A Bologna scontri fra manifestanti e polizia davanti alla stazione centrale. A Roma cassonetti divelti e lancio di petardi contro il ministero dell’Istruzione. Il Collettivo Osa: «Quaranta piazze in tutta Italia, il “No Meloni Day” è un successo». E rilanciano lo sciopero generale del 30 ottobre indetto dal sindacato Usb
Napoli, Roma, Bologna. E poi Genova, Torino, Milano. Studenti e studentesse da tutta Italia, prendendo esempio dalle manifestazioni giovanili che stanno invadendo le strade delle maggiori città europee da Tirana a Parigi, sono scesi oggi in piazza per manifestare contro le politiche del governo, a cominciare dall’ultimo Decreto scuola fino al caro vita e al riarmo.
La protesta degli studenti si intreccia allo sciopero indetto dal Sindacato Indipendente scuola e ambiente che coinvolge personale tecnico amministrativo, docenti e dirigenti scolastici. In contemporanea il movimento ambientalista Fridays for Future ha indetto lo Sciopero globale per il clima contro le politiche ambientali dei governi.
La protesta arriva dopo giornate di tensioni negli istituti scolastici di tutta Italia. Giovedì 15 ottobre, a Torino, un gruppo di ragazzi incappucciati ha lanciato sassi e spruzzato estintori davanti a tre scuole. Un giovane è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e per danneggiamento aggravato. Nel capoluogo piemontese, ad oggi, sono dieci gli istituti occupati.
A Roma gli studenti si sono dati appuntamento alle 8:30 in piazza dell’Esquilino e alle 9:30 alla fermata della metro Cavour, per poi spostarsi verso il ministero dell’Istruzione e del Merito, dove hanno lanciato dei petardi contro il palazzo del governo. «Siamo 20mila, la scuola la scrivono i popoli», hanno urlato i promotori del corteo.
Per il Collettivo Osa, che ha indetto per oggi il «No Meloni Day», la protesta è stata un successo: «Ci sono oltre 40 piazze nel paese e studenti e studentesse a decine di migliaia in corteo come i loro coetanei francesi. I problemi delle scuole sono enormi, la situazione è drammatica, vogliamo essere ascoltati adesso». E hanno rilanciato lo sciopero generale del 30 ottobre indetto dal sindacato di base Usb.
A Pisa, alla Scuola Normale, decine di allievi hanno occupato il plesso dove questa mattina si stava conducendo la cerimonia inaugurale del nuovo taglio accademico, ritardandone l’inizio.
Le proteste a Bologna sono cominciate sin dalle sette: davanti all’istituto Galvani è stato istituito infatti un picchetto per non fare entrare gli studenti. La manifestazione poi si è spostata nelle strade del centro, bloccando i principali viali della città. Ci sono state tensioni con la polizia di fronte alla stazione centrale, dove gli studenti sono stati caricati dall’antisommossa.
A Verona gli studenti hanno incendiato alcuni cassonetti e un monopattino per protestare contro alcuni provvedimenti punitivi presi dalla dirigenza scolastica in seguito a episodi di rissa avvenuti nelle classi.
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