Il più piccolo ha appena vinto il Mondiale under 20 a Eugene, il più grande ha ottenuto la miglior qualificazione agli Europei. Si passano il testimone da una pedana all’altra, con tre anni di differenza e una gara a distanza destinata presto a diventare sfida diretta. In Italia ci sono già stati fratelli d’oro, mai però una coppia così competitiva nella stessa disciplina. Intanto il “capoclasse” Furlani ha rimediato un nuovo infortunio
Un giorno Tilen Pogacar, fratello di Tadej, fu avvicinato dai dirigenti del club ciclistico locale che gli proposero di pedalare nella loro squadra. Il ragazzo sloveno rispose in modo eloquente: «Io vengo, però il più forte è mio fratello piccolo, mi stacca sempre». Il suggerimento fu profetico. Pogacar, nel senso di Tadej, è oggi il campionissimo del ciclismo e ha appena vinto il suo quinto Tour de France.
Francesco Inzoli, che stamattina, lunedì 10 agosto, si è qualificato con la migliore misura di 8,34 (il vento era di 3,1 metri al secondo, oltre la soglia di regolarità dei 2, il risultato è stato valido per la gara ma non omologabile come primato personale) alla finale di martedì nel salto in lungo degli Europei di Birmingham, fino a poco tempo ripeteva qualcosa di molto simile riferendosi al fratello più giovane di tre anni, Daniele, laureatosi campione del mondo under 20 nella notte fra sabato e domenica a Eugene: «È lui il più dotato».
Stavolta, però, Francesco ha scherzato in un altro modo dicendo che «bisognava mettere qualche altro centimetro da lui». Cioè da Daniele. Storie di fratelli. Fratelli che crescono. Fratelli che non remano insieme, vedi per citare il caso più noto, Carmine e Giuseppe Abbagnale nel canottaggio, ma contro. Un “contro” relativo perché Francesco e Daniele almeno per il momento stanno gestendo motivandoci reciprocamente queste loro “primarie” in famiglia.
Scuola Howe
Famiglia che ha l’atletica leggera e lo sport dentro: la mamma Danielle, arrivata in Italia dal Camerun, ha calcato anche lei le pedane prima di studiare medicina e diventare ginecologa. Peraltro ora i due hanno pure lo stesso allenatore, Fabrizio Donato, il bronzo del triplo di Londra 2012, che alle Fiamme Gialle, all’Infernetto, il mare di Ostia lontano pochi chilometri, ha messo su un centro di assoluto valore che ha nel triplista Andy Diaz il suo leader, e nel grande ex (ma ex fino a un certo punto perché il vizio di correre non gli è del tutto passato) Andrew Howe, una sorta di consulente-testimonial-suggeritore. In effetti il duo Inzoli ha qualcosa di Howe anche in questo ballare fra la velocità, un po’ il grande amore di entrambi, e il salto il lungo.
Francesco è ormai in pianta stabile a Roma dove studia Scienze della formazione primaria. Daniele raggiunge il fratello una settimana al mese perché deve completare il liceo scientifico a Milano, dove lo segue per i lavori di velocità Riccardo Cantinari.
Questione di pazienza
Nello sport non è certo una novità una famiglia con due sorelle o fratelli competitivi al massimo livello. Fatte le debite proporzioni, Serena e Venus Williams hanno giocato contro nove finali di tornei del Grande Slam. E pure nello sport Italiano ci sono state rivalità “familiari” da oro e argento olimpico: Nedo Nadi fu primo e suo fratello Aldo secondo nella sciabola individuale alle Olimpiadi di Anversa 1920; nel concorso di salto a ostacoli dell’equitazione, a Roma 1960, ci fu l’accoppiata formata da Raimondo e Piero D’Inzeo.
Più recentemente, a Rio 2016, ci colpì l’oro e argento dei fratelli Brownlee nel triathlon, primo Alistair, secondo Jonathan. Stiamo correndo, lo sappiamo, ma la storia di Francesco e Leonardo Inzoli fa un po' volare con l’immaginazione. Poi di mezzo ci sono tante cose, compresi gli infortuni che nei salti sono sempre un bruttissimo cliente da tenere a bada.
Ne sa qualcosa Mattia Furlani, il campione del mondo del lungo che è stato vittima proprio oggi di un incidente al bicipite femorale della coscia destra uscendo dolorante in carrozzina dallo stadio dove Inzoli si è issato in cima. Riuscire nello sport è anche una questione di pazienza e in questo senso soprattutto Francesco ha dimostrato di averne abbastanza visto che ha vissuto pure i suoi momenti di buio con diverse soste forzate.
In questo momento, Francesco ha un vantaggio sul fratello di Daniele di tre anni e 12 centimetri: 8,27 rispetto a 8,15. Nella finale di martedì il più grande sarà in pedana e il fratello farà da spettatore. Poi arriverà anche il momento delle sfide dirette. Il derby in famiglia è appena cominciato.
© Riproduzione riservata