamo restituita. Noi abbiamo bisogno della Groenlandia per la protezione del mondo, non solo per la protezione degli Stati Uniti. E non aiuta la Danimarca, ma aiuta noi, ed è molto importante per noi. E la Danimarca è stata battuta, praticamente, in meno di un giorno da parte di Hitler, da parte dei nazisti, e quando questo è accaduto noi avevamo la Groenlandia, l'abbiamo ottenuta, ma non so perché poi la l'abbiamo restituita. Ovviamente io non l'avrei fatto, sicuramente non l'avrei fatto».
L'Ue «garantirà sempre che gli interessi degli Stati membri siano pienamente tutelati», ha affermato il portavoce della Commissione europea per il Commercio Olaf Gill dopo che Trump ha minacciato di interrompere ogni rapporto commerciale con la Spagna: «Ci aspettiamo che gli Stati Uniti onorino gli impegni assunti nell'ambito di quella dichiarazione congiunta, così come noi abbiamo onorato i nostri», riferendosi a un accordo commerciale firmato lo scorso anno tra Bruxelles e Washington.
Se il presidente Trump chiede «che cosa dà la Nato agli Usa», la Norvegia può rispondere che «dà molto agli Stati Uniti», perché mantenere la sicurezza «nell’Artico è importante anche per loro», ha replicato il premier norvegese Jonas Gahr Store a proposito delle critiche rivolte alla Nato da Trump. Mentre il premier ungherese Peter Magyar, al suo primo summit Nato, ha chiarito: «Siamo determinati a ristabilire l'Ungheria come un alleato affidabile, raggiungeremo il 5% entro il 2035».
L’attenzione sulla Groenlandia
Sulla situazione della Groenlandia si è espressa, invece, la premier islandese Kristrún Mjöll Frostadóttir: «Appartiene alla Danimarca», malgrado le dichiarazioni del presidente Usa che «non sorprendono», visti i precedenti. «Sono in corso conversazioni tra Danimarca e Usa sulla Groenlandia e, se è una questione di sicurezza dell’isola, nella Nato ci sono sette paesi che hanno know-how nell’Artico, inclusa la Finlandia, che dispone di migliaia di soldati allenati alle condizioni artiche», ha commentato il presidente della Finlandia Alexander Stubb.
Nonostante le controversie, però, durante l'incontro a porte chiuse dei leader ad Ankara, secondo quanto riporta Reuters, Trump ha detto agli alleati della Nato di voler mantenere gli Usa nell'Alleanza atlantica: «Vogliamo restare con voi», avrebbe detto una fonte dell’agenzia di stampa. Nel corso dell'incontro a porte chiuse, il presidente americano non avrebbe riproposto le critiche rivolte in precedenza alla Spagna né sarebbe tornato sulla questione della Groenlandia.
Le stesse fonti riferiscono che, durante la riunione con i leader dell'Alleanza, Trump «non ha avuto scatti d'ira», in controtendenza rispetto ai toni più duri usati poche ore prima nel punto stampa con il segretario generale della Nato Mark Rutte. Il presidente statunitense terrà una conferenza stampa al termine del vertice, durante la quale potrebbe fornire ulteriori indicazioni sulla sua posizione riguardo al futuro degli Stati Uniti nella Nato.
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