Il presidente del Senato definisce «poco paludato» il suo stile. Dopo che in aula ha appellato un senatore come “coglione” non rendendosi conto di avere il microfono aperto, è però lecito chiedersi se faccia anche questo «borbottio» parte del suo repertorio anti-palude
«Poco paludato». È questa la definizione che Ignazio Benito Maria La Russa ha dato del suo stile. Curiosa la scelta della metafora palustre, visto che gli abitanti di Paternò, sua città natale, in dialetto siciliano vengono chiamati “larùnchi”, cioè rane; sarà piuttosto un rimando a certe bonifiche pontine.
Probabile che l’intenzione della seconda carica dello Stato, durante la seduta dello scorso 5 marzo, non fosse quella di smuovere le acque parlamentari con il suo proverbiale aplomb – «la mediazione è sempre stata la cifra politica del mio comportamento», diceva in versione agnellino-zen sullo sgabello di Belve, addolcito dall’atmosfera ferina dello studio.
Eppure, quel microfono aperto non udibile in sala ma ben riconoscibile a posteriori, a mo’ di fuorionda di Striscia, ha lasciato che sfuggisse una gemma preziosa da incastonare al repertorio larussiano: «Chi è quel coglione che continua a urlare?», chiede. È Antonio Nicita del Pd, scopriamo.
Borbottii
Sarà un «borbottio» (questa la parola che ha usato in sua difesa) poco istituzionale? Sarà un affronto al ruolo di presidente del Senato? Un comportamento inadeguato? O sarà semplicemente una delle innumerevoli, e neanche così sorprendenti, uscite che si aggiunge alla vasta collezione di espedienti anti-palude di La Russa, che qualcuno ha soprannominato “La Rissa” per via di certe sue antiche e mai abbandonate passioni tumultuose.
Dai cimeli fascisti agli slogan coniati in diretta – «siamo tutti eredi del duce» disse da Myrta Merlino – passando per i calci ai giornalisti e gli inviti galanti a «tapparsi la bocca con un turacciolo», quel frammento goliardico non è una caduta di stile, semmai una conferma della sua tanto riconoscibile quanto democratica impronta dialettica. Para-citando Jessica Rabbit, La Russa non è cattivo, è che lo eleggono così.
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