Cibo è il nostro inserto mensile che racconta il mondo attraverso ciò che mangiamo. Esce l’ultimo sabato di ogni mese sulla app di Domani e in edicola. In ogni numero svisceriamo un tema diverso con articoli, approfondimenti e commenti: questo mese parliamo del ritorno nella nostra dieta delle fibre. Qui troverete man mano tutti gli altri articoli di questo numero. In questa pagina, invece, tutti gli altri articoli di Cibo, che è anche una newsletter gratuita. Ci si iscrive a questo link.


Nel momento in cui ha preso in mano i risultati delle analisi, il medico di Arnold Schwarzenegger pensava di averli scambiati con quelli di un altro paziente. Il colesterolo dell'attore ed ex governatore della California era sceso così in basso che era difficile appartenesse alla stessa persona. Eppure era così. Merito del cambiamento apportato nella dieta del culturista austriaco naturalizzato americano: carne ridotta al minimo, per dare spazio ai cibi vegetali. Come ha detto Schwarzenegger stesso, la sua alimentazione è ormai green all'80 per cento. «Ma ogni tanto continuo a mangiare la mia Wiener Schnitzel quando vado in Austria. Non smetterò mai di farlo», raccontava in una intervista . «Tutto ciò che si fa con moderazione non fa male. Non mi sono mai definito vegano, ma ho imparato che, per motivi di salute e di forma fisica, alla mia età è meglio mangiare meno carne».

Il motivo è semplice: un'alimentazione verde presenta meno grassi saturi e più fibre, di cui frutta e verdura sono ricche, così come i legumi. Schwarzenegger suggeriva anche alcuni spunti su come assumerle al meglio. «Per la cronaca: spremere un frutto è diverso dal frullarlo e può causare la perdita di alcune fibre», spiegava . «Aggiungendo solo una tazza di lamponi e un cucchiaio di buccia di psillio, otterrai 15 grammi e ti sarà più facile raggiungere il tuo obiettivo giornaliero».

Negli ultimi anni qualcosa sembra muoversi. L'approccio con cui si guarda alle fibre è diverso rispetto al passato, per qualcuno anche fin troppo sotto certi aspetti.

Il fenomeno del fibremaxxing è una delle tante tendenze nate sui social, per lo più su TikTok, con cui la Gen Z prova a sensibilizzare l'opinione pubblica su un argomento. In questo caso, le fibre. A promuoverne un maggiore consumo tramite video sono content creator , esperti e dietisti che sfruttano il loro seguito online per promuovere uno stile di vita sano.

Secondo alcuni studi ormai associati, consumare dai 25 ai 30 grammi di fibra al giorno è un'assicurazione sulla vita. C'è ovviamente una differenza tra uomo e donna: poco più di 35 grammi per lui, poco meno di 25 grammi per lei.

Ma non c'è una scienza esatta per indicare il livello massimo di fibre da ingerire. Sicuramente, chi segue questo principio ha meno possibilità di sviluppare il diabete di tipo 2 o un cancro al colon retto. Anche le malattie coronariche diminuiscono.

A godere dei benefici è l'intestino, grazie a una migliore regolamentazione dell'appetito e una riduzione delle infezioni. Il fatto che gli enzimi digestivi non riescano a scomporre questi alimenti ha ripercussioni notevoli. Ci si sente più sazi e quindi si mangia meno, con conseguente abbassamento del livello di pressione sanguigna, del colesterolo e del peso corporeo. Ne giova il cervello, e quindi la salute cognitiva. Gli effetti positivi sono dunque tanti.

Come tutte le tendenze, anche il fibermaxxing va però contestualizzato e circoscritto. Il messaggio cambia a seconda del pubblico che si vuole influenzare. Il fenomeno nasce negli Stati Uniti e ha una ragione molto chiara: lì il consumo di fibre è bassissimo. A non rispettare i livelli medi sono il 97 per cento degli uomini e il 90 per cento delle donne. La maggior parte degli americani non arriva nemmeno alla metà dello standard necessario. Il problema è allargato al mondo anglosassone, dove i cibi ultra processati vanno per la maggiore.

Nel Regno Unito il problema è praticamente identico: oltre il 90 per cento degli adulti mangia meno fibre rispetto alla quantità raccomandata. Diverso invece il discorso per i paesi mediterranei. Anche se l’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica tende a sottolineare come il consumo di fibre nel nostro paese sia leggermente sotto la media, la varietà di cibi e alimenti a disposizione permette di colmare la lacuna. Un vantaggio, o forse solo una questione di cultura culinaria differente.

L’approccio made in Usa

Cambiare la mentalità degli americani è l’ambizioso obiettivo che si è posto il segretario alla Salute, Robert F. Kennedy. La piramide alimentare pubblicata a inizio gennaio, ovvero il nuovo paradigma da seguire per le diete di tutti i giorni, ha fatto piuttosto discutere. Certo, presentarla al rovescio, con la punta in basso e la base in alto, è stato uno scossone per i tradizionalisti. Ma gli esperti della American Medical Association hanno approvato l’indicazione di limitare i cibi fortemente processati.

«Il mio messaggio è chiaro: mangiate cibo vero», sostiene il nipote dell’ex presidente democratico. Già questo sarebbe uno spot rivoluzionario, visto che viene indirizzato a un paese dove il 43 per cento degli adulti è obeso e un altro 31 per cento è in sovrappeso. Va da sé che le linee guida non possono essere imposte, ma non possono nemmeno essere considerate delle mere raccomandazioni. Avranno un impatto concreto, a cominciare dagli acquisti dei consumatori fino a ciò che viene servito nelle mense scolastiche e aziendali. Il consiglio di Kennedy è di mangiare più proteine, latte e latticini interi, frutta e verdura. Da evitare invece gli zuccheri, i cibi ultra processati e l’alcol.

