Per la prima volta in Francia la procura antiterrorismo collega un attacco a scuola, quello di Aubagne, alla True crime community. Secondo gli analisti si inserisce nel filone del nichilismo violento. In Polonia il fenomeno è diventato un'emergenza nazionale. E anche in Italia ci sono stati casi con un copione simile
Per la prima volta in Francia, la procura antiterrorismo collega un attacco a scuola alla True crime community. La True crime community (Tcc) è una rete di gruppi online su TikTok, Telegram e Discord che venera gli autori delle stragi scolastiche come idoli. Gli analisti la collocano dentro il nichilismo violento: una violenza alimentata da misantropia, isolamento e ricerca di notorietà tra pari.
Lunedì 12 ottobre, verso le 9, un ragazzo di 14 anni è entrato nel collège Joseph-Lakanal di Aubagne, comune alle porte di Marsiglia, equivalente della scuola media italiana. Da una custodia per chitarra ha estratto un fucile da caccia calibro 12. Al primo piano ha aperto il fuoco, ferendo il preside all'anca e un'insegnante alla coscia. Al secondo piano ha sparato verso il pavimento davanti a una docente, poi all'interno di un'aula. I pallettoni hanno colpito la lavagna. Un membro del personale lo ha bloccato in corridoio. Nessuno studente è rimasto ferito.
Il 13 ottobre, la Procura nazionale antiterrorismo (Pnat) ha preso in carico l'inchiesta. L'analisi dei dispositivi del ragazzo indica una probabile adesione alla Tcc. Le accuse comprendono tentato omicidio in relazione a un'impresa terroristica e associazione a delinquere terroristica. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha parlato di «un'altra forma di violenza, un'altra forma di radicalità». Il quattordicenne ha raccontato di aver subito episodi di bullismo e di aver voluto vendicarsi della scuola. I genitori sono in stato di fermo per detenzione illegale di armi.
I «Columbiners»
Nella Tcc i membri vengono definiti «Columbiners». Il nome rimanda alla strage di Columbine, in Colorado, dove nel 1999 due studenti uccisero dodici compagni e un insegnante prima di togliersi la vita. Point de Contact, associazione francese che raccoglie segnalazioni di contenuti illeciti online, descrive la Tcc come un ecosistema ibrido dove circolano video gore e a volte simboli neonazisti o occulti. La Francia aveva già un precedente. Nel marzo 2017 un sedicenne ferì diverse persone nel liceo Alexis de Tocqueville di Grasse, in Costa Azzurra. Aveva dichiarato di voler diventare il primo school shooter francese.
Trescore, San Vito Lo Capo, Centocelle
L'Italia conosce lo stesso copione. Il 25 marzo a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, un tredicenne ha accoltellato alla gola e all'addome la professoressa di francese Chiara Mocchi nel corridoio della scuola media Leonardo da Vinci. Indossava pantaloni mimetici e una maglietta con la scritta «vendetta». Teneva il telefono appeso al collo per riprendere l'aggressione. Nello zaino aveva una pistola scacciacani. Non avendo ancora 14 anni, non è imputabile. A maggio a San Vito Lo Capo, nel Trapanese, un alunno delle medie ha colpito con un coltello il professore di tecnologia. Portava un casco integrale e trasmetteva la scena in diretta su un gruppo Telegram. «Mi ha colpito tre volte al petto, era impassibile», ha raccontato il docente. Il 18 settembre a Roma, nella scuola media Giovanni Verga del quartiere Centocelle, un tredicenne ha spruzzato spray al peperoncino sul volto della professoressa di lettere Isabella Marsilio e l'ha colpita con un pugnale da sub. Aveva occhiali con telecamera e un canale Telegram collegato. Secondo i compagni seguiva i video della Tcc. Lo ha fermato un compagno di classe originario del Congo. «Lui mi colpiva e stava in silenzio», ha raccontato Marsilio.
Le cronache hanno spiegato questi episodi con un brutto voto, una nota, un debito. Anche ad Aubagne c'è una frustrazione scolastica. Ma la divisa, la ripresa, la diretta per un pubblico su Telegram appartengono al rituale del nichilismo violento. L'aggressione diventa un contenuto. Serve a guadagnare status dentro la comunità online.
L'emergenza polacca
In Polonia il fenomeno del nichilismo violento è diventato un'emergenza nazionale. Tra il 7 e il 10 ottobre, tre attacchi hanno colpito istituti scolastici nella Masovia, la regione di Varsavia. A Ostrołęka, un diciannovenne ha ferito nove persone in una scuola professionale. Il giorno successivo, a Leszczydół-Nowiny, un quindicenne ha ucciso la custode di una scuola primaria, una donna di 37 anni, e ferito il preside e un insegnante. Il 10 ottobre, una ventunenne ha ferito tre persone in un istituto post-diploma di Varsavia.
La polizia ha controllato circa 64mila scuole e fermato 117 persone, quasi tutte tra i 13 e i 19 anni, per il possesso di coltelli o per minacce online. Da lunedì, 20 mila agenti presidiano gli istituti. Il primo ministro Donald Tusk ha parlato di «violenza nichilista». Secondo Tusk, alcuni dei fermati frequentano ambienti di estrema destra. Le autorità segnalano inoltre un aumento delle ricerche online di contenuti nazisti e di stragisti trasformati in idoli.
Ad Aubagne, in Francia, l'inchiesta è passata alla Sdat, la sottodirezione antiterrorismo della polizia giudiziaria, e alla Dgsi, l'intelligence interna francese.
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