La morte di Taty Almeida riporta l’attenzione sull’album creato dall’attivista argentino Ariel Cuadra: sedici figurine ispirate alla Coppa del mondo 2026 per raccontare la lotta delle Madri e delle Nonne che dal 1977 chiedono giustizia per i desaparecidos vittime della dittatura
A metà giugno, all’età di 95 anni, è venuta a mancare Taty Almeida, la sesta figurina dell’Álbum de Abuelas y Madres de Plaza de Mayo. A cinquant’anni dal golpe del generale Jorge Videla, che inaugurò la dittatura militare in Argentina, Ariel Cuadra, attivista, docente e operatore culturale, ha realizzato un album di figurine con le foto delle madri e le nonne de Plaza de Mayo.
L’album della memoria
«L’entusiasmo argentino per i Mondiali nelle settimane che precedono il fischio d’inizio è noto. E insieme ai Mondiali arrivano anche l’album cartaceo e gli scambi delle figurine», racconta l’artista. Da questa consuetudine nasce l'idea di utilizzare uno degli oggetti simbolo del calcio per raccontare la storia delle donne che dal 1977 chiedono giustizia, verità e memoria per le migliaia di desaparecidos vittime del regime.
«L’accesso all’album è pubblico e gratuito: era una delle mie intenzioni principali fin dall’inizio del progetto», spiega. «Volevo raggiungesse il maggior numero possibile di persone e che fosse accessibile. Per questo il file contiene poche pagine ed è economico da stampare». L’album si compone di tre pagine doppie, più una quarta singola dove sono presenti venti figurine, sedici di Madri e Nonne e quattro di luoghi, da ritagliare. L’idea è stata accolta subito da H.I.J.O.S. Capital e ha avuto talmente tanto successo che in pochi giorni il link del download si è saturato ed è stato necessario sostituirlo.
La discesa in campo anche dell’organizzazione Abuelas de Plaza de Mayo ha poi permesso al progetto di diffondersi maggiormente. «Abbiamo ricevuto video da molte scuole del paese e visto l’album diventare uno strumento educativo in classe. Le famiglie si sono ritrovate attorno a un tavolo per completare insieme l’album e non è successo soltanto in Argentina, mi hanno scritto persone da Spagna, Francia, Colombia e Brasile, tra gli altri. L’intenzione di creare momenti comunitari attorno alle Madri e alle Nonne ha superato ogni nostra aspettativa».
Per realizzare il progetto Ariel Cuadra ha impiegato circa un mese e mezzo ritagliando il tempo tra l'insegnamento, il lavoro presso il Comune di Berazategui e l'attività di artista socialmente impegnato. La ricerca dei dati e delle informazioni è partita scandagliando siti e portali di organizzazioni per i diritti umani, l’estetica di riferimento, ovviamente, quella dell’Album del mondiale 2026. Proprio intorno al Mondiale maschile in corso in Canada, Messico e Stati Uniti si declina, di partita in partita, l’argomento della politica nello sport.
Mondiali ’78 e il racconto delle Madri
Cuadra, che definisce l’essere umano politico per sua stessa natura, ricorda di Argentina ‘78: «Durante il Mondiale del 1978 nel nostro paese, le Madri e le Nonne approfittarono dell’enorme visibilità internazionale garantita dalla presenza dei media stranieri. Cercavano telecamere e giornalisti di altri paesi per raccontare al mondo ciò che stava realmente accadendo. In questo modo riuscirono a rompere un certo velo di silenzio e tutti vennero a conoscenza delle atrocità che venivano commesse mentre l’Argentina veniva mascherata con un’allegria costruita, non autentica».
Mentre il regime dittatoriale intendeva usare il Mondiale come operazione propagandistica, con il volume alto delle radiocronache per soffocare le urla dei torturati, le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo capirono che avere tanta stampa estera in casa poteva essere un’opportunità per far luce su quanto accadeva. «Per questo ritengo che appropriarsi di contesti o elementi popolari per trasmettere un messaggio forte, capace di costruire memoria, sia sempre qualcosa di positivo nella prospettiva di una società migliore», continua Ariel Cuadra parlando del suo progetto. «L’album è un oggetto familiare, immediatamente riconoscibile e in questo momento, in cui i media parlano in maggioranza del Mondiale, può diffondere un messaggio diverso sfruttando l’onda».
Nell’auditorium dell’Università nazionale Arturo Jauretche, dove Cuadra insegna, nella zona sud della conurbazione di Buenos Aires, è già stato organizzato un incontro dedicato all’album con la comunità studentesca. Altre attività sono previste anche nelle scuole, intanto diverse istituzioni hanno deciso di creare nuove figurine che per ora non sono presenti nell’archivio originale che ne conta sedici. «Il nostro obiettivo principale era non bloccare la memoria, continuare a costruirla attraverso la sensibilizzazione, la ricerca, una riflessione sempre più ampia e, soprattutto, una partecipazione sempre più attiva, incarnando la lotta che per tanti anni hanno portato avanti le nostre Madri e le nostre Nonne», conclude Ariel Cuadra.
Taty Almeida il 28 giugno avrebbe compiuto 96 anni, ed è proprio quella del suo compleanno l’unica data presente sulla sua figurina, non quella della morte. Nome, data di nascita, nome dei familiari dispersi e nessuna seconda data, solo eternidad, per tutte, anche per chi è ancora in lotta.
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