Al Corriere della Sera Elly Schlein aveva respinto le critiche: non è vero, aveva spiegato, che lei non ascolta le opposizioni interne, e non è vero non riunisce la direzione da un anno, come le contesta – a mezza bocca in realtà –  la minoranza riformista, «l’ultima direzione è stata a settembre, e sottolineo settembre», ha risposto. Va detto che in quella direzione autunnale all’ordine del giorno c’erano le imminenti regionali ed era proibitivo affrontare questioni interne in piena campagna elettorale.

Ma comunque qualcosa di vero in quella obiezione doveva esserci, nonostante tutto, se oggi il Pd ha ufficialmente comunicato la data della prossima direzione: sarà il prossimo venerdì 6 febbraio. Sarà in «forma» ibrida, cioè si potrà partecipare in presenza e da remoto.

Ma non andrà in diretta streaming, come aveva chiesto il senatore Filippo Sensi. Ed è un peccato, perché stavolta la discussione dem potrebbe essere frizzantina e forse non sarebbe inutile farla ascoltare ai militanti, ai cultori della materia (nonché ai cronisti): sul tavolo c’è, per esempio, il pasticcio del disegno di legge contro l’antisemitismo al Senato. La minoranza riformista non ha firmato il testo del partito e ha mantenuto, in commissione Affari costituzionali, quello presentato da Graziano Delrio. Non sarà facile neanche fare emendamenti unitari al testo della Lega e di Iv, scelto come testo base dell’iter. 

All’ordine del giorno della direzione c’è la consueta relazione della segretaria, ma anche «l’individuazione della finestra di congressi di federazione». Sono una ventina quelli che si devono celebrare in questo 2026.

L’Italia che sentono

Non è l’unica comunicazione di giornata che arriva dal Nazareno. Arriva anche la prima tappa delle «giornate di ascolto» del paese («L’Italia che sentiamo», il titolo generale) promessa dalla segretaria all’ultima assemblea nazionale. Un percorso parallelo a quello che ha indetto Giuseppe Conte con la sua base, una consultazione online sui temi del programma da proporre poi alla coalizione progressista, quando arriverà il momento di sedersi al tavolo, non prima dell’autunno.

L’iniziativa del Pd è di un'altra natura. La segretaria si prepara alla corsa per le politiche, dunque fa un’ampia chiamata a raccolta di voci autorevoli per ascoltarne i consigli. La prima tappa dunque sarà sabato 31 gennaio e domenica primo febbraio a Milano, alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Titolo generale: «Un’altra storia, l’alternativa nel mondo che cambia».

Si parte il pomeriggio, subito dopo una manifestazione organizzata dal Pd Milano in piazza 25 Aprile contro la presenza degli agenti dell’Ice in città. Alla Fondazione Feltrinelli è stata invitata una cinquantina di voci della cultura, dell’economia e del sociale chiamate dal Pd e da Gianni Cuperlo, presidente della Fondazione Demo. 

Fra i presenti e parlanti: Filippo Andreatta, Viola Ardone, Massimo Cacciari, Carlo Feltrinelli, Ferruccio De Bortoli, Luigi Ferraioli, Anna Foa, Vera Gheno, Piero Ignazi, Luigi Manconi, Mariana Mazzucato, Nicoletta Pirozzi, Linda Laura Sabbadini, Marino Sinibaldi, Michele Serra, Giorgia Serughetti, Emanuele Felice, Nadia Urbinati, Gustavo Zagrebelsky.

La seconda iniziativa sarà nel weekend successivo, a Napoli, dove sarà convocato il mondo della ricerca, dell’università, dei sindacati. Poi a seguire Firenze, con un’altra formazione. Ultima tappa a Roma il 7 marzo.

Intellettuali ma anche porta a porta

Con l’evidente intento di prevenire l’obiezione di voler «ascoltare» solo gli intellettuali, e insomma di restare il partito delle Ztl, il Pd assicura che «parallelamente, sarà impegnato con centinaia di volontarie e volontari in una campagna nelle piazze e con il porta a porta dove, a partire dalle persone che non votano più, si metterà all’ascolto delle necessità e delle aspettative del Paese».

Negli annunci di giornata non c’è cenno alla campagna referendaria. Che la base dem sta conducendo nei territori, in attesa che anche la segretaria scenda decisamente in campo. Lo farà, viene assicurato, ma più avanti. Anche se per tutte le opposizioni, Pd in testa, dovrebbe essere sarebbe lo sforzo cruciale di queste settimane. La vittoria del Sì sarebbe una batosta per la costruenda coalizione.

Secondo i sondaggi – il primo uscito è di Ixé, altri ne circolano – in questi giorni il popolo degli intenzionati a votare No comincia a raggiungere quello del Sì. E forse a sorpassarlo. Schlein fin qui non pervenuta, o pervenuta pochissimo, ma ha assicurato al Corriere che il Pd «nei prossimi mesi sarà impegnato pancia a terra». 

Riformisti a Napoli

La segretaria Pd concluderà la manifestazione di domenica a Milano. Ma sabato interverrà a Napoli, alla Stazione Marittima, all’assemblea dei riformisti di Stefano Bonaccini e Alessandro Alfieri, freschi di passaggio in maggioranza nel partito. «Idee per l’Italia» radunerà molti amministratori a discutere, in particolare su «come garantire stipendi più alti evitando discriminazioni» e su «come costruire comunità più sicure e società più coese».

Fra gli interventi, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Puglia Antonio Decaro, quello dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale, e la sindaca di Genova Silvia Salis.

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