Parigi, due anni dopo. Smontata la piscina di Nanterre, dove l’Italia si ingioiellò delle prime medaglie olimpiche grazie alla staffetta 4x100 stile libero (bronzo), a Nicolò Martinenghi nei 100 rana, a Thomas Ceccon nei 100 dorso (entrambi oro) e a capitan Gregorio Paltrinieri nei 1.500 e 800 stile libero (argento e bronzo), il nuoto si riaffaccia in vasca all’Aquatics Center di Saint Denis, Parigi, per gli Europei in vasca lunga, un test di certezze, speranze e ambizioni a metà del ciclo olimpico che porta a Los Angeles 2028.

Il via oggi con nuoto artistico e tuffi: le speranze dal trampolino sono trainate da Chiara Pellacani e Matteo Santoro, dai “senatori” Giovanni Tocci e Lorenzo Marsaglia, e da nuovi ingressi come Romano Hao Jun Wang. Dal 4 all’8 agosto si svolgeranno le acque libere, dal 10 al 16 le gare in vasca: sono 48 i convocati dal dt dell’Italnuoto Cesare Butini, la rappresentativa più numerosa di sempre in un campionato fuori dall’Italia, 26 uomini e 22 donne per un movimento in costante costruzione agonistica.

Chi seguire

Nella fervente squadra femminile, Sara Curtis è la velocista che alza le aspettative azzurre nei 50 dorso (dove è anche primatista europea), nei 50 e 100 stile libero e nelle staffette. Allenata alla Virginia University da Todd DeSorbo, il coach che ha contribuito a formare le nuove regine del nuoto mondiale Gretchen Walsh e Kate Douglass, Curtis negli Usa ha affinato tecnica e mentalità, e di certo ha mostrato appena i prodromi di una superlativa crescita atletica e personale.

Dall’altra parte delle distanze, l’immortale Simona Quadarella è pronta a ripetere gli appassionanti testa a testa con la tedesca Isabel Gose su 400, 800 e 1.500 sl. A caccia di medaglie continentali l’altra “americana” Anita Bottazzo, da agosto all’università dell’Indiana, sui 50 e 100 rana come Benedetta Pilato, seguita a Roma da Mirko Nozzolillo, stesso coach dell’adamantina velocista di stile e delfino Silvia Di Pietro (dalla quale aspettarsi ancora molto). Pilato, campionessa europea in carica, guarda all’orizzonte olimpico di Los Angeles per le uniche medaglie che ancora le mancano: con l’apertura ai 50 le possibilità sono concrete.

Speranze di piazzamenti nel delfino, nel dorso e nelle staffette per la versatile Costanza Cocconcelli, tornata in gara a due mesi da un infortunio alla mano. Curiosità e attenzione massima per Alessandra Mao sui 200 stile libero: dopo aver brillato agli Eurojuniors – miglior tempo italiano stagionale e di categoria – per la 15enne veneta ora c’è il test più importante. Le avversarie europee si chiamano Freya Colbert e Marrit Steenbergen, anche primatista mondiale sui 100, e in prospettiva mondiale e olimpica si aggiungono Mollie O’Callaghan, Summer McIntosh e Siobhan Haughey.

Punta sui nuovi innesti la squadra maschile, con i neoconvocati Jacopo Barbotti (misti) e Andrea Camozzi (delfino), ma festeggia soprattutto il recupero di Martinenghi, fermo per mesi a causa di un fastidio alla spalla, che ha risposto all’ultima chiamata utile per i 50 e 100 rana con la zampata leonina dell’agonista. Affamati anche Simone Cerasuolo, che punta a replicare i fasti d’oro di Singapore 2025, e Ludovico Blu Art Viberti, che brama il proprio posto al sole nella rana veloce mondiale accanto a Filip Nowacki, Adam Peaty, e Melvin Imodou.

Occhi aperti sullo stile libero, dove i nuovi specialisti alimentano preziosi ricambi nelle staffette (specialmente la 4x100, dove Manuel Frigo ha il posto fisso) e sogni di medaglie individuali: l’Italia sfrutterà infatti l’opzione di schierare quattro atleti e atlete solo per le gare individuali dei 100 e 200 stile libero. Su questa distanza la punta di diamante è Carlos D’Ambrosio, che in vasca con campioni del calibro di David Popovici, Matthew Richards e Lukas Maertens non ha intenzione di tornare da Parigi a mani vuote.

Alberto Razzetti dovrà battagliare con lo scintillante primatista mondiale Leon Marchand nei misti e nei 200 delfino, gara dove torna pure il ritrovato talento di Federico Burdisso. Nelle distanze brevi, duetto serrato tra l’ungherese Kristof Milak e lo svizzero Noe Ponti, si testa Lorenzo Gargani. Ma potrebbe nuotarli anche Ceccon: condizionale d’obbligo, visto l’abbonamento ai DNS (did not start) degli ultimi tempi e le prospettive losangeline. Servirà un tempo stellare per riconfermarsi “uomo da battere” nei 100 dorso, dopo che il sudafricano Pieter Coetzee ai Commonwealth Games ha fatto tremare il record mondiale di Ceccon, e vanno perfezionati gli amati 200 per nuotarli con consapevolezza a Los Angeles.

Nei 1500 sl debutta Matteo Diodato, fresco di ottima prestazione al Settecolli; ma come sottolineato dal dt Butini, qui un posto potrebbe essere riservato all’eterno Paltrinieri, determinato a cancellare i fantasmi maleodoranti della Senna olimpica dove nuoterà, nella inedita formula che precede le vasche, assieme ad Andrea Filadelli, Marcello Guidi e Ginevra Taddeucci.

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