Gli attivisti rispondono a Investire sgr, fondo proprietario dell’immobile che, in una nota, ha comunicato di aver messo a disposizione del Comune di Roma 500mila euro «necessari per il reperimento di soluzioni alloggiative temporanee»
«L'unica risoluzione possibile è la vendita del palazzo di Spin Time per trasformarlo definitivamente in un modello d'abitare cooperativistico e mutualistico. Questa situazione può risolversi solo trovando un accordo che permetta alle famiglie di rientrare a casa loro». Così gli attivisti di Spin Time rispondono a Investire Sgr, proprietaria dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, da cui sono stati sgomberati i 400 abitanti nella notte del 29 luglio, in seguito a un principio di incendio.
Il fondo ha, infatti, annunciato di aver stanziato 500mila euro e di averli messi a disposizione del Comune di Roma per contribuire alle spese «necessarie per il reperimento di soluzioni alloggiative temporanee». Spese che, però, come dichiarato dal sindaco Roberto Gualtieri durante l’assemblea pubblica convocata da Spin Time, sono decisamente ben superiori anche agli 800mila euro necessari, secondo le stime dei tecnici del Comune, per i lavori necessari alla messa in sicurezza dell’immobile e che avrebbero permesso un graduale rientro degli abitanti secondo l’accordo ponte che, però, è stato rifiutato dal fondo durante il tavolo del 6 agosto.
«Le persone che abitano Spin Time da 13 anni non “si sono trovate improvvisamente prive di una sistemazione abitativa”. Sono state evacuate e non fatte rientrare per precisa volontà di Investire sgr», continuano gli attivisti in una nota. «Investire sgr, insomma, si professa molto preoccupata del destino delle famiglie, al punto da richiamare la territorialità come elemento fondamentale per tutelare persone a cui per anni è stato negato il diritto alla casa». Ma, sottolineano, «è la stessa proprietà che mette a repentaglio questa comunità da 13 anni».
E al fondo chiedono di continuare le trattative con il Comune per l’acquisizione dello stabile, «l’unica dimostrazione di interesse all’emergenza abitativa che ci aspettiamo da Investire sgr». Oltre alla ricerca di una casa per chi non l’ha più, gli attivisti chiedono che non venga disperso il lavoro di anni «che ha generato benefici sociali ed economici misurabili». Come «l’azzeramento della dispersione scolastica, l’inserimento lavorativo e il sostegno psicologico e sanitario, servizi come coworking sociali, aule studio e spazi polifunzionali per il quartiere».
La situazione degli alloggi temporanei
La notizia che il fondo ha messo a disposizione del Comune 500mila euro non va giù alla Lega. «Chi paga veramente? E soprattutto, cosa pensano gli investitori del Fondo di questa operazione? I 500mila euro da quali risorse provengono, come saranno contabilizzati e avranno effetti sui rendimenti o sui costi sostenuti dai quotisti?», ha scritto in una nota Fabrizio Santori, capogruppo del Carroccio in Assemblea Capitolina.
Nel frattempo continua il lavoro della Giunta capitolina per assegnare alloggi temporanei agli abitanti. Sino a martedì sera, come annunciato al termine del tavolo tecnico con i rappresentanti di Spin Time, erano 160 le persone ad aver trovato una sistemazione, tra cui 48 che hanno bisogno di cure e di assistenze specifiche che saranno ospitate dal Luxury Domus, vicino a piazza Vittorio, sempre nel quartiere Esquilino.
Da Spine Time fanno sapere che restano un altro centinaio di posti messi a disposizione dal Comune: 8 a Castel Fusano, 6 ad Acilia, 2 a Centocelle, 81 al Divino Amore. Resterebbero, quindi, senza alcuna sistemazione quasi 150 persone. E gli attivisti temono che non si trovi una soluzione prima del prossimo tavolo previsto per il 24 agosto.
Il presidio in via Santa Croce in Gerusalemme resta attivo fino a quando non avranno tutti trovato una sistemazione. Nonostante tutti gli sforzi di terzo settore, Protezione civile e Comune di Roma, la situazione per chi vive in tenda durante l’ennesima ondata di calore che sta investendo la città è sempre critica.
Non terminano, però, le dimostrazioni di solidarietà e di vicinanza dei romani e degli artisti che si stanno alternando. Martedì è stata la volta di Anna Foglietta, che ha voluto mostrare la sua vicinanza a “uno dei pochissimi presenti in questa città dove coesistono realtà così diverse in maniera civile, pacifica e costruttiva”. Andrebbe preso come esempio, ha detto l'attrice, “anziché ridurlo come scempio con bambini e persone fragili costrette a dormire per strada". Nel tardo pomeriggio del 12 agosto è invece attesa Paola Turci.
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