«Dall’insediamento del ministro Valditara abbiamo assistito a un’impostazione ideologica di tutte le iniziative e le riforme che si sono prodotte. Gli obiettivi ministeriali si concentrano sulla trasmissione di competenze di gestione finanziaria, dove viene valorizzato il concetto di proprietà privata, impresa e tutela del patrimonio», denuncia Flc-Cgil
Le assicurazioni hanno un ruolo sempre più rilevante nelle politiche di governo: dalle polizze catastrofali obbligatorie per le imprese alla riforma della Rc Auto, ora all’esame del Parlamento. Da qualche anno sono entrate anche nella scuola pubblica.
Mentre gli istituti cadono a pezzi, l’educazione socio-affettiva è stata fermata e i docenti hanno paghe da fame; il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spalancato le porte al mondo bancario-assicurativo.
Cultura assicurativa nelle scuole
La sinergia tra assicurazioni e il modello scolastico di governo ha cominciato a muovere i primi passi nel 2023, con il progetto di Educazione assicurativa nelle scuole, con un accordo tra la Banca d’Italia, in collaborazione con l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) - ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico - e il ministero dell’Istruzione e del merito.
Un progetto che mirava a «contribuire all’accrescimento della cultura assicurativa delle nuove generazioni», formando «giovani cittadine e cittadini, in modo da avere in futuro adulti più consapevoli sulla necessità di proteggersi dai rischi e in grado di effettuare scelte assicurative informate». Progetti cui gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie avevano facoltà di aderire. Gli esperti di Ivass, infatti, «tengono annualmente seminari formativi dedicati ai/alle docenti, che successivamente possono affrontare i temi assicurativi nelle proprie classi».
È poi il turno del 19 ottobre del 2023: la Giornata dell’educazione assicurativa, in cui «cento classi delle scuole superiori» parteciparono agli eventi organizzati dal Forum Ania-Consumatori, in cui si svolse la conferenza “Rischi e assicurazione: dalla percezione del rischio alla scelta dei comportamenti di protezione”, diffusa attraverso la piattaforma Educazione Digitale e patrocinata dal Ministero dell’istruzione. D’altronde quale preoccupazione assale di più studentesse e studenti, se non la smania di contrarre un’assicurazione?
L’aziendalizzazione della scuola
Dal parlare di assicurazioni con enti dotati di personalità giuridica di diritto pubblico, si è passati direttamente al privato. A Roma, il 3 dicembre 2025, si è svolta la Giornata della Fondazione Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici. Tra gli ospiti, c’era anche il ministro Valditara. Dal palco della kermesse, dove aveva annunciato con giubilo la polizza sanitaria per il mondo della scuola, il ministro parlò di «scuola costituzionale» e spiegò le nuove linee guida sull’educazione civica. Poi concluse: «[..] i diritti di cittadinanza, che per noi sono fondamentali, sono realmente autentici in una nazione fondata sul lavoro e sulla libertà, quando creiamo le premesse per un’educazione adeguata alla prevenzione e per una costruzione di un sistema assicurativo che garantisca l’effettività di quei diritti di cittadinanza».
Insomma: per il ministro non dovremmo vivere in un paese fondato su diritti garantiti dallo Stato, ma dalle assicurazioni. L’invito su quel palco, d’altronde, non è casuale. Dal 2025 è attivo un protocollo d’intesa triennale tra Ania e il mondo della scuola, per la Promozione dell’educazione finanziaria e della cultura assicurativa e previdenziale nelle Istituzioni scolastiche.
Sul sito di Ania, un comunicato stampa festeggia l’entrata nelle scuole italiane per il percorso educativo gratuito - che si rivolge a docenti e studenti delle scuole secondarie di II grado - per parlare di «prevenzione, protezione, gestione dei rischi e assicurazioni ai futuri capi famiglia e ai manager di domani». Ma nella scuola c’è spazio anche per la formazione dagli istituti bancari. Tramite i percorsi sull’educazione finanziaria di Bper banca, patrocinati dal Ministero, ma anche nel Mese dell’informazione finanziaria prevista per questo novembre; in cui si terrà l’evento La banca incontra la scuola, dove studentesse e studenti di scuola primaria incontreranno Bvr, Banca veneto centrale.
Flc-Cgil: no a logiche privatistiche e individualiste
«Dall’insediamento del ministro Valditara abbiamo assistito a un’impostazione ideologica di tutte le iniziative e le riforme che si sono prodotte - dice Graziamaria Pistorino, della segreteria nazionale Flc-Cgil - gli obiettivi ministeriali si concentrano sulla trasmissione di competenze di gestione finanziaria, dove viene valorizzato il concetto di proprietà privata, impresa e tutela del patrimonio». Flc-Cgil ha condiviso «il parere negativo all’unanimità del Consiglio superiore della pubblica istruzione, che bocciò le linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica». Anziché promuovere «consapevolezza della solidarietà sociale dell’economia, la materia viene ridotta alla tutela del patrimonio privato e a logiche individualiste».
Logiche applicabili anche al mondo dell’infanzia. A marzo 2026, con in calce il logo Ivass e quello del ministero delle Imprese e del made in italy, è uscita la guida per i docenti della scuola primaria Villa Sicura. L’educazione assicurativa non ha età. Una guida per far comprendere a bambine e bambini «che la vita può presentare imprevisti, sapere che esistono le assicurazioni, intuire i motivi per cui le assicurazioni possono essere un valido aiuto [..]». Per Pistorino l’ingresso del privato nella scuola, «si fa sempre più pressante e trasversale», e si tocca con mano «anche con questo progetto di educazione assicurativa, in cui le guide per gli insegnanti indicano la valorizzazione dell’attività assicurativa privata per bambini». Infine ricorda il provvedimento di Valditara per l’assicurazione sanitaria a docenti e personale della scuola: «Le stesse risorse avrebbero potuto essere attribuite all’aumento salariale, che in questo momento è una priorità, ma poteva anche essere attribuito al Ssn per dare a tutti i cittadini una migliore qualità della sanità».
Le linee guida dell’educazione civica «sono estremamente gravi e non rispettano i valori ispiratori che dovrebbero animare la scuola pubblica». L’avvio di un “piano” di governo per rendere le aule scolastiche piccole succursali di banche e assicurazioni.
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