La guerra in Iran diventa uno spot per l’energia nucleare. Il ministro per le Imprese e il made in Italy, Adolfo Urso, in assenza di risposte concrete sul caro-bollette in arrivo e sul rincaro di carburanti già in atto, ha rilanciato la battaglia del governo Meloni per la riapertura delle centrali nucleari. «La guerra ha conseguenze di prezzi ed energia, specie per chi non ha il nucleare. Il prezzo dell’energia risente delle quotazioni del gas perché non disponiamo di energia nucleare come altri paesi dell’Unione europea», ha detto Urso durante il question time di oggi, mercoledì 4 marzo, alla Camera.

Per questo ha parlato dell’impegno di «modificare in prospettiva il mix energetico nazionale e ridurre dipendenza dall’estero» con la «produzione di energia nucleare».

Professione ottimismo

Una posizione che ha sollevato obiezioni da parte del Movimento 5 stelle riguardo al tempismo: «Di fronte alla stangata già annunciata, dovuta all’aumento esponenziale del prezzo del gas, dell’energia, della benzina, il ministro Urso viene in aula a fare propaganda su un nucleare la cui realizzazione si vedrà forse tra vent’anni», hanno dichiarato Enrico Cappelletti ed Emma Pavanelli del M5s. «Avrebbero dovuto investire nelle energie rinnovabili, nei sistemi di accumulo, sostenere l'efficientamento energetico, disaccoppiare il prezzo del gas da quello delle rinnovabili fare le gare sulle concessioni idroelettriche», hanno elencato dal partito di Giuseppe Conte.

Non è mancata la professione di ottimismo riguardo alla situazione in Italia da parte di Urso: «Sul piano dell’approvvigionamento l’Italia, come ha già chiarito il ministro Pichetto Fratin, è in migliori condizioni di altri Paesi, in una posizione ben diversa rispetto al passato». Sulle scorte, ha aggiunto il ministro meloniano, «gli stoccaggi si attestano su livelli elevati, superiori al 50 per cento, il più alto livello in Europa. La Germania è scesa sotto il 30 per cento».

Contro lo storytelling ottimistico, comunque, le opposizioni il Pd ha mosso una serie di rilievi: «Il ministro conferma il problema dell’energia. A ogni escalation geopolitica riporta in alto il prezzo del gas», ha sottolineato il deputato, Vinicio Peluffo, replicando a Urso, nell’aula di Montecitorio. «Il decreto Energia era già insufficiente», ha aggiunto il parlamentare dem, «e si dimostra del tutto inadeguato perché non interviene in modo strutturato».

Nuova dipendenza

Altrettanto dure le critiche di Angelo Bonelli, co-leader di Alleanza verdi-sinistra: «Sono quattro anni che governate questo Paese e siete ancora qui a dire cosa farete in futuro? Intanto gli italiani pagano le bollette più care d’Europa grazie alle vostre politiche. Avete semplicemente spostato la dipendenza dal gas russo al gas di Trump. E gli italiani continueranno a pagare le vostre scelte».

Il deputato di Avs ha sottolineato in particolare la mancanza di un reale sforzo a favore della transizione energetica ed ecologica: «Di fronte all’ennesimo aumento dei costi dell’energia legato alla guerra e alla vostra scelta di continuare a basare il sistema energetico sul gas, invece di rafforzare le rinnovabili».

Sul problema del costo del carburante, Urso si è limitato a dire: «Abbiamo attivato Mister prezzi, che ha già ampliato il monitoraggio segnalando alla Guardia di Finanza, ove si verificassero, eventuali movimenti anomali sulla rete». Ma il trend già preoccupa. Anche perché la guerra continua e le incertezze sul trasporto delle merci, con l’incertezza del transito lungo lo stretto di Hormuz.

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