Le differenze rispetto al nostro modo di mangiare però esistono e sono anche piuttosto evidenti. Oltre a consigliare un consumo più alto di proteine rispetto ai livelli suggeriti dall’Autorità europea, il governo americano mette sullo stesso piano carne bianca e rossa – che Kennedy si vanta di mangiare spessissimo, preferendo una bistecca alla torta di compleanno – quando invece è meglio consumarla a piccole dosi.

I cereali inoltre sono finiti in fondo alla piramide, mentre la nostra raccomandazione è di variegarli ma di mangiarli tutti i giorni. Anche per il loro alto rilascio di fibre. Tuttavia queste possono essere reperite anche altrove, come nella frutta (compresa quella secca) e nella verdura, finalmente considerate una priorità negli Usa.

Il nuovo paradigma alimentare degli Stati Uniti è quindi molto perfezionabile, certo, ma presenta anche delle novità importanti che sembrano ascoltare le richieste di chi chiede una maggiore attenzione alla salute.

Da un’analisi di Dataessential emerge che il 52 per cento dei consumatori è interessato a seguire il fibermaxxing, e il 42 per cento ritiene che alimenti ricchi di fibre siano più salutari. Le previsioni sull’anno in corso promettono bene, con molti grandi marchi che stanno riassettando la loro produzione. «Penso che le fibre siano le nuove proteine», ha dichiarato il ceo di PepsiCo, Ramon Laguarta. Lo dimostrano anche i ristoranti, dove il 45 per cento degli americani richiede menù ad alto contenuto di fibre.

La visione francese

L’Eliseo arriva un mese dopo la Casa Bianca. Nei giorni scorsi il governo francese ha pubblicato la strategia alimentare, con cui chiede ai cittadini di limitare (e non ridurre, come avrebbero preferito gli ambientalisti) il consumo di carne, per preferire prodotti vegetali, possibilmente locali così da supportare il settore agroalimentare.

I francesi partono da una posizione differente rispetto agli americani: vuoi per l’inflazione, per l’invecchiamento o per la salvaguardia ambientale, più di un francese su due ha affermato di aver mangiato meno carne negli ultimi tre anni. La politica chiede di continuare su questa strada.

Nella strategia nazionale viene sottolineato che, mentre il consumo di sale, zucchero e alcol è ancora troppo elevato, quello di frutta, verdura e fibre è insufficiente. Lo scorso anno in una indagine della Santé publique France, l’agenzia nazionale che si occupa di salute pubblica, era stato riscontrato che appena il 24 per cento delle donne mangiava frutta e verdura nella dose quotidiana suggerita.

Ancora peggio gli uomini, fermi al 18 per cento. In media nel paese si assumono circa 15 grammi di fibra al giorno, contro i 20 della media europea ei 25 di quelli raccomandati.

Per invertire la rotta, il governo propone di fissare delle soglie massime per i cibi poco sani e dei livelli minimi per le fibre. Vuole inoltre introdurre degli standard nutrizionali da diffondere nelle strutture per l'infanzia e nelle case di cura. Molto dipenderà anche dai messaggi che verranno lanciati, per cui si cercherà di ridurre la promozione pubblicitaria dei cibi sconsigliati.

iversificato

Come abbiamo visto, un maggiore apporto di fibra è richiesto anche per la popolazione del Regno Unito. Qualche anno fa, quando a Downing Street c'era ancora Boris Johnson, il paese sembrava vicino a una svolta alimentare. Ma nella strategia promossa dal governo non c'era niente in grado di risolvere i problemi strutturali. La promessa era di dichiarare guerra al cibo spazzatura, tassare i cibi zuccherati e sostenere le famiglie a basso reddito. Niente di tutto questo è stato realizzato.

Tutt'al più è stata incentivata la produzione nazionale di carne, come se i britannici ne mangiassero troppo poca. Ecco perché il fenomeno del fibremaxxing viene accolto dai medici con un grido di sollievo.

«Ci ​​sono molte diete e tendenze alla moda che mancano di prove o fondamenti scientifici, e questo confonde le persone su cosa dovrebbero e non dovrebbero mangiare. Ma le fibre sono davvero importanti», dice l'endocrinologo e professore Thomas Barber, che da tempo cerca di mettere in risalto i vantaggi di questi alimenti.

Il troppo stroppia

Allo stesso tempo però, una sollecitazione spasmodica del consumo di fibra rischia di far peggio. Come scritto, nonostante esistano valori indicativi, non c'è un numero preciso di quanti grammi vadano consumati al giorno. Mangiandole in quantità eccessive, magari inserendo nella dieta polveri o integratori, si passerebbe da un eccesso a un altro.

Secondo Mintel , società di ricerca di mercato, il fenomeno del fibremaxxing è addirittura destinato a esaurirsi nel breve tempo. Nei prossimi mesi le persone non cercheranno di incrementare al massimo il quantitativo di fibra, quanto piuttosto preferiranno diversificare ciò che mangiano. Il fenomeno sociale ha avuto i suoi effetti. Ma, in qualsiasi dieta, la parola d'ordine ripetuta dagli esperti rimane una sola: equilibrio.


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