Domenica 22 marzo si sono chiuse le elezioni amministrative francesi, l’ultima chiamata elettorale nel paese prima delle elezioni presidenziali del prossimo anno.

Circa 17,1 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne in 1.580 comuni e distretti, su un totale di circa 35.000, dopo l’elezione di numerosi consigli comunali al primo turno di domenica scorsa. Secondo le stime del ministero dell’Interno, in questo secondo turno l’affluenza è stata tra le più basse di sempre, con circa il 57 per cento dell’elettorato che si è recato alle urne, ad eccezione per il voto avvenuto durante la pandemia da Convid-19 nel 2020. Quasi tutti i partiti hanno espresso soddisfazione per i risultati raggiunti.

Le elezioni confermano la crescente forza dell'estrema sinistra nelle periferie delle grandi città e allo stesso tempo, consolidano la presenza del Rassemblement National nella Francia provinciale. Per il leader dell’estrema destra, Jordan Bardella, è stata «la più grande avanzata della nostra storia». Il presidente del partito di estrema destra ha parlato di «una svolta» contro «un vecchio mondo e politiche scollegate dalla realtà».

Les Républicains, invece, restano «la prima forza politica locale» in Francia. Lo ha detto Bruno Retailleau commentando i risultati che vedono il partito incassare il maggior numero di comuni. «Questa sera si impone una realtà: esiste un'altra via» tra «gli ideologi» di La France insoumise e i «demagoghi» del Rassemblement national, ha detto. «Siamo sempre, e più che mai, la prima forza politica locale. Il nostro obiettivo è stato raggiunto e la battaglia è vinta. Questo voto ci illumina e ci obbliga», ha aggiunto. La France Insoumise ha effettuato un «ingresso clamoroso» nei «consigli municipali», ha detto, invece, il coordinatore della formazione di estrema sinistra, Manuel Bompard.

Parigi

Nella capitale vince con oltre il 53.1 per cento dei voti favorevoli il candidato socialista Emmanuel Grégoire. Si è fermata al 38 per cento dei consensi Rachida Dati, candidata Républicains, che al ballottaggio è stata alleata con i macroniani. «Questo slancio non è stato sufficiente. Non sono riuscita a convincere che questo cambiamento fosse necessario», ha detto Dati annunciando la sconfitta.

«Parigi sarà il cuore della resistenza contro questa alleanza di destra, che cerca di portarci via ciò che abbiamo di più prezioso e fragile: la semplice gioia di vivere insieme», ha dichiarato Grégoire che subentrerà così a Anne Hidalgo. «Parigi ha deciso di rimanere fedele alla sua storia», ha aggiunto. Il neosindaco vede nel successo «una promessa impegnativa» e «la vittoria di una certa idea di Parigi: una Parigi vibrante, una Parigi progressista, una Parigi della classe operaia, una Parigi per tutti. Parigi non è e non sarà mai una città di estrema destra».

Le città della sinistra

A Pau in un clamoroso testa a testa ha vinto il candidato socialista, Jérôme Marbot, con solo 344 voti in più. Marbot ha sconfitto l’ex primo ministro e sindaco uscente della città François Bayrou che ha tentato la corsa per il terzo mandato.

Benoit Payan, che non ha accettato alleanze con La France Insoumise (Lfi), ha vinto a Marsiglia. In città il Rassemblement National aveva portato avanti una dura campagna elettorale facendo leva sui temi come la sicurezza e candidando Franck Allisio.

A Lione ha vinto il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet con circa il 54 per cento dei voti, rispetto allo sfidante Jean-Michel Aulas, ex presidente della squadra di calcio della città, sostenuto dalla destra e dato come favorito dai sondaggisti.

La sindaca uscente socialista Johanna Rolland è stata rieletta a Nantes alla guida di una lista unitaria con La France insoumise.

Le città dell’estrema destra

L'estrema destra francese ha conquistato Nizza con la vittoria di Eric Ciotti (Udr-Rn), alleato di Marine Le Pen, nella quinta città più grande di Francia. Ciotti ha ottenuto il 45 per cento dei voti contro il 39,5 per cento del sindaco uscente, il centrista Christian Estrosi, che ha ricoperto la carica per quasi un decennio. 
Ciotti ha definito il risultato una «immensa vittoria», soprattutto per i francesi che speravano in un «cambiamento». Vittoria della destra anche a Tolosa con la riconferma del sindaco uscente Jean-Luc Moudenc che ha ottenuto il 53 per cento dei voti. Moudenc ha superato l'alleanza tra La France insoumise e Partito socialista guidata da François Piquemal.

L'estrema destra non è invece riuscita a vincere in altri comuni dell'area mediterranea come Tolone o Nimes, ma ha trionfato a Carcassonne, sempre nel Sud. Conquistate anche le città di Montargis e La Seyne-sur-Mer.

La vittoria di Édouard Philippe

In Normandia nel comune di Le Havre ha fatto rumore la vittoria dell'ex primo ministro di Emmanuel Macron, Édouard Philippe. L’uomo è considerato un forte candidato centrista per le prossime presidenziali del 2027 e aveva già promesso di ricandidarsi qualora avesse vinto nella propria città.

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