È avvenuto durante la telecronaca della gara di bob a quattro dei Giochi invernali, su Rai 2. Il responsabile ad interim di Rai Sport, Lollobrigida: «Espressione inaccettabile, lo sport deve unire». L’amministratore delegato: «Apriremo un procedimento disciplinare per accertare con la massima rapidità eventuali responsabilità». Dalla comunità ebraica alla Lega, tutte le reazioni
Le Olimpiadi di Milano-Cortina si confermano indigeste per la Rai. Dopo il caos dell’ormai ex direttore di Raisport, Paolo Petrecca, dimessosi dopo le polemiche scaturite dalla sua telecronaca durante la cerimonia d’apertura dei Giochi che avevano portato anche allo sciopero della redazione, nella mattinata di oggi, sabato 21 febbraio, una gaffe durante la telecronaca della gara di bob a quattro ha gettato nuovamente viale Mazzini al centro delle polemiche.
In apertura della diretta su Rai 2, stamattina una voce fuori onda ha detto: «Evitiamo l'equipaggio 21, che è israeliano», seguito da un «no perché...», una frase spezzata perché poi l'audio è stato sfumato ed è stata avviata la telecronaca vera e propria. Sull’equipaggio israeliano del bob, tra l’altro, già nei giorni scorsi Israele aveva sollevato il caso del telecronista svizzero Stefan Renna che, durante tutta la discesa della gara di bob a due degli atleti israeliani Adam Edelman e Menachem Chen, aveva ricordato in cabina di commento i post del primo a sostegno della guerra a Gaza e del governo Netanyahu.
Immediate sono arrivate le scuse del responsabile ad interim di Rai Sport, Marco Lollobrigida, che ha preso il posto del dimissionario Petrecca, che lascerà dopo la chiusura dei Giochi. In una nota, Lollobrigida parla di «espressione inaccettabile che non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di Rai Sport» e, «a nome della Direzione» esprime «sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori. Sono state avviate immediate verifiche interne per accertare responsabilità. Lo sport deve unire e non dividere».
A stretto giro è arrivata anche la reazione di Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai. «L’episodio verificatosi nel corso della diretta su Rai 2 rappresenta un fatto grave, contrario ai principi di imparzialità, rispetto e inclusione che devono caratterizzare il servizio pubblico. La Rai ha pertanto avviato un’istruttoria interna finalizzata all’apertura di un procedimento disciplinare per accertare con la massima rapidità eventuali responsabilità. Obbligo di Rai è di garantire una narrazione sportiva improntata al rispetto di tutti gli atleti e di tutte le delegazioni, senza alcuna distinzione. Lo sport è competizione, ma soprattutto è incontro, dialogo e unità».
Anche il Cda Rai ha espresso «la più ferma condanna per quanto emerso» e ha parlato di «parole inaccettabili, che non rappresentano i valori del servizio pubblico e l'impegno contro ogni forma di antisemitismo e discriminazione», rivolgendo le scuse «alla Comunità ebraica, agli atleti coinvolti e a tutti coloro che si sono sentiti offesi».
Le scuse in diretta
Nel collegamento successivo con la gara di bob, il telecronista Dario Di Gennaro ha letto un comunicato di scuse a nome della direzione e di tutta RaiSport: «Desidero personalmente e a nome della direzione di Rai Sport rivolgere ai telespettatori e in particolare agli atleti e alla delegazione israeliana le nostre più sincere scuse per quanto andato in onda poco fa. L'espressione andata nel fuorionda prima della gara di bob a quattro è stata del tutto inappropriata e non rispecchia in nessun modo i valori dello sport e del rispetto che devono guidare il servizio pubblico e in particolare il nostro lavoro. Lo sport è incontro, rispetto e condivisione ed è con questo spirito che proseguiamo il nostro racconto della gara».
Le reazioni
«Un atto di antisemitismo chiaro e limpido che deve essere punito»: non ha usato mezzi termini il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, nel commentare la vicenda. Secondo Meghnagi, non bastano le scuse del servizio pubblico: «Dovrebbe chiedere scusa chi lo ha detto. Se questi atti non vengono puniti, vengono tollerati» e questo vale ancora di più «alle Olimpiadi». «È incitamento all'antisemitismo che va punito. Mi auguro che il ddl che sarà votato il 3 marzo riesca a passare con un ampio consenso in parlamento».
Dello stesso avviso i parlamentari della Lega in Vigilanza Rai, che in una nota auspicano «chiarezza e provvedimenti». Secondo i parlamentari del Carroccio, «lo sport non deve diventare territorio di scontro, tradendo così anche tutti i principi e lo spirito olimpico. Qualcosa di inaccettabile soprattutto se ascoltato dalle reti pagate con il canone. Questa è l'ennesima prova che il cambiamento auspicato per un servizio pubblico equilibrato non è minimamente stato raggiunto».
Sul tema si è esposta anche Maria Elena Boschi, deputata di Italia viva: «Non è una gaffe. è una frase gravissima che tradisce un pregiudizio incompatibile con il servizio pubblico. La correttezza, l'imparzialità e il rispetto sono obblighi inderogabili per un'azienda che rappresenta il paese e le istituzioni. Il servizio pubblico, pagato dagli italiani, dovrebbe essere il primo a farsi portatore di questi valori. Doverose le scuse, ma non bastano. Servono verifiche rapide e responsabilità chiare».
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