La Cina contro Kylian Mbappé e la Liga spagnola. La televisione di stato cinese CCTV, la principale emittente televisiva cinese, avrebbe deciso di interrompere la trasmissione delle partite del campionato spagnolo di calcio, dopo le parole dell’attaccante francese del Real Madrid, ritenute irrispettose verso l’ex leader comunista Mao Zedong.

Il caso è emerso martedì, dopo che sul social Weibo ha iniziato a circolare il video di una recente intervista in cui Mbappé commentava un meme che lo paragona a Mao. L’attaccante del Real Madrid è abbastanza discusso su internet e accusato di essere una sorta di “dittatore” all’interno dello spogliatoio del suo club: da mesi il suo volto viene associato a quello di governanti autoritari, tra cui appunto Mao Zedong, che nell’intervista viene chiamato da Mbappé «un dittatore cinese», senza dirne il nome.

Questo è stato sufficiente per sollevare molte critiche sul calciatore in Cina, che hanno condotto anche al ritiro di alcune importanti sponsorizzazioni personali da parte di brand come Mengiu, un’azienda di latticini, e Dongpeng, che produce bevande. Anche Lin Jian, portavoce del ministero degli Esteri, è intervenuto nella vicenda, dicendo che le parole del calciatore hanno offeso la popolazione cinese.

Infine, come riportato dal sito d’informazione di Shanghai The Paper, sarebbe arrivato lo stop alle trasmissioni delle partite dell’intero campionato spagnolo. Condizionale d’obbligo, perché sul sito di CCTV le partite della Liga figurano ancora nella programmazione del prossimo fine settimana.

Non è però la prima volta che CCTV adotta una simile politica: nel 2019, l’emittente aveva già deciso di sospendere la trasmissione delle partite dell’Arsenal, dopo alcuni commenti del centrocampista tedesco Mesut Özil. Il giocatore, che è di origini turche, aveva denunciato le violazioni dei diritti degli uiguri, una popolazione turcofona e musulmana dello Xinjiang, nella Cina occidentale. Questa volta, però, non è stato solo il Real Madrid a essere sanzionato, ma l’intera Liga.

Ecco perché, nonostante le scuse di Mbappé, il presidente della Liga, Javier Tebas, ha preso le distanze dai commenti del giocatore francese, definendole «offensive per il popolo cinese». Non si tratta, però, solo di proteggere il brand: Tebas è da tempo ai ferri corti con Florentino Pérez, il potente presidente del Real Madrid, e ha probabilmente colto l’ennesima occasione di mettere in imbarazzo il rivale, sfruttando questo incidente diplomatico. I due sono avversari dai tempi dello scandalo della Superlega, nell’aprile 2021, ma di recente le tensioni si sono ulteriormente esasperate.

Lo scontro interno

Il Real Madrid lamenta da tempo di subire torti arbitrali, suggerendo che si tratti di una strategia deliberata della Liga e chiedendo le dimissioni di Tebas. Di mezzo c’è anche il caso Negreira, ovvero lo scandalo che coinvolge il Barcellona, principale rivale del Real: il club catalano è accusato di aver versato tra i 7 e gli 8 milioni di euro all’ex vicepresidente del comitato tecnico degli arbitri spagnoli, tra il 2001 e il 2018. Durante la partita dello scorso 18 ottobre contro il Siviglia, i tifosi del Real hanno esposto uno striscione che accusava Tebas e Negreira di corruzione. Il presidente della Liga, per contro, ha detto che la strategia comunicativa del Real Madrid contro di lui ricorda quella di Joseph Goebbels.

Il conflitto tra la Liga e il Real entra dunque trasversalmente nella questione tra Mbappé e la Cina, rivestendo un ruolo forse anche più rilevante rispetto all’evidente tema economico. È vero la Cina è un mercato su cui il calcio spagnolo sta investendo molto a livello di promozione, ma per adesso con scarsi risultati. La Premier League inglese è infatti di gran lunga il campionato più popolare nel paese asiatico, mentre la Liga resta molto distante. Il valore economico dell’accordo con CCTV non è noto, ma si tratta di un contratto non esclusivo, e quindi non particolarmente remunerativo.

Il detentore principale dei diritti tv della Liga in Cina è la piattaforma Migu, anch’essa di proprietà statale e che, al momento, non sembra voler bloccare la trasmissione delle partite. L’accordo con Migu è stato sottoscritto lo scorso agosto e ha un valore stimato tra i 20 e i 25 milioni di euro a stagione fino al 2029/30: significa che la cifra che il campionato spagnolo riceve da CCTV è necessariamente inferiore, probabilmente tra i 5 e i 10 milioni di euro a stagione. Considerando che la Liga guadagna circa 900 milioni di euro a stagione da diritti televisivi internazionali, il mercato cinese pesa poco più del 3 per cento.

La Cina è da tempo indicata dagli esperti come un mercato di enorme potenziale per il calcio europeo, ma le sue promesse non sono ancora state mantenute. La Premier League non guadagna più di 40 milioni di euro a stagione, tramite il suo accordo con la piattaforma di streaming iQiyi Sports: nel 2019, Suning pagava 215 milioni all’anno per trasmettere il campionato inglese.

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