«Lo stop è finito. Abbiamo chiuso». Così, in un'intervista al Financial Times, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la ripresa degli attacchi contro le raffinerie russe, dopo la sospensione richiesta dagli Usa. Già nella notte, secondo il governatore della regione russa di Ryazan, Pavel Malkov, droni ucraini avrebbero colpito un impianto petrolchimico causando un incendio e danni ad altre strutture industriali.

Al centro della rottura con gli Usa ci sarebbero sia la denuncia di Zelensky della la sospensione della trasmissione delle informazioni di intelligence che consentono all’Ucraina di individuare in anticipo i missili lanciati dalla Russia, attivare gli allarmi e mettere al riparo la popolazione. A cui Washington ha risposto parlando di problemi tecnici. 

Sia il rallentamento di Starshield, il sistema satellitare di SpaceX utilizzato dall'esercito ucraino. Elon Musk ha replicato puntualizzando la differenza tra Starlink da Starshield, la versione militare del sistema che avrebbe subito i rallentamenti: questa  –  ha precisato –  è controllata dal governo americano e le eventuali restrizioni al suo utilizzo vengono decise dalle forze armate statunitensi. 

Alcune ore dopo il rallentamento,  secondo quanto una fonte del Ministero della Difesa ucraina ha dichiarato al Kyiv Independent, la connettività del sistema sarebbe stata ripristinata: «Ad oggi, il servizio Starshield per gli spostamenti è stato ripristinato e rimane operativo. Abbiamo ricevuto conferma di questo tramite i rapporti delle nostre unità», ha comunicato la fonte. 

Zelensky ha criticato anche l’ammirazione di Trump per Putin e il riavvicinamento economico tra Washington e Mosca. Sullo sfondo, infatti, resta la decisione americana di allentare temporaneamente le sanzioni sul diesel russo, contestata da Kiev perché rischia di garantire nuove entrate al presidente della Federazione. Secondo Reuters, Washington sta valutando anche ulteriori deroghe per alcune navi della cosiddetta flotta ombra, nel tentativo di ridurre i costi del trasporto petrolifero.

Nella polemica tra Trump e Zelensky, nella notte, è intervenuto anche Elon Musk, che su X ha chiesto apertamente le dimissioni del presidente ucraino: «Questo massacro continuerà. È ora che Zelensky se ne vada», ha scritto rispondendo a un post che commentava l'intervista rilasciata dal leader di Kiev al giornalista britannico Piers Morgan.

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