Primo successo per il paese sudamericano ai Giochi invernali. Franzoni il miglior azzurro: 24°. Vinatzer cade nella seconda manche. Domenica il gigante femminile. La 16enne Giada D’Antonio cade in allenamento: si teme la rottura del crociato. Fondo: ottimo sesto posto della staffetta femminile azzurra. Terza sconfitta consecutiva per la Nazionale femminile del curling: accesso alle semifinali ormai fuori portata
Ogni giorno il meglio di Milano-Cortina 2026 in un colpo d’occhio: risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti della giornata olimpica. Dalle piste alle piste di ghiaccio, un racconto essenziale e puntuale per non perdersi nulla dei Giochi. Qui tutte le altre puntate. "Cronache dal ghiaccio” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Oltre il traguardo”, che racconta invece una storia che nasce dai Giochi.
Un oro storico: la vittoria di Lucas Pinheiro Braathen nel Gigante olimpico di Bormio allarga i confini del mondo dello sci. Ancora un argento per Marco Odermatt. Bronzo per l’altro svizzero Loik Meillard. Ma è l’oro del brasiliano a fare la storia.
Il campione olimpico è nato 25 anni fa a Oslo da mamma brasiliana e padre norvegese, e si è trasferito in Brasile da bambino dopo la rottura tra i suoi genitori. Ha vinto subito con la Norvegia, ma poi ha litigato con la federazione per motivi di sponsor e ha addirittura lasciato lo sci per un anno.
È tornato alle gare da brasiliano: dopo aver portato il primo successo in Coppa del Mondo al paese sudamericano, adesso firma la prima, storica medaglia olimpica. Una medaglia d’oro. Al traguardo, dopo aver rischiato molto in pista, sotto una fitta nevicata, Lucas ha guardato il tabellone che certificava che la sua vita non sarebbe stata più come prima, poi si è buttato nella neve con la bocca spalancata per lo stupore, senza un grido. Quello è arrivato dopo, quando ha realizzato la portata della sua impresa.
Nella prima manche Pinheiro sfrutta al massimo il vantaggio che gli dà il pettorale numero 1: la sua sciata leggera è perfetta per quelle condizioni di neve. Quelli che scendono dopo di lui trovano subito molte più difficoltà. Tanta umidità, e una pista che si segna immediatamente rallentando le prestazioni degli atleti. Solo Marco Odermatt, sceso per quinto, riesce a limitare i danni e a contenere il distacco sotto il secondo (95 centesimi).
Il campione del mondo in carica Raphael Haaser chiude invece la prima manche a oltre tre secondi e mezzo dal brasiliano.
Vinatzer cade nella seconda manche
Gli azzurri. Ad Alex Vinatzer manca un po' di leggerezza: paga 2"39. Ma è comunque a otto decimi dal podio. «Proverò l’all-in nella seconda», annuncia. Ma l’all-in non pagherà: nella seconda manche Alex esagera con l’inclinazione ed esce. La prima basta a Luca De Aliprandini: scende col pettorale 21, perde lo sci per uno sbalzo, come era successo a Paris in SuperG, e cade.
Basta la prima anche a Tobias Kastlunger, che perde l’appoggio in una curva ed è fuori. Giovanni Franzoni arriva a quasi 4 secondi dal leader brasiliano nella prima. E dopo la seconda manche dirà: «Non è andata proprio come speravo, sono molto stanco. Non vedo l’ora di essere a casa e di staccare due settimane. Sono al limite. Le mie Olimpiadi sono finite, non posso davvero lamentarmi».
Paura per Giada D’Antonio
Domani, domenica 15 febbraio, in programma il Gigante femminile. Intanto la campana Giada D’Antonio, 16 anni, la più giovane della spedizione azzurra dello sci, è caduta in seguito a un’inforcata durante un allenamento in gigante sulle nevi di Dobbiaco. L’esito della prima risonanza magnetica fa tremare: trauma distorsivo al ginocchio destro, con sospetta rottura del legamento crociato anteriore. Passata quest'anno nella categoria Giovani, D'Antonio è in squadra C ed è stata convocata per 3 gare di Coppa del Mondo.
Fondo: brilla la staffetta femminile azzurra
Una grande Italia ha chiuso al sesto posto, dopo essere stata sul podio fino all’avvio della quarta frazione la staffetta femminile dello sci di fondo. A sorpresa l’oro l’ha vinto la Norvegia - Kristin Austgulen Fosnaes, Astrid Oeyre Slind, Karoline Simpson-Larsen e Heidi Weng - anche grazie alla sfortuna record (prima una caduta poi uno sci rotto, e pure il ruzzolone dello skiman che stava correndo in aiuto) delle favorite svedesi, poi d’argento. Bronzo alla Finlandia.
Ottima la gara delle azzurre: Iris de Martin Pinter, Caterina Ganz, Martina Di Centa e Federica Cassol.
Lo choc del curling
Invece c’è un’Italia nel curling che proprio non si sblocca: è la squadra femminile composta da Stefania Constantini, Giulia Zardini Lacedelli, Marta Lo Deserto ed Elena Mathis: terza sconfitta consecutiva contro la Cina dopo quelle contro Svizzera e Corea del Sud. La qualificazione alle semifinali è un’impresa fantascientifica ora.
Dal curling anche una notizia fuori dagli schemi di questa disciplina: nella sfida tra le Mazionali maschili di Svezia e Canada il fair-play - nello sport in cui le regole etiche sono fondamentali e ci si arbitra da soli - è andato a farsi benedire. È successo quando gli svedesi, campioni olimpici in carica, hanno accusato i canadesi di aver toccato due volte la stone dopo il lancio. Incredibile. Il canadese Kennedy non l’ha presa per niente bene. «Vai a farti fottere», ha risposto. Uno choc per il curling. E proprio ai Giochi.
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