Ogni giorno il meglio di Milano-Cortina 2026 in un colpo d’occhio: risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti della giornata olimpica. Dalle piste alle piste di ghiaccio, un racconto essenziale e puntuale per non perdersi nulla dei Giochi. Qui tutte le altre puntate. "Cronache dal ghiaccio” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Oltre il traguardo”, che racconta invece una storia che nasce dai Giochi.


All’ultimo respiro. E all’ultimo tiro. La vincono gli Usa all’extratime, 2-1. Canada freeze, resta di ghiaccio. Il sipario su Milano-Cortina cala con la suspense dell’hockey. Stati Uniti in vantaggio nel primo tempo con Matt Boldy, canadesi bravi a rimontarla nel secondo con Cale Makar e pessimi nel gettare via tante occasioni. Troppe, lo sport non ti perdona. 

La risolve nel tempo supplementare Jack Hughes, il fenomeno a stelle e strisce. Gli americani tornano all’oro olimpico dopo 46 anni. Era il 1980, l’anno del Miracolo sul ghiaccio. Possiamo dirlo: Miracle is back. Tra maglie, caschetti che volano, abbracci a bordo pista, spunta anche la maglia di Johnny Gaudreau, il campione dell’NHL ucciso da un automobilista ubriaco insieme al fratello. A Santa Giulia c’erano anche i genitori di Johnny. L'ingresso in campo degli States è stato fischiato da gran parte del pubblico di Santa Giulia. Il fantasma di Trump è qui.

Canadesi al tappeto, ma per lunghi minuti avevano dato l’impressione di poter avere la meglio. Nel terzo periodo l’occasione più nitida l’avevano avuta loro. E quando sbagli un gol facile lo sappiamo tutti cosa pretende la legge dello sport.

Nel 2010, a Vancouver, le situazioni erano invertite: il Canada aveva vinto allo stesso modo, all’overtime. Questa è la vendetta perfetta. Esultano tutti. Anche Brock Nelson, uno dei più attesi in casa Usa. Continua la tradizione: suo zio, Dave Christian, faceva parte della squadra del 1980. E suo nonno, Bill Christian, faceva parte della nazionale che vinse l’oro nel 1960.

Quinto posto per il bob azzurro

Era la chiusura dei Giochi a Cortina, ed era anche l’ultima occasione per l’Italia di arrivare a 31 nel medagliere superando l’Olanda. È finita con il quinto posto per il bob azzurro di Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Robert Mircea. A 25 centesimi dal podio.

È mancata la tripletta della Germania sul podio al termine della gara sulla pista intitolata alla leggenda Eugenio Monti. Oro per l’equipaggio tedesco del mito Johannes Lochner. Argento, il secondo di fila, per l’altro tedesco Francesco Friedrich. Bronzo, a sorpresa, per la Svizzera di Michael Vogt che supera di appena quattro centesimi Adam Ammour, con il terzo equipaggio tedesco, di soli 4 centesimi.

La brutta figura di Israele

Si è chiusa con una figuraccia l’Olimpiade della squadra israeliana: il quartetto del bob è stato escluso dal Comitato olimpico di Tel Aviv e non ha potuto disputare le ultime due manche. In una dichiarazione rilasciata al The Times of Israel questa mattina, il Comitato olimpico israeliano ha ammesso di aver squalificato la squadra del bob a 4 dopo che uno dei suoi atleti ha mentito ai funzionari olimpici per permettere a un compagno di squadra, Ward Fawarseh, di gareggiare al suo posto.

Israele era all'ultimo posto dopo le due manche di sabato 21. Questa mattina dovevano scendere in pista AJ Edelman, Menachem Chen, Omer Katz con Ward Fawarseh al posto del titolare Uri Zisman. Zisman ha dichiarato di non sentirsi bene, si è persino sottoposto a una visita medica che lo confermasse, per permettere al suo compagno, inizialmente riserva, di debuttare ai Giochi diventando così il primo atleta druso olimpico israeliano. Per poi confessare «al capo della delegazione di aver agito in modo improprio». Questo ha fatto sì che il Comitato olimpico israeliano squalificasse la squadra.

Gu superstar

Eileen, fortissimamente Eileen: la fuoriclasse Gu, con un vistoso fiocco color oro tra i capelli nerissimi, canta l’inno cinese sul podio di Livigno, facendo andare di traverso a Donald Trump e ai suoi amici la sua terza medaglia a Milano-Cortina, la sesta nei suoi appena 22 anni.

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Eileen Gu sa fare tutto: il suo sport, l’università (studia fisica quantistica a Stanford), i soldi (guadagna 23 milioni di dollari l’anno con gli sport, lo sci gliene porta appena 100mila), la moda (ha sfilato per Louis Vuitton, Tiffany, Gucci). L’ultima medaglia, d’oro, è arrivata nell’halfpipe, come già a Pechino 2022, dopo i due argenti nel big air e nello slopestyle. Argento all’altra cinese Li Fanghui e bronzo alla britannica Zoe Atkim.

Un successo in rimonta. Prima dopo i salti di giovedì, Gu è caduta al suo secondo salto. Con solo due run nelle qualificazioni, ha dovuto fare un miracolo nella seconda. E il miracolo c’è stato. In finale ha fatto semplicemente Eileen Gu.

Purtroppo dopo la gara Eileen è stata raggiunta dalla notizia della morte della nonna materna, uno dei motivi per cui ha scelto di rappresentare la Cina. 

La rivincita di Ebba

Un oro storico quello di Ebba Andersson: la svedese, 28 anni, ha vinto la prima 50 km di fondo della storia olimpica femminile. Gara tutta d’attacco per Andersson, che dopo aver conquistato già tre medaglie d’argento in questi Giochi (ricorderete la beffa nella staffetta, con Ebba costretta a correre per centinaia di metri dopo aver rotto l'attacco di uno sci), prende l'oro nella prova più dura di tutte.

Argento alla norvegese Heidi Weng, al traguardo con 2'15" di ritardo. A oltre sei minuti le altre. Bronzo, a sorpresa, per la svizzera Nadja Kaelin. Diciassettesima a 14’ l'unica italiana al via, Anna Comarella, all’ultima gara della sua carriera.

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