Unica tedesca a gareggiare nella Aerials, una disciplina di sci freestyle in cui si salta da una rampa ripida senza bastoncini eseguendo avvitamenti in aria non contemplata dal Comitato olimpico della Germania, l’atleta deve finanziarsi una stagione che costa circa 70mila euro. Da sola si cerca gli sponsor, da sola pianifica e organizza le trasferte. Non pochi atleti ricorrono al crowdfunding per essere alle Olimpiadi
Milano-Cortina è molto più di una gara. Nella rubrica “Oltre il traguardo” ogni giorno troverete un racconto che nasce dai Giochi: una vittoria, una caduta, un’attesa, un gesto rimasto ai margini. Storie di atleti e persone, di sogni e sacrifici, perché l’Olimpiade non finisce al traguardo: continua nelle vite che attraversa. Qui tutte le puntate. “Oltre il traguardo” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Cronache dal ghiaccio”, un focus su risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti di ogni giornata.
Tutti sognano i Giochi olimpici. Ma spesso per esserci non basta essere i migliori in uno sport. Ci vogliono molti soldi per pagarsi allenamenti, trasferte, coach, non tutti hanno alle spalle federazioni e comitati olimpici solidi. E gli sport invernali sono anche più costosi. Così, non sono pochi gli atleti che per essere a Milano-Cortina hanno dovuto fare ricorso a piattaforme di crowdfunding.
Lo sciatore irlandese Cormac Comerford ha chiesto aiuto ai suoi tifosi per l’attrezzatura. Valentina Ascic, pattinatrice di short track croata, voleva ad Assago i genitori, le tre sorelle e i due fratellini, «sono stati al mio fianco in tutti i momenti più belli», e ha raccolto 7mila euro.
Laila Edwards, giocatrice di hockey su ghiaccio degli Usa, ha ricevuto più di 600 donazioni per un totale di 60.000 dollari per portare in Italia tutta la famiglia. Persino i bobbisti giamaicani, che ormai sono un fenomeno globale, hanno avuto bisogno di sostegno economico per qualificarsi ai Giochi.
Poi c’è chi fa da sé, come Emma Weiss, che lavora giorno e notte per mantenersi come atleta di altissimo livello. Da sola si cerca gli sponsor, da sola pianifica e organizza le trasferte. Ventisei anni appena compiuti, tedesca di Albstadt, a sud di Stoccarda, Emma ha scelto uno dei pochi sport non contemplati dal comitato olimpico del suo paese.
Emma è infatti l’unica tedesca a gareggiare nella Aerials, una disciplina di sci freestyle in cui gli atleti saltano da una rampa ripida senza bastoncini ed eseguono diversi salti mortali e avvitamenti in aria.
Qualificazioni rinviate per neve
Il decollo, l’esecuzione delle figure in aria e l'atterraggio sono soggetti a valutazione, grado di difficoltà e precisione giocano un ruolo fondamentale.
La rampa ha un'inclinazione di 76 gradi e atleti come Emma volano a 12-15 metri di altezza a una velocità tra i 55 e i 58 chilometri all’ora. «Siamo una delle discipline più spettacolari che si possano vedere ai Giochi». Vittoria e sconfitta sono molto vicine nel freestyle: basta un atterraggio sbagliato a eliminare anche le grandi favorite. Weiss fa tutto in autonomia, ma ha un alleato prezioso. «Ho intrapreso un viaggio per Dio, perché ho sperimentato il suo amore e la sua grazia, che semplicemente non sono di questo mondo».
Quella di Livigno è la seconda Olimpiade di Weiss. A Pechino non superò le qualificazioni, qui punta a piazzarsi tra le prime sei. «In Cina fu un incubo. Avevo avuto il covid tre mesi prima, e il test è rimasto positivo a lungo». Martedì 17 febbraio doveva essere il primo giorno di qualificazioni, ma una bufera di neve ha costretto gli organizzatori al rinvio.
Emma è arrivata in Italia con sua sorella e i suoi genitori. Armin, il papà, ha gareggiato alle Olimpiadi di Albertville nello sci acrobatico. Era anche il suo allenatore, ma da qualche mese Emma si è affidata al ceco Jaroslav Novak, che però costituisce un ulteriore esborso. «Devo coprire una parte delle spese di viaggio e alloggio di Jari. Poi, naturalmente, riceve il suo stipendio e una parte del mio premio in denaro».
In equilibrio sul mondo
Emma va a prepararsi in Finlandia e negli Stati Uniti, ha bisogno di fare esercizi di bungee jumping, oltre che intensi allenamenti di danza classica, equilibrio e salti sul trampolino.
Per le gare viaggia dalla Cina ai Paesi nordici, una stagione le costa sui 70mila euro. «Quest'anno ho davvero bisogno di trovare un po' di soldi da qualche parte, altrimenti finirò in rosso».
Tra salto con gli sci e allenamento di mobilità, sessioni in palestra o con il fisioterapista, Emma non si allena meno di 40 ore a settimana. E ha sperimentato quanto possa essere pericoloso il suo sport. Nel 2019 ha avuto una frattura a spirale della parte superiore del braccio. Poi una rottura parziale del legamento crociato anteriore del braccio sinistro e una rottura del menisco del destro.
Adesso è finalmente nella migliore condizione fisica possibile, e non vede l’ora di dimostrarlo. «Ho anche una nuova tuta, che mi sta davvero bene».
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