Gli azzurri sono stati una coppia anche nella vita per quattro anni. Si sono lasciati nel 2023, alla vigilia dei Mondiali. E hanno deciso di continuare la loro relazione sui pattini per arrivare a Milano-Cortina. Con l’aiuto di uno psicologo. Ma i primi errori (di Sara) hanno riaperto vecchie ferite. Gioie e dolori della più intima tra le discipline olimpiche
Milano-Cortina è molto più di una gara. Nella rubrica “Oltre il traguardo” ogni giorno troverete un racconto che nasce dai Giochi: una vittoria, una caduta, un’attesa, un gesto rimasto ai margini. Storie di atleti e persone, di sogni e sacrifici, perché l’Olimpiade non finisce al traguardo: continua nelle vite che attraversa. Qui tutte le puntate. “Oltre il traguardo” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Cronache dal ghiaccio”, un focus su risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti di ogni giornata.
Le Olimpiadi invernali ci stanno mostrando un campionario di sport estremi, in cui gli atleti mettono a rischio le loro vite. Ma di tutte le discipline a cui assistiamo, il pattinaggio di coppia potrebbe essere quella più estrema. Non ci riferiamo a quando sul ghiaccio l’uomo con i pattini tiene la sua compagna in equilibrio sulla testa o a quando la lancia per aria per poi andarsela a riprendere dopo un po’. Il peggio succede quando tutto questo lo devi fare insieme al tuo ex.
Sara Conti e Niccolò Macii sono stati fidanzati per più di quattro anni, e contemporaneamente erano una coppia anche sul ghiaccio, allenandosi insieme tutti i giorni, molte ore al giorno. Poi si sono lasciati. Succede. Il problema è che loro due non hanno smesso di essere una squadra sui pattini, sono andati avanti ad allenarsi tutti i giorni all’IceLab di Bergamo. L’obiettivo era arrivare ai Giochi olimpici in casa. Questi.
È stato tutt’altro che semplice. «Quando un amore si rompe - ha spiegato Sara a Sette - spesso anche la coppia artistica va in frantumi. Noi siamo riusciti a ritrovare la forza di rimetterci insieme in pista e di riprendere a perseguire i nostri obiettivi. Ora litighiamo anche molto meno». C’è voluto l’aiuto di un bravo psicologo, e un anno di tempo, come ha raccontato Niccolò. «Il tempo necessario per ricostruire il nostro rapporto e trovare la stabilità sul ghiaccio. Dietro le nostre vittorie c'è il lavoro fatto con lui».
Lo psicologo lavora ancora con Sara e Niccolò per aiutarli a gestire la tensione delle gare e negli ultimi mesi la pressione dell'Olimpiade. La vita è andata avanti. Niccolò si sposa a fine agosto con Vanessa, e Sara è tra gli invitati, insieme al pattinatore tedesco naturalizzato spagnolo Tim Dieck, il suo nuovo amore.
Ottavi dopo il programma corto
In apertura di Olimpiadi, Sara e Niccolò hanno vinto la medaglia di bronzo nel Team Event con la nazionale italiana. Domenica 15 hanno esordito nella gara a coppie con lo short program: Conti e Macii hanno pattinato sulle musiche di The Wild Bull, Concerto de España. Sono partiti bene, poi però c'è stata un'indecisione di Sara in uscita dal triplo Salchow che si è portata dietro altre imprecisioni in serie. Il punteggio tecnico è stato molto basso e li ha condannati all’ottavo posto a metà gara. Che è diventato un sesto posto finale dopo il programma libero, anche quello non perfetto.
Pattinare insieme non vuol dire soltanto dividere gran parte del tempo, ma anche affidarsi: ci vuole una fiducia cieca per farsi lanciare in aria e aspettare che il tuo partner ti riprenda. «Ci conosciamo come fidanzati, come non fidanzati, come felici e come infelici», ha detto Niccolò per sottolineare la loro totale sintonia. «Sul ghiaccio, vogliamo solo lavorare insieme. Abbiamo la stessa mentalità», ha aggiunto Sara.
Ma i suoi errori nello short program hanno evidenziato qualche non detto. Dopo l’esibizione, Niccolò ha parlato davanti alle telecamere degli errori di Sara. Lei lo guardava raggelata. Ha sorriso soltanto quando le hanno mostrato le immagini di Tim, in tribuna, vestito da matador per incitarla. Da una parte la vecchia vita, dall’altra la nuova. Era così chiaro.
All’inizio hanno fatto finta
Fu proprio Sara che nel 2023 decise che non avrebbero più dovuto stare insieme. Pochi giorni prima del loro primo campionato del mondo. «Di solito per anni, o almeno per mesi, non vuoi neanche vedere quella persona», ha raccontato Sara. Nel loro caso, vedersi era il minimo. Dovevano toccarsi, stringersi, sfiorarsi con il viso. L’intimità che richiede il pattinaggio a coppie è totale. «Devi far vedere alla gente che stai bene. Ma non è così». All'inizio hanno fatto finta. Sono riusciti in qualche modo a vincere una medaglia ai Mondiali.
L'anno successivo è stato molto difficile e i loro risultati sono andati in calando. Soltanto il sogno di pattinare alle Olimpiadi in casa li ha tenuti insieme. Stranamente, a loro non importava dove dovessero mettere le mani l'uno sull'altro, niente era imbarazzante. Erano tutti e due concentrati a mantenere l'equilibrio e a raggiungere la perfezione. Né Sara né Niccolò pensano che il pattinaggio abbia a che fare con il sesso. «Quando la sollevo, diventa un manichino per me, e lo stesso vale per lei. Per Sara, è come essere seduta su una sedia».
Sara ha detto che non ha mai smesso di fidarsi di lui, sapeva che non l’avrebbe mai lasciata cadere. Ma lui non le credeva. Lo psicologo ha spiegato a entrambi che evidentemente si aggrappavano l'uno all'altra. E valeva la pena continuare a provarci, e vedere dove li avrebbe portati il pattinaggio.
Un anno dopo la rottura, le cose sono migliorate. Se ne sono resi conto quando hanno ripreso a litigare normalmente sul ghiaccio, per i dettagli. «Ci spieghiamo meglio e di solito troviamo la soluzione», ha detto Sara. «Se non la troviamo, allora diciamo: Ok, ci vediamo domani, ciao».
A questi Giochi Sara e Niccolò non sono mai riusciti a escludere tutti i pensieri e a pattinare con la testa libera. Anche se hanno cambiato la loro vita per arrivare a questi Giochi. Pattinare con il tuo ex, il più estremo degli sport olimpici.
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