La presidente del Consiglio, a domanda sull’isola più grande del mondo, ha escluso che gli Stati Uniti possano invadere il territorio del regno di Danimarca. E ha preannunciato la stesura di una strategia italiana sull’Artico
In conferenza stampa davanti ai giornalisti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto a un paio di domande sulla Groenlandia e sulla pressione degli Stati Uniti, volenterosi di prendere il controllo – «in un modo o nell’altro», per citare Donald Trump – dell’isola più grande del mondo. Anche nei giorni scorsi la Casa Bianca non ha escluso l’utilizzo della forza militare da parte statunitense.
Cosa pensa Meloni
Per Meloni, però, lo scenario è un altro: «Io non credo nell’ipotesi che gli Usa avviino un’azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei» e «che non converrebbe a nessuno». La Nato si spaccherebbe, infatti, visto che sia Stati Uniti sia Danimarca sono membri dell’Alleanza.
«L'ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stato escluso da Rubio e dallo stesso Donald Trump» ha continuato Meloni. Se è vero che il segretario di Stato Rubio ha dichiarato che l’obiettivo ultimo di Washington non è la conquista ma l’acquisto della Groenlandia, il presidente Trump – e il suo vice JD Vance – continua a tenere aperta la porta di scenari militari.
«Io credo che l’amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l’attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza. È un’area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori straniere» ha detto ancora Meloni.
La strategia italiana
La presidente del Consiglio ha poi annunciato che l’Italia sta lavorando, e ha quasi ultimato, la stesura di una strategia nazionale sull’Artico. «Entro la fine di questo mese il ministero degli Affari esteri presenterà una strategia italiana sull’Artico perché capiamo quanto sia strategico e importante oggi occuparsi di questa area del mondo e stiamo facendo la nostra parte».
Una strategia che avrebbe precisi obiettivi: «Preservare l’area artica come zona di pace, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le aziende italiane che volessero investire in questa realtà e favorire la ricerca in un territorio che per noi è particolarmente strategico per studiare il cambiamento climatico».
Un ruolo, almeno sulla carta, rispetto a questa strategia potrebbe averla Isabella Rauti, senatrice, sottosegretaria alla Difesa con delega all’Artico, oltre che figlia di Pino, uno dei fondatori del Movimento sociale italiano.
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