Milano-Cortina è molto più di una gara. Nella rubrica “Oltre il traguardo” ogni giorno troverete un racconto che nasce dai Giochi: una vittoria, una caduta, un’attesa, un gesto rimasto ai margini. Storie di atleti e persone, di sogni e sacrifici, perché l’Olimpiade non finisce al traguardo: continua nelle vite che attraversa. Qui tutte le puntate. “Oltre il traguardo” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Cronache dal ghiaccio”, un focus su risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti di ogni giornata.


Altro che sport, andate a lavorare. Da ragazzo Franjo von Allmen faceva il falegname. «Non sono uno che si siede sui banchi di scuola. Ho sempre voluto imparare un mestiere». Trovò quello che stava cercando nella falegnameria Schletti, oltre un secolo di storia e tradizione, un’azienda specializzata negli chalet. «È stato molto importante per me», ha raccontato. «Oggi ho poco tempo, ma mi piacerebbe incontrare di nuovo i miei vecchi amici».

All’epoca nemmeno lavorare bastava per tirare avanti lo sci. Ci volevano soldi. E quando suo padre morì all’improvviso, il diciassettenne Franjo sentì il mondo crollargli addosso. «Ero giovane ed è stato molto difficile per me. La morte di papà ci destabilizzò. Anche la mia carriera sciistica venne messa a repentaglio per motivi finanziari».

Qualcuno gli consigliò di provare a lanciare una campagna di crowdfunding per tirare avanti, per resistere, per andare a prendersi un futuro migliore. «Raccogliemmo abbastanza soldi per finanziare un'altra stagione. Poi sono entrato nella squadra svizzera».

«Sono senza parole»

Lo sport amplifica quello che abbiamo vissuto. Lo riporta a galla. E l’oro olimpico diventa una resurrezione. Figuriamoci tre, quelli che Von Allmen ha messo in fila nel giro di cinque giorni. Libera, combinata, SuperG. Un’impresa riuscita solo ad altri due sciatori. Il primo fu Toni Sailer nel ’56 a Cortina, il secondo fu Jean-Claude Killy nei Giochi del '68 nella sua Grenoble. Allargando la statistica allo sci femminile, ce l'ha fatta anche Janica Kostelic nel 2002.

Il podio del SuperG: oro a Franjo Van Allmen (Svizzera), argento a Ryan Cochran-Siegle (Usa) e bronzo a Marco Odermatt (Svizzera) (FOTO EPA)
Il podio del SuperG: oro a Franjo Van Allmen (Svizzera), argento a Ryan Cochran-Siegle (Usa) e bronzo a Marco Odermatt (Svizzera) (FOTO EPA)
Il podio del SuperG: oro a Franjo Van Allmen (Svizzera), argento a Ryan Cochran-Siegle (Usa) e bronzo a Marco Odermatt (Svizzera) (FOTO EPA)

Ad appena 24 anni, Von Allmen è il nuovo superman dello sci. Scanzonato, sorridente, divertito. «Ogni mattina mi alzo e sono felice. È il piacere di sciare che mi motiva». Si è già fatto un avversario, ma soltanto in gara. È l’azzurro Giovanni Franzoni, che pensa che nei prossimi anni le piste saranno una faccenda per loro e nessuno più. E che dopo il SuperG si è inchinato allo stradominio del suo coetaneo. Vedremo.

Intanto questo svizzero di Boltingen, nel Simmental, la vallata alpina dell'Oberland Bernese, è diventato l’uomo-copertina di questi Giochi. «Sono davvero senza parole. Prima della gara ero un po’ stanco, mi sono detto solamente di dare il massimo e di sciare in maniera solida». Aveva buone carte, ma la mano della fortuna gli ha regalato l’all-in.

I salti mortali

Il rischio non è il suo mestiere. Ma qualche volta l’ha inseguito. «Sono un avventuriero. Adoro l'azione. Ho già fatto un lancio con il paracadute e mi sono lanciato da una torre alta 10 metri, facendo un salto mortale all'indietro».

Ha un lato vanitoso: «Mi piace il mio naso. È ben arrotondato. Non parliamo dei piedi, noi sciatori teniamo troppo sci e scarponi». Ma non ha rinunciato a schierarsi ogni volta che gli è stato chiesto: «Penso sia giusto e molto importante che le persone si impegnino nell'azione per il clima».

Al giornalista Philipp Rindlisbacher, Franjo ha raccontato (a 24heures.ch, intervista imperdibile) del suo rapporto con la paura, con Dio («C'è qualcosa lassù, ma è Dio? Ciò che conta per me è che ognuno possa credere in ciò che ritiene giusto»), del cibo che odia (spoiler: i broccoli), dell’idea di donare gli organi, di cosa gli piacerebbe imparare ancora. «Voglio migliorare il mio francese. Finora le interviste in francese con la tv romanda sono andate piuttosto male». Tutto il resto, in compenso, è andato piuttosto bene.

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