Le grida di dolore dell’americana dopo la tremenda caduta hanno straziato i Giochi. La bergamasca è la prima a vincere una medaglia nella stessa specialità in tre edizioni diverse dell’Olimpiade. Splendido argento per la squadra composta da Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi. Bronzo di Lucia Dalmasso nello snowboard
Ogni giorno il meglio di Milano-Cortina 2026 in un colpo d’occhio: risultati, medaglie, sorprese, record e protagonisti della giornata olimpica. Dalle piste alle piste di ghiaccio, un racconto essenziale e puntuale per non perdersi nulla dei Giochi. Qui tutte le altre puntate. "Cronache dal ghiaccio” è accompagnata ogni giorno da un’altra rubrica, “Oltre il traguardo”, che racconta invece una storia che nasce dai Giochi.
Sofia Goggia era già nella storia, cercava la leggenda: nella sua Cortina, il posto che ama di più al mondo, sull’Olympia delle Tofane, già domata quattro volte, circondata dalla bellezza. Erano sette anni, da quando fu scelta l’Italia come sede delle Olimpiadi, che Sofia aspettava questo giorno, questo momento. Ed è arrivata la terza medaglia nella stessa specialità in tre edizioni diverse dei Giochi: nessuna come lei.
Questa volta è un bronzo, nonostante un lungo stop che aveva interrotto la gara, le emozioni e il battito del cuore di ognuno di noi. Bronzo per Goggia, alle spalle della trentenne americana Breezy Johnson, scesa come il vento richiamato dal suo nome, e della giovane tedesca Emma Aicher.
Goggia aveva vinto l’oro a PyeongChang. Poi era caduta rovinosamente proprio a Cortina, il 23 gennaio 2022, lesione di un crociato e microfrattura del perone: recupero miracoloso per le Olimpiadi di Pechino, e clamoroso argento.
Adesso la medaglia che mancava, anche se Goggia senz’altro sperava in un altro colore. Sofia ha fatto un’ottima partenza, è stata la più veloce nella parte alta, quella che temeva. Ha perso invece quasi sette decimi nella seconda parte, e ha dovuto recuperare nel finale. «Sono un po’ dispiaciuta, non andavo avanti. Peccato, avrei preferito un altro colore ma ci vuole una visione generale: tre Olimpiadi, tre medaglie».
Un dramma in diretta
Ma prima c’era stato il dramma. Una scena agghiacciante: scende Lindsey Vonn con il pettorale numero 13. In testa c’è la sua compagna di squadra Johnson, alle sue spalle Aicher e Huetter. Ai piedi del podio Laura Pirovano, quarta al suo esordio olimpico. Federica Brignone, scesa per terza, è in quel momento ottava e felice: non era il risultato quello che contava per lei.
Ma torniamo a Vonn. Neanche il tempo di ascoltare il messaggio radio degli allenatori americani, e dopo circa 12 secondi l’americana va in rotazione sulla traversa di Pomedes: arriva scomposta sul salto, si gira, si rovescia, rimane stesa sulla neve con gli sci divaricati che non si staccano, e a lungo le sue urla straziate di dolore ci entrano nel cuore, mentre tutto attorno si spande il gelo. Leggiamo l’orrore negli occhi di tutti gli spettatori al parterre, compreso il papà e la sorella della fuoriclasse americana.
Soltanto lunedì Vonn aveva annunciato di essersi rotta a Crans Montana il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, oltre ad aver riportato danni al menisco, lei che ha già una protesi al titanio ginocchio destro. Ma ha voluto scendere lo stesso, dieci giorni dopo quell’infortunio. Lunghi minuti di stop, in attesa che arrivi l’elicottero dei soccorsi. Ci sarà il tempo delle polemiche e dei discorsi, ma forse arriva un momento in cui anche gli atleti devono capire che si può anche dire basta, non è necessario sfidare il destino a oltranza.
Brignone: «Contenta, niente team combined»
Laura Pirovano sesta, Fede Brignone decima, Nicol Delago undicesima. Brignone sorride. «Io sono contenta della mia performance visto come sono arrivata qui. Non ho i chilometri e la fiducia dell'anno scorso. Fare una prestazione del genere su una pista di casa dopo quello che ho passato è già una grande manifestazione. Ora ho bisogno di calmarmi un attimo. Devo dare sollievo alla gamba. So che fossi arrivata qua l'anno scorso. No, non mi vedrete nel team combined».
Biathlon, argento nella staffetta
Arriva uno splendido argento nella staffetta mista del biathlon composta da Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer (all’ultima Olimpiade della carriera) e Lisa Vittozzi. Oro all’imprendibile Francia, ma l’Italia festeggia un capolavoro di Vittozzi, che ha raccolto il testimone da Wierer da quarta e poi è stata implacabile e freddissima al poligono.
Se anche gli altri azzurri fossero stati perfetti al tiro, l’Italia avrebbe potuto impensierire i francesi, invece sono state necessarie due ricariche per Tommaso Giacomel e Lukas Hofer, e una per Wierer. Bronzo per la Germania.
Bronzo a Dalmasso nello snowboard
Dopo Sofia Goggia, nel primo pomeriggio un’altra atleta ha portato la medaglia di bronzo all’Italia. Nel gigante parallelo dello snowboard, vinto dalla ceca Zuzana Maderova sull’austriaca Sabine Payer, Lucia Dalmasso ha battuto l’altra bellunese Elisa Caffont nella finale per il bronzo.
Lucia, classe 1997, di Falcade, cresciuta tra le montagne più belle del mondo, raccoglie a Livigno il premio per una carriera in crescita costante: a gennaio 2023 aveva ottenuto il primo podio in Coppa del Mondo sulla tavola. Clamorosa eliminazione ai quarti di Ester Ledecka, oro nelle ultime due Olimpiadi.
Delusione invece in campo maschile con Roland Fischnaller e compagni che non sono arrivati a lottare per una medaglia (oro all’Austria con Benjamin Karl, argento al coreano Kim).
Delusione addirittura cocente nello skiathlon, dove ha vinto il cannibale Johannes Klaebo ma gli azzurri non sono andati oltre l’ottavo posto di Davide Graz. Il portabandiera Federico Pellegrino sembra aver trovato un colpevole: «Con questa sciolina era impossibile fare di più, abbiamo sbagliato i materiali. Ma l’Olimpiade non è finita, ci riproveremo».
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